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La squadra di bocconiani che racimola quattrini
aumentando la benzina, è davvero una Grande Notizia.
Questo salvatore della patria, raccomandato dalla Chiesa
e da Casini, è arrivato appena in tempo. Anche
Napolitano usa termini da Armageddon; e lui, negli ultimi
anni dovera, a fare cosa fin che il mondo ci
derideva. E la Sinistra, quella diventata PARTICOLARMENTE
SINISTRA con Prodi, Bersani e quella loro bolognesità
fastidiosamente esibita, la Sinistra Italiana dove è
finita? Possibile che uno come Bersani non si accorga di
essere una mezza calzetta, possibile che quelli che lo
hanno preceduto non abbiano capito che se Berlusconi è
saltato fuori diciotto anni fa è proprio perché la
sinistra era diventata INCONSISTENTE, VECCHIA, PEDANTE?
Tornano arcivescovi e cardinali, tornano le attenzioni
nei confronti della Chiesa, tornano le grandi fumate di
incenso, torna il fatalismo, torna il SE NON ARRIVAVA
LUI, torna l'italietta da quattro soldi che ha in Bruno
Vespa il confessore riconosciuto.
Andrea Scanzi
(il Fatto Quotidiano)
Non tifi Monti? Sei un qualunquista
Cè un ricatto che non ha mai smesso di
andare di moda, dalle parti di una certa sinistra
salottiera e garbata. E quello secondo cui, se non
sei di sinistra come loro, e al tempo stesso
non ti dimostri nemmeno di destra, sei qualunquista.
Lassioma è tornato a valere, e volare, con il
Governo Monti. Venerato da (quasi) tutti, in virtù non
di virtù innegabili ma di una riflessione che chiunque
non può confutare: anche un esecutivo di fagioli
zolfini sarebbe parso più avvenente e condivisibile di
quello di Berlusconi, Brunetta, Gelmini e Carfagna.
Così, in nome del sempiterno menopeggismo, ci troviamo
impantanati in un fastidioso cul de sac
politico-giornalistico: o sei con Monti, Luomo
che sprizza umanità da tutti gli spinotti
(Crozza), e quindi assurgi al rango di responsabile che
ama lItalia; o sei un disfattista, populista e
qualunquista. Un demagogo che si meritava Berlusconi e
non capisce la drammaticità del presente.
La manovra è liberticida, ingiusta e classista.
Il primo passo verso la morte dello Stato Sociale.
Non occorre Engels per intuirlo (basta molto meno, anche
solo essere Mussi). Ma non puoi dirlo. Non puoi
scriverlo. Non puoi neanche pensarlo. E
anticostituzionale. Se lo fai, sei un irresponsabile
totale che fomenta lodio, cavalca lindignazione
facile e vive di utopie irrazionali (come se poi
esistesse, lutopia razionale: se
esistesse, non sarebbe utopia).
Viviamo il tragicomico paradosso, ottimamente
rappresentato da quella iattura caricaturale che
è il Pd, secondo cui non solo dobbiamo
accettare le lacrime e il sangue: dobbiamo pure essere
felici. Ed esibire somma gratitudine. Ieri era bacia
la mano che ruppe il tuo naso. Oggi è ringrazia
il braccio che ti elargisce (sobriamente) lombrello
di Altan.
Chi non è con Monti, oggi, sa solo criticare
(approccio sbagliato, certo, mai però quanto il sapete
solo sbagliare dei polli dallevamento
piddini). Chi non è con Monti, oggi, si stupisce
per niente (nessuno si stupisce, al massimo può
capitare a Pigi Battista, ma un calcio negli zebedei fa
male anche se lo prevedevi). Chi non è con Monti, oggi,
non capisce che è il tempo dei sacrifici
(nessuno lo nega, ma da qui ad accettare che a
sacrificarsi siano solo gli stessi ce ne passa).
Il Pdl aveva chiesto cose precise. Le ha ottenute tutte,
Ici (con nuovo nome) a parte. Quindi fa bene a essere
soddisfatto, anche se finge fastidio per smarcarsi dai
cattivoni ora al governo e prepara la rimonta per il 2013
(con Priapino pronto a riscuotere alla cassa).
Il Pd aveva sussurrato (preteso sarebbe
parola fuoriluogo) balbettii minimi. E stato
disatteso totalmente o quasi. Adesso, però, non è che
alza la voce. Figurarsi: si affretta a dire che non
è la nostra manovra, però la voteremo (logica
granitica). Perché loro guai a confutarlo
hanno il senso dello Stato. Mentre gli altri sono dei
trotzkisti qualunquisti.
Se si fosse andati al voto, il Pd avrebbe vinto e goduto
(una volta tanto) di una legge elettorale schifosa (che
nessuno cambierà in questi mesi: quindi tanto valeva
votare subito). Non sarebbe stato il Governo e il
Parlamento dei sogni, ma peggio di quelli attuali
no di sicuro. Invece, così agendo e attendendo,
ridesterà per lennesima volta
Berlusconi e firmerà lennesimo harakiri. Harakiri
probabilmente voluti, perché neanche Calloni sbagliava
così tanto. E Berlusconi è funzionale non alla
sinistra, ma a questa sinistra.
