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I connotati sembrano quelli di uno squallido esempio di
sperpero di denaro pubblico. Si tratta di una società,
controllata al 100 per cento dall' Aeroporto Catullo, che
dovrebbe aver promosso il territorio di Verona, Brescia,
Trento, Mantova e Vicenza.
Nel Consiglio di amministrazione siedevano Luca Zaia,
Emma Marcegaglia, Sandro Boscaini, Tiziano Mellarini e
Giovanni Aspes.
Ma quello che pare ne abbia tratto i veri benefici è
Antonio Ghini che, a quanto riporta il Corriere, pare
abbia spuntato, nell'ordine:
- contratto triennale di 220.000 Euro-anno (660.000)
- compenso di 330.000 Euro per studiare il Logo e il Nome
di questa società nascitura.
La società è in liquidazione con un
deficit di 1.000.000 di Euro. Complimenti a tutti quanti.
Ma in particolare al Ghini, noto in internet soprattutto
per le sue vicende di evasione fiscale.
Una curiosità rimane: QUALCUNO ME LO FA VEDERE QUESTO
LOGO DA 330.000 Euro ? Muoio dalla curiosità.
Questa è la storia.
Corriere
di Verona sabato 14 agosto 2010
Il Catullo
mette in liquidazione la Srl con Emma e Zaia nel Cda
Il Catullo ha messo in liquidazione una società, la
Marketing territoriale srl che alla fine del 2007 ha
cambiato nome diventando Cuore dItalia srl, il cui
consiglio di amministrazione era composto da illustri
personaggi del mondo della politica e dellimprenditoria.
Si tratta di Luca Zaia, al tempo vice-presidente del
Veneto con delega al Turismo, Emma Marcegaglia, attuale
numero uno di Confindustria, Sandro Boscaini, presidente
della casa vinicola Masi, e Tiziano Mellarini assessore
alla Provincia di Trento. Il presidente del Cda era
Giovanni Aspes, manager che gravita nellarea degli
industriali veronesi.
Fonti interne al Catullo ( che controllava al 100 per
cento la Marketing Territoriale Cuore dItalia
srl) e riconducibili allattuale Consiglio di
amministrazione - che finora ha dovuto sborsare più di
400 mila euro per ripianare i debiti- fanno sapere che la
società è stata chiusa più di un anno fa,
puntualizzando che la notizia non è stata mai divulgata
per scelta e che agli amministratori, comunque, non è
stato mai erogato alcun compenso. Poche le presenze di
Zaia ai Cda, praticamente nulle quelle della Marcegaglia.
La società, secondo la ricostruzione del consigliere
regionale Udc Stefano Valdegamberi, era nata per
promuovere le potenzialità turistiche di Verona,
Brescia, Mantova, Trento e Vicenza, con un capitale
sociale di 10 mila euro. Ma, di fatto, pare abbia
combinato poco o nulla. Si è mossa, questo sì, per
cercare di raccogliere risorse da enti pubblici e
istituti di credito la Regione aveva promesso 500
mila euro, 300 mila il Consorzio Vicenza è,
100 mila il Banco Popolare di Verona -, ma di fatto ha stipulato un solo
contratto triennale di consulenza, dal valore di 200 mila
euro più Iva lanno, con la società Uno più
uno uguale due srl, amministrata da Antonio
Ghidini,
per 15 anni portavoce della Ferrari di Maranello, finita
lo scorso anno allattenzione dellopinione
pubblica per essere finita sotto la lente della guardia
di finanza di Milano per una presunta evasione fiscale.
la società di Ghini aveva una serie di obiettivi da
raggiungere, tra cui limpegno a creare un logo e un
nome alla società, la realizzazione di raccolte
informative sul territorio, la promozione dello stesso
territorio sui media e il supporto alla comunicazione
delle compagnie low cost che gravitavano sul Catullo e il
DAnnunzio con un sito internet dedicato. Di queste
mission, solo due sono state centrate: la creazione del logo e
il nome della società. E per questo, in seguito a una
transazione, sono stati pagati 330 mila euro più Iva.
