Turismo Prossimo Venturo

 
 




Se ne parla, se ne parla da anni, se ne parla a sproposito, ci hanno imbottito la testa (e non solo) di questo turismo enogastronomico che dovrebbe rappresentare "una ulteriore" fonte di reddito per la Valpolicella. Con una disinvoltura disarmante, le stesse persone propongono di far sparire la collina di Marezzane e lì, intorno agli scavi, di tracciare sentieri, lanciare ponti tibetani (il Tibet, per chi non lo sapesse, fa parte del circondario della Valpolicella), promuovere un turismo di qualità.
Tanto per capirci fino in fondo, uno di questi "poli di attrazione" diventerebbe Mondrago, frazione del Comune di Marano, sbocco naturale per chi sale dai Progni di Fumane su per la Valsorda.
Era un borgo di pietra, un gruppo di case con l'unico fascino della "essenzialità" delle costruzioni fatte col materiale reperito in loco. Per i prossimi venturi visitatori, ecco che cosa si presenterà ai loro occhi.

 

A Mondrago si arriva anche scendendo da Santa Cristina. Ecco un assaggio della cura del luogo, dell'inserimento nel paesaggio, del fascino di quella vasca da bagno che ho promosso ad emblema delle passeggiate sulle nostre colline.

 

Ed eccoci all'ingresso di Mondrago. Si noti in particolare quel meraviglioso manufatto in blocchetti di cemento, sorto a ridosso del muro della Chiesa. Tra costruzioni in pietra e pietre verticali a delimitare i confini, questa costruzione forse ha un significato "liberatorio": e basta con queste pietre; apriamo finalmente le porte al progresso!

 

Sempre all'ingresso della frazione, ecco un altro bell'esempio di manufatti "spontanei" (coperti ad occhio e croce in eternit) di cui si può apprezzare l'eleganza sia nel disegno che nell'esecuzione.

 

Tre passi più in là della Chiesa, ecco stagliarsi il Regno della Lamiera e della Plastica, sempre con un intermezzo (ancora ad occhio e croce) di Eternit. Diciamo "Mondrago che produce".

 

C'era un bel lavatoio in pietra. Era così solo e isolato che hanno pensato bene di arricchirlo con un ricco sfondo di blocchetti di cemento e un soppalco con cianfrusaglie varie. Siccome i lavatoi non si usano più, che cosa li manteniamo lì a fare? Ma sì, dai, fateci sopra tre bei garage!

 

E, dulcis in fundo, ecco a voi l'ARANCIATA di Mondrago. Anche qui si noti il perfetto inserimento nel contesto, l'esaltazione delle pietre d'angolo, le indispensabili parabole, il vezzoso tendone parasole. Che cosa ci faccia un Ufficio Tecnico all'interno del Comune di Marano, non ci è dato di sapere.

Ecco, questa è una delle mète del Turismo Prossimo Venturo dell'alta Valpolicella. Divulgate le foto in modo che siano in molti a capire di quali tesori è costellata questa Nostra Terra.



mercoledì 1 febbraio 2012

 
 
     
 
     
     
 

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