Segnali deboli, segnali forti

 
 







400 persone all’incontro di giovedì 8 aprile a Fumane
2 fumanesi che fissano le loro idee per iscritto e le comunicano ai loro concittadini
165 ragazzi su Facebook che aderiscono al “No inceneritore a Fumane”

Giovedì sera alcune persone hanno scelto di stare a casa a farsi rincoglionire da Giorgino e da Max Giusti, altre sono salite in auto e sono andate a Fumane ad ascoltare Mimmo Conchi e Alex Zanotelli. Pur nel pieno rispetto della libertà di ognuno, è automatica la constatazione di due categorie di persone ben distinte. Quelli che accettano le “verità rivelate” di una televisone serva del politico di turno e quelli invece che mantengono abbastanza autonomia intellettuale per ascoltare più voci, per capire meglio, per farsi una loro idea autonoma.

Ci sono segnali di una presa di coscienza. Magari timidi. Qualcuno mi scrive e mi chiede contemporaneamente di non far comparire il suo nome perché ha una piccola attività che vive “anche” grazie alla presenza del cementificio. Che il problema ci sia, ormai è chiaro a tutti. Sono ancora molti però i fumanesi che si sono abituati a “vivere di rendita”. Una grossa azienda, per un piccolo comune, è di sicuro un volàno che fa girare l’economia. L’aspetto che non si vuol cogliere nel suo giusto peso è la contropartita in termini di inquinamento, di abbassamento della qualità del vivere, di distruzione ambientale, di avvelenamenti dello stile di vita a cui siamo abituati in Valpolicella.

Possiamo dire che c’è un “assenteismo” nella presa di coscienza di fenomeni che possono minare definitivamente il nostro paradiso. Le nostre colline sono meravigliose. Però diventa sempre più difficile trovare scorci degni di essere fotografati. I piccoli Montericco crescono ovunque. Ognuno di noi “ha diritto” alla casetta sulla collina? Bene. E allora riempiamo le colline di casette invece che di viti, di ulivi e di ciliegi. Un signore mi ha addirittura detto: “ma non ha visto che bello che è Montericcco di notte; sembra un presepio …”.

Padre Zanotelli ieri sera ha ribadito un concetto fondamentale. Non si deve stare zitti quando vengono minacciati beni fondamentali come la nostra salute. Non ci deve mai essere rassegnazione. Non si deve cedere alla protervia di questi che fanno i padreterni in nome del popolo sovrano.
Chiamiamoli questi nostri amministratori ad un pubblico dibattito, abbiano il coraggio di farsi rinfacciare dai loro cittadini le balle che hanno raccontato in campagna elettorale, costringiamoli a dire in modo chiaro che futuro vogliono costruire per questa nostra terra.
Così magari la smettono anche di giocare con i camion, le gallerie, le torri e le tangenziali.

venerdì 9 aprile 2010

 
 
     
 
     
     
 

Vuoi dirmi qualcosa ?