3° Sì al Cementificio (in tutta onestà, ce n'è anche un 4°)

Pubblico il documento speditomi da Mario Simeoni, dipendente del Cementificio di Fumane. Poiché lo scritto è lungo
e articolato, mi permetto di inserire
i miei commenti a fianco delle argomentazioni portate. Dichiarando assoluto
rispetto per le preoccupazioni di chi in questa fabbrica ci lavora, rilevo soltanto che il signor Simeoni è aggiornato
"al minuto" sui più recenti avvenimenti.





g.le sign. campagnola ho avuto modo di approfondire la conoscenza del sito teladoiolavalpolicella e voglio rispondere il mio si convinto al cementificio e ne spiego le ragioni.
il cementificio di fumane e' nato perche qui si trovano le due sostanze base per la sua produzione marna e calcare, quindi come tutte
le attivita' produttive che sfruttano il territorio si costruisce dove la
materia prima esiste.
il cemento e' una sostanza direi indispensabile per
costruzioni ed infrastutture , servizi di cui tutti noi aprezziamo ogni giorno l'utilita'



Le due sostanze base si trovano anche in Val Gardena. Provi ad andare ad impiantare un cementificio lì.
purtroppo la tecnica usata per la sua produzione porta un certo tipo
di inquinamento (polveri sottili sostanze nocive da combustione ect...) e qui le nuove tecnologie vengono in aiuto . il nuovo forno che si teorizza di
costruire permette una riduzione del 30% delle emissioni il rovescio della medaglia e' costituito dalla sua altezza , purtroppo questa nuova tecnologia prevede un impianto in verticale.ora qui si tratta di stabilire se in italia si vuole o meno continuare uno sviluppo industriale oppure si vuole voltare pagina
e dedicarci in toto al turismo e colture di zona di tipo prevalentemente
agricolo, l'impressione e' che questa strada sia tanto belle quanto
impraticabile , in spagna dove si e' puntato molto sul turismo in maniera piu'
seria ed ordinata che da noi e' bastata l'attuale crisi per mettere in
ginocchio il settore con la disocupazione balzata al 18% ( dati sole 24 ore).


Le nuove tecnologie vengono talmente in aiuto che a Pederobba, dove l’impianto è in funzione già da tempo, c’è in ballo una questione diossina . Ha presente che cosa succede su un territorio inquinato da diossina ?

Produrre vino, è industria a tutti gli effetti. Esportare vino, è produrre ricchezza per l’Italia; cosa che con il cemento non avviene.

La crisi della Spagna nasce dallo sviluppo più che selvaggio dell’edilizia (altro che turismo). Le Cementirossi spagnole hanno fatto anni da nababbi. La crisi ha portato al blocco della domanda di alloggi (e strutture industriali) e ad una disoccupazione del 18%, discesa verso il 17% per i provvedimenti presi dal governo.

tornando alla nostra realta' di zona mi chiedo ma chi sta realmente dietro questa campagna di contrasto alla cementirossi, gli ultimi eventi sembranoavvalorare le mia tesi che da molto tempo sostengo,dietro tutto questo ci sono
mani forti dei grandi produttori di vino della zona troppi i mezzi in campo (vedi articoli vari sui giornali , interventi di personaggi di un certo rilievo , sostegni politici ect...).ora resta da capire ma a quale scopo perche' ora le
cementirossi da cosi' fastidio ?
qnche qui avanzo la mia tesi, si vuole fare
della valpolicella una realta' paragonabile a montalcino e per fare questo bisogna creare un'area con caratteristiche ben precise, spazziamo via quindi
l'unica realta' industriale di un certo peso rimasta, come fare sfruttiamo la
ventata ecologica che tanto successo sembra avere fra i cittadini.


Le mani forti ci sono, eccome. Anche la Cementirossi è una mano forte (rispetto agli ambientalisti), però vale “solo” 45-50 milioni di euro l’anno (fatturato totale rapportato al numero di dipendenti di Fumane). Le cantine fatturano un importo 10 volte superiore. Quindi in zona sono loro ad avere le mani più forti. Con una constatazione, fino ad oggi: che non si sono mai trovate costrette a farle valere. Però … se si parlano …

La Masi da sola fattura 65 milioni di euro. Ed è di sicuro un'industria.

come in
tutte le cose basta un sapiente mix di dati e notizie piu' o meno veritieri dosati sapientementa nel tempo per tenere alta l'attenzione eil gioco e' fatto.
io voglio lanciare una provocazione che poi a molto di vero e
drammatico, ma in fondo cosa si produce di cosi' eccelso in valpolicella ? vino, un ottimo alcolico un peccato della gola che spesso fa piu' male che bene.
alcuni dati tratti da un articolo di repubblica del 21 luglio 2008 .36 milioni di italiani forti consumatori di alcol,9 milioni con gravi problemi di alcolismo,972 morti di droga nel 2007 in italia,34000 morti dialcol in italia nello stesso anno,50% incidenti stradali dovuti all'alcol,50% incidenti sul lavoro dovuti all'alcol.(andrebbe riconosciuto che l'alcol crea dipendenza)il vino fa la sua ottima parte in tutto questo,in italia siamo ottimi consumatori.

In quanto a sapiente mix di dati e notizie più o meno veritiere, la Cementirossi, mi par di capire, fa scuola. Basti al momento quel “ammodernamento degli impianti” che in realtà significa “installazione di un nuovo co-inceneritore”.
ce ne abbastanza per chiedersi se non sarebbe ora di porre dei
limiti o delle tasse sulla produzione di tali prodotti o almeno apporre sulle
etichette nuoce alla salute altro che un bicchiere al giorno fa bene ci sono intere categorie di persone che e' meglio non lo guardino neanche il
bicchiere, e qui torniamo al valore delle e dei dati , probabilmente il
cementificio di fumane fa molti meno danni del valpolicella che produciamo edesportiamo nel mondo.
Vuole dirmi che siccome il vino può anche far male, distruggiamo tutti i vigneti e coltiviamo al loro posto … meravigliose cave di marna ?
Le ricordo che anche le medicine, se prese in eccesso, fanno male.
ultima considerazione sulla quale pero' non ci sono
molte ricerche o meglio sono tenute ben coperte sono i danni da trattamenti dei vigneti, io non ho idea di quanti siano gli ettari piantati a vigneto in
valpolicella, mi piacerebbe fare 4 calcoli per vedere quante tonnellate di
pesticidi , diserbanti , rame ed altre sostanze finiscono nel terreno ogni
anno (dopo magari li confrontiamo con le tonnellate di sostanze nocive prodotte dal cementificio )e sopratutto che effetto hanno siccome nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma qualcosa deve pur succedere ,

Su questo argomento nutro perplessità simili alle sue. Credo sia arrivato il momento di porsi il problema in modo serio e di non nascondersi dietro al “sono le foglie che assorbono tutto”.
una cosa e' certa di animali nei vigneti non se ne vedono molti , probabilmente non deve
essere un bel ambiente dove costruirsi un nido e procreare
chiudo qui il mio
lungo intervento,permetto se volete la pubblicazione della mia lettera
mario simeoni
Non è, Signor Simeoni, che lei vorrebbe più animali nei vigneti per farli fuori a schioppettate, vero ?