Un treno da prendere. Adesso.

 
 

 



Attraverso il minireferendum fatto nel nostro sito sono risultati:
NO AL CEMENTIFICIO 286
SI' AL CEMENTIFICIO 2
NI AL CEMENTIFICIO 1

Verrebbe da dire: evidentemente i dipendenti del cementificio non hanno tempo da perdere dietro a queste cazzate. La maggior parte delle persone che ci hanno scritto hanno espresso il loro parere in modo telegrafico, così come era richiesto dal nostro invito. Altri si sono invece dilungati , nello spiegare le motivazioni, hanno espresso la loro preoccupazione per i dipendenti dell'azienda, hanno prospettato tempi più che ragionevoli per la dismissione dell'impianto. Sono persone pacate, che dimostrano di amare sinceramente la nostra terra, che non usano mai toni allarmistici e non propongono soluzioni drastiche.


Uno dei due SI', è rivolto a me personalmente e dice : perché non si occupa e preoccupa dell' ex area Lonardi che fa schifo, invece di spendere energie per il cementificio che dà lavoro a tante persone.
Rispondo. L'ex area Lonardi è brutta da vedere e le uniche preoccupazioni che crea si riferiscono ad una nuova infornata di metri cubi di case, casette, casoni, centri commerciali (le nuove Chiese), annessi e connessi.

Il cementificio che diventerà inceneritore preoccupa decisamente di più. Il non sapere, o peggio, il non essere ancora in grado di misurare le PM2,5 e giù giù fino alle nanopolveri, non significa che il problema non esiste. Significa dimostrarsi impotenti e imprevidenti nei confronti di sostanze che arrecano danni all'organismo. Non sappiamo di certo se questi elementi possono provocare microinfezioni che sono il presupposto del cancro. Sappiamo che gli ammalati di cancro sono in costante aumento.

Non si tratta di usare la paura come hanno fatto per millenni le religioni. Si tratta di prendere delle sane precauzioni anche sulla scorta di ricerche effettuate da illustri oncologi.

Quando Simone Venturini mi dice di stare tranquillo perché l'ARPAV ha accertato che l'aria di Marano è tra le migliori della provincia, non posso non pensare all'incendio della De Longhi a Treviso e della dichiarazione dell'ARPAV che non c'era assolutamente pericolo diossina. Dichiarazione smentita dopo poche ore con doppi e tripli salti carpiati all'indietro.

E' la prima volta che associazioni, comitati, movimenti, gruppi organizzati cercano di parlarsi. Fino ad ora l'unica cosa chiara è che una battaglia è meglio combatterla in 1000 piuttosto che in 100.
Quelle che non sono ancora emerse sono le altre aree su cui ci si potrebbe trovare uno a fianco dell'altro. Fondamentale è che tutti abbiano la profonda convinzione che la Valpolicella va preservata da ulteriori speculazioni e che è un territorio da considerare tutto unito. Negrar che si vanta rispetto agli altri comuni per aver raggiunto per prima i 17 mila abitanti, è pura follia, è non capire nulla, è vivere in un branco di pecore con la testa costantemente infilata tra le natiche di quella davanti.

Ripeto. Ho la sensazione che stia passando un treno sul quale vale la pena di salire. Le associazioni della Valpolicella che si riuniscono e cercano i primi elementi organizzativi per "lavorare insieme" è una novità da non lasciarsi scappare. Ci sono opinioni diverse, diversi modi di rapportarsi con gli altri, diverse priorità, diversi obiettivi: eppure vale la pena di verificare quali sono i grandi temi da affrontare insieme, le questioni che decideranno il futuro della nostra terra. Abbiamo un grandissimo vantaggio rispetto agli "amministratori ufficiali": non c'è nessun partito che ci alita sul collo, possiamo pensare senza remore mentali, possiamo confrontarci anche per conoscere meglio che cosa fa ogni associazione presente sul territorio.

Il confronto, la discussione, persino la rabbia fanno crescere, ci impongono di ascoltare le opinioni degli altri (comprese le cazzate). Facciamo un altro sforzo per verificare se sono di più gli elementi che ci accomunano, se è veramente UN TRENO DA PRENDERE. ADESSO.

domenica 2 agosto 2009
Sandro Campagnola


 
 
     
 
     
     
 

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