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La marcia del genere umano verso la sua distruzione è
praticamente al suo epilogo. Provate a pensare che cosa
può provocare UNA centrale nucleare fuori controllo. Una
delle 439 che sono sparse nel mondo. Una
soltanto. E provate a pensare anche che tale centrale è
in Giappone, un paese supertecnologico e (pensavamo)
superpreparato ad affrontare emergenze di tale portata.
La realtà è una sola: chi costruisce le centrali
nucleari NON HA LA MINIMA IDEA di come fare a fermare
tutto in caso di incidente grave. La dimostrazione ce labbiamo
in questi giorni. Le esplosioni si susseguono, non si
hanno informazioni attendibili su quanta radioattività
si sia sparsa, pompano acqua dal mare, sparano acqua dal
cielo, sono come dei bambini terrorizzati che hanno dato
fuoco al fienile e non hanno idea di cosa andrà
distrutto. I termini usati per definire levento
sono sempre più carichi e drammatici: da ieri si parla
di APOCALISSE.
"La tragedia giapponese solleva dubbi sui rischi e
sui costi collegati all'utilizzo dell'energia
nucleare". Lo ha detto il Segretario di Stato
americano, Hillary Clinton, intervistata dalla Msnbc.
"Dobbiamo dare delle risposte sincere alla nostra
popolazione - ha affermato la Clinton -. Noi ricaviamo il
20 per cento della nostra energia negli Stati Uniti da
questo tipo di fonte".
Nonostante tutto questo, nonostante il Commissario
Europeo allEnergia Gunther Oettinger dica
apertamente che in Giappone tutto è fuori controllo e
che bisognerà rimettere in discussione lo sfruttamento
dellenergia nucleare, nonostante la Merkel abbia
fermato le 7 centrali nucleari più vecchie, nonostante
tutto questo
lItalia decide di avviare la
costruzione di centrali nucleari.
Non capisco se siano menti ottenebrate dalletà e
da un eccesso di festini, non capisco se abbiano già
intascato una parte delle provvigioni dalla Francia
(ipotetica fornitrice di centrali EPR), non capisco se
siano molto più coglioni di quello che danno a vedere; cè
il mondo in allerta e noi (famosi per la nostra coerenza
e integrità) ribadiamo che le centrali si faranno
(Napoli docet).
I politici italiani non rappresentano più gli Italiani.
Sono una DITTATURA DIFFUSA e autoreferenziale che vive in
un mondo a sé, badano ai propri interessi, si scambiano
le poltrone tra di loro, ci fanno votare quelli che loro
hanno scelto. E non si tratta solo degli uomini (e donne)
del Cavaliere. Anche la sinistra rientra a pieno titolo
in questa categoria, in questa casta di intoccabili
assolutamente estranei alla sensibilità delle
persone che dovrebbero governare.
Piergiorgio Odifreddi scrive
Attenti
al gorilla (nucleare)
Le drammatiche notizie che arrivano dal
Giappone, relative alle esplosioni nella centrale di
Fukushima, si configurano come una vera e propria
tragedia nucleare nella tragedia tellurica e tsunamica.
Sarebbe singolare che proprio il primo, e finora unico,
paese a essere stato vittima di esplosioni nucleari
belliche causate da attacchi esterni, diventasse anche il
primo a rimanere vittima di esplosioni nucleari
tecnologiche causate da impianti interni.
Nonostante le ferite e la memoria di Hiroshima e
Nagasaki, il Giappone aveva infatti scelto di votarsi
ugualmente allenergia nucleare, confidando come
ogni Apprendista Stregone di poterla controllare. Ed era
diventato uno dei tre paesi che le si affidano in maniera
sostanziosa, per i propri fabbrisogni energetici: con le
sue 65 centrali, si poneva infatti dietro agli Stati
Uniti e prima della Francia, che ne hanno rispettivamente
104 e 58.
Il patto col diavolo non ha evidentemente funzionato, e
ora Fukushima andrà ad aggiungersi ai nomi maledetti di
Three Miles Island negli Stati Uniti nel 1979, e di
Chernobyl in Unione Sovietica nel 1986. Anche se già unaltra
volta, nel 1999 a Tokaimur, il Giappone aveva rischiato
il disastro.
Come tutti sanno, gli incidenti costituiscono comunque
solo una delle due facce del problema nucleare. Laltra
è, ovviamente, lo smaltimento delle scorie e dei rifiuti
radioattivi: non solo delle centrali, ma anche
industriali, ospedalieri e bellici. Un problema che, a
tuttoggi, rimane irrisolto. E che, a differenza
delle casualità nelle quali lottimismo potrebbe
anche far sperare di non cadere, si configura invece come
una necessità dalla quale il realismo ci assicura che
non si può pensare di evadere.
Gli Stati Uniti hanno provato ad affrontarlo, costruendo
un enorme sito a Yucca Mountain nel deserto del Nevada, a
un centinaio di chilometri da Las Vegas, in cui
concentrare appunto le scorie e i rifiuti nazionali.
Doveva essere terminato nel 1998, e invece ci vorranno
ancora dieci anni per completarlo. Quandanche
diventasse operativo, sarebbe comunque già insufficiente
per i fabbrisogni passati, lasciando aperto il problema
per il futuro. Il condizionale è dobbligo, però,
a causa delle polemiche che la sua costruzione ha
sollevato, dai costi ai livelli di contaminazione dellambiente.
La domanda cruciale è: se nemmeno i paesi più
tecnologicamente avanzati e meglio organizzati riescono a
gestire i problemi del nucleare, non è una vera e
propria follia che proprio lItalia abbia
recentemente deciso di affidarglisi? Un paese che non
riesce a organizzare nemmeno la raccolta e lo smaltimento
dei rifiuti ordinari, può veramente pensare di essere in
grado di riuscire là dove hanno fallito tutti gli altri?
Molto più dei suoi patetici e irrilevanti scandali a
sfondo sessuale, sono proprio questi progetti tecnologici
a rendere il Presidente del Consiglio un letterale
pericolo pubblico, e sono proprio essi che dovrebbero
preoccupare gli italiani e spingerli a liberarsi di lui.
E anche del suo singolare Ministro per lAmbiente,
che è forse lunica al mondo a interpretare la sua
funzione non nel senso di salvaguadarlo, questo ambiente,
ma di metterlo in serissimo pericolo spingendo affinchè
la tecnologia più rischiosa e pericolosa che si conosca
venga messa nelle mani dal popolo più pasticcione e
cialtrone che ci sia al mondo.
giovedì 17 marzo 2011
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