Eppure, di pari passo con la propensione fantozziana allharakiri,
la sicumera piddina del noi siamo nel giusto
non scema. Con il carisma da battipanni che gli
è consono, Fra Bersani è stato
contestato da parte della claque su Facebook: buona cosa,
gli elettori del Pd sono quasi sempre meglio di chi dice
di rappresentarli, ma tanto lui non sa aprire Facebook e
non lo scoprirà mai. Col cipiglio di chi non sa,
Fra Bersani ha quindi minacciato Di Pietro: O la
voti o sei fuori. Democratico, no? No.
Diciassette anni di berlusconismo hanno creato un
cortocircuito tale per cui ormai anche il buon senso
e lovvio divengono rivoluzionari.
Financo eversivi.
E allora, sì, sarò (e qua e là saremo) eversivi.
Qualunquisti. Populisti. Demagoghi. Saremo questo e quellaltro,
ma la manovra fa schifo. Oggettivamente schifo.
Così schifo che peggio di così era impossibile (se lavesse
fatta Berlusconi, la stessa gente che ora invita alla
moderazione avrebbe scritto articolesse piccate).
E una manovra banale e didascalica (toh, aumentare
Iva e benzina: ci volevano quelli della Bocconi per
concepire cotanta strategia). Colpisce i soliti
poveracci e titilla lascivamente i potenti di sempre.Voto
di fiducia, no Irpef, no patrimoniale, frequenze tv
regalate, pensionati stangati, tassazione ridicola sui
capitali scudati, Chiesa salvata: si scrive Monti, si
legge Berlusconi.
La Fornero noiosamente divinizzata per qualche
lacrima, con un trasporto laico che neanche la Madonnina
di Civitavecchia avrà anche pianto con
sincerità. Ma se era così consapevole di quanto facesse
orrore la sua riforma previdenziale, poteva
esimersi dal concepirla. E chi è nato nel 52,
tradisce ora desideri neanche troppo reconditi di farla
piangere per motivi più concreti (però
sobriamente, sintende). Madama Fornero, e i suoi
guizzantissimi sodali vicini a banche e clero, hanno
rovinato in un attimo la vita di milioni di italiani. E
non basta dire quanto ci dispiace per
indorare la pillola. Fa male lo stesso. Ancor più se si
nota come, disgraziatamente, non sono state prese
decisioni altrettanto pregne di coraggio su
ciò che concerne missioni di guerra, patrimoniali
(presunte) e beni della Chiesa. Vedi te le coincidenze.
E una manovra che qualsiasi sinistra
non voterebbe neanche sotto tortura. Perché iniqua,
vessatoria, irricevibile. Da noi, invece, la
sinistra non solo la vota ma ti scomunica
altro antico vizio dei tonni in salamoia
miglioristi se non partecipi al giubilo
bipartisan. Mi va bene che la voti Casini. Va bene che la
voti Lupi. Va bene che la voti il giovane vecchissimo
Enrico Letta. Ma non va bene quantomeno è
incoerente la pretesa che tra i tre soggetti, e
relativi partiti, esistano differenze sostanziali (sì,
anche questo è qualunquismo).
Sarò e saremo demagoghi. Disfattisti, incazzosi e
perennemente insoddisfatti. Ma è insultante
sentire il Cardinale Bertone che blatera come I
sacrifici fanno parte della vita (bene:
comincia tu, che poi ti veniam dietro). Non è così
peregrina la rabbia provocatoria di Fulvio Abbate su
Teledurruti (Elettore del Pd, non ti fai schifo?).
Ed è avvilente il ricatto di sempre: Eh, ma allora
tu rivuoi Berlusconi. Anche perché (conclusione
tripartita). Punto primo: Berlusconi non ha bisogno di
essere rivoluto, poiché non se nè
veramente mai andato. Punto secondo: La copertina di
Linus del così vogliono Europa e mercati europei
è ormai lisa. Punto terzo: I tempi sono duri e con
questa classe politica è arduo aspettarsi di più.
Innegabile. Un conto però è constatarlo, giungendo allamara
constatazione che siamo immersi nel guano. Un
altro è crogiolarsi ilari e compiaciuti
nel letame. Stupendosi se qualcuno non partecipa
al bizzarro giubilo melmoso.
Questo governo è quantomeno fosco (a meno che il
menopeggismo sia ormai lunico termometro
democratico), questa manovra annichilente. E questa
sinistra, a metà strada tra il bolso e il
fighetto, ha davvero sfrangiato con la sua incapacità
pavida.
Se asserire tutto ciò è populismo, e sia:
tanti altri sono stati definiti tali. E avevano lo
ha decretato poi la Storia molta più ragione dei
realisti. Nel grigio bivio tra qualunquismo
ipotetico e masochismo inconsapevole, è forse meglio
inseguire la terza via: quella dellonestà
intellettuale. Che va quasi sempre di pari passo col
gusto salvifico di indignarsi personalmente. Che nessuno
potrà mai toglierti.
giovedì 8 dicembre 2011
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