Quello stagno "verde improbabile"

 
 





Nello stagno “verde improbabile”, realizzato da Cementirossi a Fumane, tutto tace. E’ un silenzio assordante, rotto solo da qualche schiamazzo del solito Ululone. La Proprietà e la Direzione tacciono. Sono ritornate alla strategia dei primi decenni dell’Impero: nessuna dichiarazione, mai. Tacciono in attesa del 17 gennaio. Ormai è questione di giorni, di ore. La loro ultima bandiera è rappresentata dalla “perdita di 100 posti di lavoro”. La loro condanna definitiva è rappresentata dalla “perdita della salute” per decine di migliaia di cittadini della zona.
E’ più importante il tuo posto di lavoro o la mia salute ?
A San Giovanni Lupatoto e a Zevio hanno le idee molto più chiare che in Valpolicella.





Stop agli inceneritori, tutti d´accordo
Renzo Gastaldo
Zerman: «È tempo di passare ad azioni concrete Andremo a Venezia a vedere chi voterà a favore» Oggi conferenza dei servizi per il via a Ca´ del Bue
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mercoledì 11 gennaio 2012 L'Arena

Contro l´inceneritore di Ca´ del Bue si va alla battaglia finale. L´altra sera il Consiglio comunale lupatotino ha approvato all´unanimità la proposta di legge regionale per la revisione del Piano dei rifiuti (quello del 2002 che autorizza Ca´ del Bue) e il blocco di nuovi inceneritori o la loro riattivazione.
«E´ giunto il tempo di passare dalla dichiarazioni di contrarietà all´impianto alle azioni concrete», ha detto il sindaco Zerman. «Questa delibera per la modifica del Piano regionale dei rifiuti è la prima. Poi ci saranno le azioni sul piano legale e preannuncio che attiveremo tutte quelle che servono. Abbiamo verificato che è inutile tentare di convincere chi non vuole sentire ragioni. Intendiamo anche far emergere nella conferenza dei servizi (che si terrà oggi all´Agsm, ndr.) che l´autorizzazione regionale vigente è per un solo impianto, mentre a cose fatte gli inceneritori a Ca´ del Bue saranno due, il vecchio e il nuovo, che bruceranno 1.200 tonnellate al giorno. A Venezia andremo a vedere chi voterà contro e chi a favore della revisione del Piano rifiuti e chi si girerà dall´altra parte farà fatica poi a raccogliere voti a San Giovanni Lupatoto».
Tra gli altri interventi attuati c´è l´esposizione, nelle vicinanze del centro commerciale Verona Uno, dei discussi striscioni con la scritta «Tumori? No, grazie!» mentre a breve si darà corso a una campagna radiofonica per la sensibilizzazione delle popolazione di Verona e provincia contro l´inceneritore.
La delibera era stata introdotta dal presidente del Consiglio comunale, Daniele Turella, che aveva ricordato i due principali motivi di opposizione. «I rifiuti da bruciare non ci sono, checché ne dica l´Agsm», ha sottolineato. «Le province di Verona e Vicenza ne producono 236 tonnellate al giorno, in progressivo calo, ma si vuole fare un inceneritore capace di bruciarne 600. Poi c´è la primaria esigenza di tutela della salute. Gli studi medici dicono che i tumori crescono nelle vicinanze dei vecchi inceneritori e, per i nuovi, non esistono evidenze che l´impatto sanitario sia minore. Si dice che le emissioni per metro cubo sono molto basse, forse sarà vero ma i metri cubi scaricati in atmosfera sono in quantità abnorme».
L´idea della campagna radiofonica è venuta dal capogruppo del Pdl, Paolo Pasqualini: «Siamo in una fase importante della battaglia. L´impianto, come ha riferito il direttore Agsm Cigolini, dovrà essere adeguato nelle tonnellate bruciate alla quantità decisa dalla Regione. Quindi, se il piano regionale viene ritarato il progetto va rifatto. Intanto, è necessario comunicare alla popolazione della provincia che i filtri dell´inceneritore non fermano le nanoparticelle e che le polveri arrivano a 30 chilometri di distanza. Va fatta una campagna via radio e l´iter dell´impianto va sospeso».
Amabile Dal Sasso, capogruppo Pd, ha aggiunto: «Il principio di precauzione è calpestato ed è ormai è palese che Ca´ del Bue è soltanto una questione economica, ignorando le ricadute sulla salute. Ci troviamo di fronte a una colpevole ottusità. Si mente sapendo di mentire».
Il sindaco di Zevio Paolo Lorenzoni, presente alla seduta, ha annunciato totale appoggio alla battaglia e l´approvazione da parte del suo Comune della stessa delibera, che oggi sarà approvata anche da San Martino Buon Albergo.
Pieno appoggio alla proposta è venuta anche dal capogruppo della Lega nord, Alberto Brunelli, e dal vicesindaco Giuseppe Stoppato, dai consiglieri Stefano Filippi, Davide Bimbato, Angelo Perbellini e Remo Taioli («Chi vuole Ca´ del Bue venga a dirlo in Consiglio comunale»). Gianmario Piccoli, consigliere e presidente di Coldiretti, ha citato una sentenza del Tar Piemonte che, in una analoga vertenza, ha riconosciuto le ragioni degli agricoltori anche «in assenza di un danno certificato».




mercoledì 11 gennaio 2012

 
 
     
 
     
     
 

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