L'Assalto alla Dirigenza

 
 





Abbiamo tirato un sospiro di sollievo quando la Soprintendente di Verona ha fatto spostare il banchetto dei würstel dalla Loggia di Fra Giocondo. Sì, perché sono ben altre le decisioni che le sono sottoposte in questi momenti. A fine novembre, cioè all’inizio della follia collettiva a cui ci chiamano i commercianti di Verona e oltre, L’Arena così riportava la notizia.

La soprintendente a Tosi: «Basta würstel accanto ai monumenti»
Gaudini: «Il castello è un abuso, presento denuncia»

VERONA — La soprintendente ai Beni Architettonici e del Paesaggio di Verona, Gianna Gaudini, ieri è stata chiara comunicando al sindaco Flavio Tosi e all’assessore Enrico Corsi che non intende «andare avanti così». Al mercatino di Natale in piazza Dante che oggi sarà inaugurato si sono moltiplicate le questioni aperte tra Comune e Soprintendenza: «Il codice dei beni culturali non è stato rispettato, e abbiamo raggiunto degli eccessi inaccettabili», assicura. «Non bastasse il castello, un abuso che sono costretta a denunciare alla Procura della Repubblica, ora mi ritrovo anche frittelle e salsicce. L’avevamo chiesto anche in passato che non si cucinasse in piazza Dante, possiamo anche pensare di farlo, ma con decoro, non con i fumi dell’olio di frittura che va direttamente sugli affreschi e sui marmi».


Una Soprintendente che reagisce in questo modo per “i fumi dell’olio di frittura”, e presenta una denuncia in procura per un castello di plastica che rimane in Piazza dei Signori per un mese, che provvedimenti prenderà per un coinceneritore che ammorberà tutta la Valpolicella e per un torrione alto 103 metri all’imbocco della Valle dei Progni di Fumane, che durerà per l’eternità?
Una che si preoccupa per gli affreschi e per i marmi di Piazza Dante, che cosa dovrebbe dire del Paesaggio della Valpolicella devastato per sempre?

Se la logica non è un’opinione, è lampante quale sarà il PARERE VINCOLANTE che la Soprintendenza dovrà dare sull’escavazione di Marezzane e sul Rinnovo degli Impianti della Cementirossi a Fumane.

Però in politica si sa, la logica non alberga. E la politica (si sa) ci metterà lo zampino anche nella decisione che dovrà prendere la Soprintendente. Anche il termine zampino non rende bene l’idea, perché in questi casi la politica sa piazzare vere e proprie ZAMPATE.
Attendiamo con fiducia la decisione di Gianna Gaudini. Non la invidiamo proprio per niente, visto che tutti coloro che dovevano dare pareri prima di lei, che dovevano documentarsi adeguatamente, che avevano la responsabilità di tutelare un territorio, non l’hanno fatto.
Il gioco del PASSA LA PATATA ALLA SOPRINTENDENTE è riuscito perfettamente.

Alla Soprintendente per i beni Architettonici e Paesaggistici di Verona (e della Valpolicella), che deve finalmente decidere di cosa farne di questa patata bollente (e avvelenata), auguriamo ogni bene.
E qui non si tratta semplicemente di "decoro" durante le feste natalizie.


sabato 11 dicembre 2010

 
 
     
 
     
     
 

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