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Presidente Zaia, ha niente di meglio da fare ? Non vorrà
farci pensare che abbia ragione la signora che ha detto
di lei "tutto fumo, niente arrosto"? Se l'è
presa perché in una fiction "ci dipingono sciocchi
e servili", noi del nord. Perché non pensa a quante
aziende stanno chiudendo, a che cosa si potrebbe fare per
facilitare le esportazioni del Veneto nel mondo,
all'inquinamento che dimiinuisce solo perché spostano le
colonnine di rilevazione, al territorio sempre più
devastato, al deficit della Sanità, alle strade inutili
che si fanno e a quelle utili che non si fanno, alla
cassa integrazione che continua ad aumentare ?
E' offeso perché ci dipingono sciocchi e servili. Uno
come Danilo Oscar Lancini, sindaco di Adro, come lo
definirebbe lei, Signor Presidente Zaia ?
TELEVISIONE IL
GOVERNATORE VENETO: LA TV VIVE CON LA PUBBLICITÀ DELLE
AZIENDE SETTENTRIONALI
Zaia, le
fiction e la gente del Nord
«Ci dipingono sciocchi e servili»
Lettera a Confalonieri sull'agente bergamasco in
«Distretto di Polizia 10»
ROMA - Lui che si sente prima di tutto «un figlio della
Serenissima», e se poi ci aggiungi che è il governatore
del Veneto tutto torna, non si è divertito affatto a
guardare la fiction «Distretto di Polizia 10», con quel
personaggio appena entrato nel cast del Decimo Tuscolano,
l'agente centralinista Giovanni Brenta da Bergamo, non
troppo sveglio per obbligo di copione.
Una puntata, quattro puntate, alla fine il leghista Luca
Zaia non si è più trattenuto e ha messo nero su bianco
la sua irritazione nordista. Scrivendo una lettera aperta
a Fedele Confalonieri. Manifestandogli la sua
arrabbiatura (il termine originale è un altro) per come
le fiction di Mediaset trattano i suoi corregionali (e
gli stretti vicini di casa) facendone macchiette
irrispettose e datate. «Caro Presidente» scrive Zaia,
che è di Conegliano Veneto, «mi spiace constatare che
la più grande rete televisiva commerciale d'Italia,
abbia sposato l'andazzo di culturame razzista nei
confronti del Nord e dei suoi abitanti».
Poi il «venetissimo», come scrive nella sua biografia
online, passa a spiegare perché: «Mi riferisco
all'ultima trovata del personaggio dell'agente scelto
Brenta, entrato di recente a far parte della decima serie
di Distretto e che sfodera un indubitabile accento
bergamasco e mostra un carattere che non brilla per
sensibilità e intelligenza, come precisano gli stessi
autori. Siamo alle solite. Il nordista, veneto o lombardo
o piemontese che sia, è raffigurato nelle serie tv
prodotte a Roma, come terragno, servile, interessato,
poco perspicace». Secondo Zaia, questa rivisitazione
romanesca produce «stereotipi che rifiuto,
caratterizzazioni inaccettabili, al di fuori di qualunque
verosimiglianza». Messe onda, quel che è peggio, da una
tv del Nord «che vive di pubblicità raccolta per gran
parte tra le aziende del Nord».
Non potrà mitigare l'onta fargli sapere che l'attore che
interpreta il bergamasco, Gianluca Bazzoli, non è nato
sotto al Cupolone ma in Svizzera. Il governatore chiede
rispetto per la dignità padana: «Io scrivo, penso e
parlo da veneto, e me ne vanto. Come molti bergamaschi.
So che non ho il potere di cambiare le produzione e i
palinsesti televisivi, ma almeno voglio farti sentire la
forte inc..... mia personale e di milioni di miei
concittadini a est e ovest dell'Adda e del Tagliamento.
Posto poi che i tuoi autori sappiano andare oltre il
Tevere e l'Aniene». Un consiglio agli sceneggiatori:
«Trasferiscano l'agente a Porto Marghera e facciamo
vedere come vive con intelligenza e serietà la gente del
Nord».
Confalonieri ha confidato ai suoi di avere «sempre avuto
grande stima per Zaia, persona seria ed equilibrata». Ma
sul merito il presidente ha taciuto. Non il produttore di
«Distretto di Polizia», Pietro Valsecchi che annota:
«Singolare non si sia levato alcun coro di indignazione
per un personaggio altrettanto svampito e non brillante
come quello di Marzocca, presente nella serie per diversi
anni. Ma forse perché era romano...». E punge: «Noi
siamo produttori, forse potremmo fare anche i politici.
Ma leggendo le sue dichiarazioni retoriche e pretestuose,
dubito che Zaia potrebbe mai fare il produttore».
Giovanna Cavalli
22 settembre 2010
Corriere della Sera
mercoledì 22 settembre 2010
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