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Ho incontrato e conosciuto la signora Cecilia Trucchi
passeggiando per la sua campagna. Ad un certo momento
abbiamo dovuto spostarci perché il canto delle cicale
era così assordante da non permetterci di parlare. E in
quel momento ho avuto la certezza di trovarmi in una azienda
ad agicoltura biologica. Cinquantanni fa
in tutta la Valpolicella le cicale la facevano da
padrone.
Poi
si sono rifugiate tutte sulla collina di
Castelrotto nella campagna di Villa Bellini.
Il vigneto industriale non ha fatto presa
sulla signora Trucchi. Ci sono vecchie pergole, ci sono
viti basse coltivate ad alberello, cipressi, olivi,
ciliegi, siepi di bosso. E la campagna che io
ricordo benissimo, ma che pensavo fosse sparita. E
una campagna inventata da chi la coltiva,
fuori da ogni standard, comunque concepita per produrre
uva. Buona uva.
Ventanni fa è iniziata lavventura di Villa
Bellini. La non provenienza dal settore è
stato lelemento decisivo per intraprendere una via
nuova, per sperimentare senza vincoli, per provare un
percorso senza blocchi mentali e condizionamenti
familiari.
Ancora oggi la diffidenza nei confronti di questi
fenomeni è altissima. Però qualche cosa si
muove. E ancora curiosità, voglia di vedere che
cosa succede, inconfessato desiderio di usare il Bio come
puro elemento di marketing. Eppure un treno è partito.
Quali siano le motivazioni più forti nel processo di
trasformazione, poco importa. Conta che nelle campagne di
qualche Marchio famoso si esperimenti la viticoltura
biologica in un po di ettari. I più staranno a
guardare, ma altri saranno stimolati e non vorranno
rimanere indietro. Nel momento in cui si spargerà la
voce che cinque delle cantine più famose stanno
sperimentando coltivazioni biologiche, potrebbe avvenire
un processo a cascata. Limportante è che ci si
convinca nel giro di pochi anni che questa è lunica
strada che la Valpolicella può percorrere.
Cecilia Trucchi produce due vini: un Valpolicella e un
Recioto.
Il Consorzio le invia la sfilza di prodotti da usare
nella coltivazione tradizionale. Lei non sa che cosa
farsene. Avrebbe piacere che lorgano
rappresentativo di tutti i vignaioli si accorgesse anche
dei non tradizionalisti.
Ma questa è unaltra storia.
http://www.villabellini.com/
martedì 6 luglio 2010
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