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Cè un mestiere per il quale non servono titoli,
non servono esami, non serve esperienza di alcun genere:
fare il Sindaco. Se ti si stacca un tacco della scarpa,
vai dal ciabattino. Se si scrosta un pezzo di intonaco,
chiami un muratore. Se devi formattare il disco fisso,
chiami un informatico.
Se devi governare per cinque anni un pezzo di territorio,
ne devi decidere le sorti, ne devi promuovere lo
sviluppo, devi saper colloquiare con mille, diecimila, un
milione di abitanti, lo puoi fare senza saperne
assolutamente nulla di nulla. Nellèra delle
specializzazioni, a volte esasperate, il mestiere di
Sindaco può essere fatto da chiunque (quindi anche dal
più incapace degli incapaci).
Lunico sforzo che il nostro è
costretto a fare, è quello di infilarsi dentro in una
lista, di convincere un partito che (lui sindaco) sarà
unottima serva, di promettere linverosimile
durante la campagna elettorale. La Valpolicella è stata
trasformata in suburbio della città da una serie di
sindaci incapaci (per non aggiungere altri appellativi
meglio calzanti). La rondine, che ovviamente non fa
primavera, è Pietro Clementi, sindaco a Marano per
ventanni.
Le follie edilizie perpetrate negli ultimi
trentanni corrispondono a sindaci che tutti siamo
in grado di individuare con nome e cognome. Se un medico
sbaglia una diagnosi, diventa immediatamente un
farabutto. Se un sindaco permette un insediamento
devastante come la Lonardi (dei bei tempi) davanti alla
Villa dei Marchesi Fumanelli e ai piedi della collina di
Castelrotto, è uno che ha promosso lo sviluppo
industriale del suo Comune.
Al di là degli strumenti di pianificazione regionale,
provinciale, zonale, lunico che prende decisioni
che diventano esecutive è il Sindaco. Che questo
mestiere lo sappia fare o no, è lui che prende le
decisioni e ai cittadini (compresi quelli che
lhanno eletto) rimane la sola arma spuntata di non
votarlo più alle prossime elezioni. Nei cinque anni di
governo può aver prodotto danni incalcolabili, ma
nessuno lo chiama a risponderne.
Dopo queste considerazioni, capisco meglio quello che è
successo e quello che sta succedendo attorno a noi. Non
sarebbe il caso di mandarli a Scuola gli aspiranti
sindaci ? O meglio, non sarebbe il caso di vincolarli al
loro programma presentato in campagna elettorale e farli
decadere nel momento in cui lo trattano come carta
straccia ?
Lamara considerazione è: abbiamo i sindaci che ci
meritiamo.
E allora, NON SAREBBE IL CASO DI GUARDARE MEGLIO
CHI VOTIAMO, LA PROSSIMA VOLTA?
mercoledì 2 febbraio 2011
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