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Quali responsabilità ha la proprietà di
Cementirossi nei confronti dei propri dipendenti? Che
responsabilità ha un imprenditore che illude i propri
dipendenti, che non cerca alternative, che insiste su una
riconversione (coinceneritore) che ha scarsissime
probabilità di successo? La banalità è tutta
colpa degli ambientalisti è persino patetica. E
un alibi facile e inconsistente che serve solo a
banalizzare una questione che di banale non ha
assolutamente nulla. Unazienda può anche chiudere.
Un imprenditore che non se ne assume tutta la
responsabilità non è nemmeno degno di usare quel nome.
Nel termine di imprenditore è insito lelemento
rischio. E ad uno che rischia può andar bene, ma può
anche andar male.
La convinzione di Cementirossi di poter rimanere nella
Valle dei Progni a scavare per i prossimi 50 anni
(Marezzane), è evidentemente un calcolo fatto male, una
scelta sbagliata. Mal calcolata è stata anche la scelta
di passare un coinceneritore per rinnovamento degli
impianti. Mal calcolata è stata la reazione di comitati
e popolazione che, fino a ventanni prima, non
avrebbero detto bah. Imprenditore e dirigenza non si sono
resi conto che il tempo passa, che le zone si evolvono,
che crescono nuove economie e che queste possono
risultare inconciliabili con industrie fortemente
inquinanti.
Se lazienda non potrà realizzare il rinnovamento
degli impianti progettato, se non potrà scavare a
Marezzane, le restano meno di 10 anni, cioè fino ad
esaurimento delle attuali miniere. Perché di questo
argomento e di questa ipotesi non se ne può parlare?
Perché la proprietà non ne parla con i dipendenti?
Perché dobbiamo assistere ad una abnormità come quella
del sindacato che difende limprenditore? Perché la
Cementirossi non spiega bene che sta arrivando cemento
dallEgitto e dalla Libia a 2,5 3,5 Euro
contro i 7 che devono essere applicati dalle cementerie
italiane?
Abbassare i toni è una formula di moda. Ma non serve a
nulla. Ci sono problemi urgenti da risolvere. Ognuno se
ne prenda carico per quanto gliene compete. Non servono
prevaricazioni, non servono accuse infondate, non serve
solo parlarne e non concludere nulla. La proprietà
faccia la sua parte, che è quella FONDAMENTALE. I
sindaci facciano la loro e sappiano ascoltare tutti i
loro cittadini, non solo quelli che la pensano come loro.
I sindacati difendano i posti di lavoro e si convincano
che il loro interlocutore è il Signor Vecchi, non i
Comitati o il gestore di un sito.
domenica 10 aprile 2011
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