Parona: chi fa il bosco, chi fa il foro

 
 




A Parona inizia la Valpolicella e proprio lì sul versante orientale, tra Villa Tomba e Villa Verità, C’E’ CHI vorrebbe far sbucare il traforo delle Torricelle. Evidentemente non c’è limite alla follia umana. In una terra dove l’inquinamento visivo, quello dell’aria, quello acustico ha già portato insanabili danni, C’E’ CHI vorrebbe aggiungere lo sbocco di una galleria con raccordi, fumi, danni ad un paesaggio già devastato.

C’è, in concomitanza, una buona notizia. A Villa Verità sono state piantate 2000 nuove piante, a ricreare un Bosco che già esisteva nel ‘700. La notizia appare su
SalValpolicella e, dati i tempi che corrono, la nascita di un bosco FA VERAMENTE RUMORE.

Dedico a tutti quelli che “non capiscono” una meravigliosa fotografia di Villa Verità e li invito ad andare a passeggiare lungo la stradina da cui si gode questo scorcio. Il Bello è un patrimonio di tutti e bisogna anche impegnarsi per saperlo apprezzare. Nel ‘500 c’erano progettisti capaci di concepire Villa Verità. Nel ‘2000 c’è chi progetta Montericco. Non serve uno spiccato senso estetico per capire che razza di involuzione c’è stata nella scienza delle costruzioni. Ci sono costruzioni che vantano cinquecento anni di vita e sono lì vispe più che mai, ce ne sono altre che di anni ne hanno 50 e sono da abbattere. Cosa significa tutto questo? Che anche le case sono diventate un bene di consumo, una specie di prodotto usa e getta?

Grazie a persone come quella che vuole lo sbocco della galleria tra Parona e Arbizzano, la Valpolicella e Negrar in particolare sono diventati sobborghi di Verona. Mi domando: quando assisteremo alla fuga dalla Valpolicella verso Le Golosine?


mercoledì 23 febbraio 2011

 
 
     
 
     
     
 

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