Insomma, non certo un esempio di amministrazione
vincente, che diventa interessante anche ai
fini politici per la presenza dellattuale
governatore del Veneto, Luca Zaia. Lo rileva, in uninterpellanza
allo stesso Zaia, il consigliere regionale Valdegamberi,
autore del dossier sulla società Marketing
Territoriale-Cuore dItalia srl.
Chiedo a Zaia, componente del Cda, di relazionare
in merito a questa vicenda scrive lesponente
Udc che appare un esempio di mala amministrazione
di soldi pubblici. Sono interessato a sapere quanti soldi
ha erogato la Regione, quali progetti sono stati
finanziati e che benefici ne sono derivati per il
territorio. Zaia, così attento nelle dichiarazioni a
elogiare il nuovo corso allinsegna della
trasparente, virtuosa e buona amministrazione, saprà
certamente spiegare perché i soldi dei cittadini veneti
hanno finanziato una società che in tre anni ha
accumulato un deficit di un milione di euro finendo in
liquidazione e, soprattutto, illustrerà quali azioni ha
intrapreso, da componente del Cda, per fronteggiare la
situazione. Sono certo che il governatore saprà dare una
spiegazione convincente in nome di quel federalismo
fiscale, alui tanto caro, che produce non solo
responsabilità di governo ma anche aministrazione allinsegna
della trasparenza e della virtuosità.
Luca Fiorin

ANTONIO GHINI
http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_12/cremonini-laminati-lista-super-evasori-sensini_c163ef48-cf57-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml
Dai Cremonini al re dei laminati
La
lista dei sospetti evasori
Nordest e Lombardia, gli imprenditori nell'elenco Pessina
ROMA Sono i nomi di ottantadue piccoli e medi
imprenditori. Ed erano anche ottantandue storie di grandi
successi industriali: l'incarnazione del «piccolo è
bello», del modello imprenditoriale dell'Italia che va,
dal Nord Est alla Lombardia. Almeno fin quando si è
scoperto, dietro a tante belle storie, un profumo molto
intenso di evasione fiscale, che ha indotto gli agenti
della Guardia di Finanza a fare irruzione nelle 82
società, all'alba del 5 novembre scorso, per sequestrare
carte e atti contabili.
La Guardia di Finanza al lavoroImprese e imprenditori
poco noti al grande pubblico, ma non certo sconosciuti.
Come la Olitalia, gestita dai figli di Giuseppe
Cremonini, fondatore del gruppo alimentare, l'Azienda
Bresciana Petroli, guidata da Bruno Nocivelli, la
Inoxveneta di Alfonso Kratter, vice presidente della
Camera di commercio di Treviso, la Casimiro Gaggio di
Renzo Savasta, imprenditore di successo nel settore
alberghiero, la «Uno più uno uguale due srl»
di Antonio Ghini, per quindici anni portavoce della
Ferrari di Maranello. Il sospetto di evasione
c'è, anche perché tutti gli imprenditori visitati dalle
Fiamme Gialle facevano parte dell'elenco dei clienti di
Fabrizio Pessina, l'avvocato svizzero arrestato a
Malpensa nel febbraio scorso per riciclaggio, e di Mario
Merello, ricco e noto uomo d'affari milanese, anch'egli
indagato.
PERLE DEL GURU
«Trasmettere limmagine di un vino attraverso un
packaging è, per i creativi, lesame di
maturità», dice Antonio Ghini, per 15 anni lUomo
Comunicazione della Ferrari, invitato questanno a
presiedere la giuria del concorso. «Attraverso un
piccolo spazio bisogna saper trasmettere sensazioni
complesse, fatte di qualità organolettiche, territorio e
storia, avendo però ben presente quale canale di vendita
e in quale parte del mondo il consumatore acquisterà il
prodotto».
Nulla quindi può essere lasciato al caso e il risultato
deve essere il frutto di un progetto che va al di là
della semplice estetica.
Oggi, Ghini segue per la Casa di Maranello progetti
strategici nel campo editoriale e dellimmagine e
dà supporto professionale a Cuore dItalia,
un progetto che ha come obiettivo lo sviluppo del turismo
incoming nelle province che gravitano attorno al sistema
aeroportuale del Garda.
sabato 14 agosto 2010
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