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Nel vivere meglio di questa Nostra Terra non
ci sono nuove strade, gallerie, bretelle, monumenti al
colonialismo di miniera, compensazioni che sottintendono
altre colate di cemento, non ci sono giochi opachi di
amministratori miopi. Qui non vogliamo più nulla, non ci
serve il progresso dei vetero innovatori, non abbiamo
bisogno di miglioramenti di nessun genere; ci basta
semplicemente salvare quello che ancora cè da
salvare.
Non si migliora la viabilità della Valpolicella con
nuove strade, non abbiamo bisogno di altri stravolgimenti
paesaggistici, non vogliamo ulteriori fonti di
inquinamento. Nessuno ci crede che ledilizia e i
lavori pubblici siano il traino delleconomia; e
comunque non è quello che serve alla Valpolicella.
Qui dobbiamo solo iniziare a disintossicarci: di fumi, di
traffico, di veleni irrorati, di manie di grandezza, di
contrapposizioni politiche che non producono nulla, di
esasperanti e arroganti prese di posizione. Diamoci da
fare per stare meglio, investiamo su attività che
migliorino il nostro vivere quotidiano, sforziamoci di
modificare le cattive abitudini che ognuno di noi ha.
Cè un altro sviluppo che ci attende, cè una
economia diversa che noi dobbiamo perseguire. E
facile capire che quando avremo riempito le colline di
case e le valli di ciminiere, nessuno di noi vorrà
rimanere qui, nessuno si vanterà di abitare in
Valpolicella, nessuno al mondo vorrà più bere Amarone.
E allora ?
Il vivere meglio non deve frenare leconomia.
Ci sono nuove opportunità che nascono da un diverso modo
di vivere. Lo riscontriamo già oggi: chi produce
pannelli fotovoltaici, sta accumulando fortune, chi
produce auto ibride ha una poderosa opportunità di
vendita, chi propone la bioedilizia ad alto risparmio
energetico ha davanti prospettive mirabolanti. Il
Festivaletteratura di Mantova, cioè la cultura, è
diventato un fenomeno economico studiato in tutto il
mondo. Le nanotecnologie rivoluzioneranno la medicina, ma
di sicuro anche lagricoltura.
E arrivato il momento che la Valpolicella faccia le
sue scelte coraggiose, che abbia il piacere di
essere la prima a farle, che abbia lorgoglio di
proporle come plus dei prodotti che lhanno
resa famosa nel mondo, che abbia il coraggio di
abbandonare settori economici che non hanno più un
futuro.
Nessuno vuole fermare il treno. Vogliamo salire su un
altro mezzo. Magari trainato da energia solare e un po'
più di felicità.
(ho aperto un nuovo spazio dedicato alla viticoltura
biologica; se lo volete usare per dire la vostra è lì a
disposizione: Viticoltura
Bio )
domenica 4 luglio 2010
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