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Un amore può finire. Un
amore può anche non essere mai nato. Un amore è spesso frutto di
alchimie imprevedibili, di complicità inaspettate, di contrasti che
esaltano. L’amore dei vent’anni è facile, viene da sè. E’ salire su una
bicicletta che va solo in discesa. L’amore di una vita è un’impresa.
Scalare in due una montagna sconosciuta richiede coraggio, affiatamento,
fiducia cieca di uno nell’altro. Un amore può finire e basta. E quando
succede, senza drammi, senza risentimenti, senza un odio reciproco,
significa che non era poi un grande amore.
Il dramma vissuto da questa coppia di nostri vicini, mi suggerisce solo
di ascoltare in silenzio. Nessuno saprà mai, e così deve essere, che
cosa li ha condotti sul baratro. Nella coppia che va in crisi ci sono
sempre responsabilità dell’uno e dell’altro. Le semplificazioni che
partono dalle differenze di età, di cultura, di “razza”, le lasciamo ai
saggi, a quelli che hanno una risposta a tutto, alle Chiese depositarie
della Verità Assoluta. Tutti gli altri devono riflettere mantenendo un
grande rispetto nei confronti di chi in questi drammi è finito in prima
persona.
La ricerca di un figlio è il fenomeno più naturale che ci sia. La nostra
paura di morire ci spinge a far proseguire un pizzico della nostra vita
in quella di un figlio. Coppie in crisi profonda cercano la soluzione in
un figlio. Coppie affiatate cercano un figlio, lo trovano, e si
accorgono che non è proprio quello che volevano. Coppie false rispettano
la forma, fanno figli, ma ognuno coltiva orticelli propri. Coppie
intiepidite cercano nuovo calore nella nascita di un figlio.
Chi ha vissuto il dramma di una separazione sa che in tali occasioni
ognuno tira fuori il peggio di sè. Persone che si sono molto amate,
arrivano ad un odio profondo, sfrenato. Davanti ad un avvocato sono
capaci di incolpare l’ex partner di maltrattamenti mai subiti, di torti
mai sofferti. L’imperativo categorico è fare del male all’altro.
Possibilmente distruggerlo.
L’amore che distrugge se stesso non è una metafora. In molti ci hanno
ragionato. In molti ci hanno scritto. La realtà ce lo sottopone con una
frequenza impressionante. L’uomo è capace di grandi slanci. In positivo
e in negativo. Non riteniamoci immuni, non innalziamoci a tritar
giudizi. Cerchiamo al nostro interno risposte. Partecipiamo con
sincerità al dolore di chi questi drammi li sta vivendo.
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