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San Valentino |
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Ma dai è una bravata di un ragazzino. Ma che cosa vuoi che sia. Quattro pennellate e tutto è come prima. Cosa vuoi che ne sappia della Pieve. E' innamorato di una ragazzina di Valgatara e vuole che veda il suo "ti amo" tutte le volte che si ferma al semaforo di San Floriano. Non c'è da farne un dramma. Ma cosa ha rovinato alla fine. Un vecchio muro scrostato di una vecchia chiesa. "Ste" robe vecchie in mezzo ai piedi. Non se ne può più di vincoli. E tutto per quattro vecchie mura rosicchiate dal tempo. E poi chissenefrega se è di mille duemila o tremila anni fa. Solo a quei quattro professori (va con una o due effe ...) rincoglioniti amanti delle antichità può interessare. E gli interessa perché scrivono i libri e poi li vendono a quaranta cinquanta euro. E' ora di finirla con queste lamentele. Attenti di qua attenti di là. Ma insomma se ci sono delle belle case in Valpolicella sono quelle fatte in questi ultimi anni. Vuoi mettere in confronto con le tanto decantate ville vecchie decrepite. La nostra è una villa. Lo dice anche l'impresario. Villa a schiera. Tutela da una parte, preserva dall'altra, conserva, difendi. Ma cosa volete. Volete tornare a quando la Valpolicella era in mano a cinque proprietari terrieri. Sono passati quei tempi. Adesso lavoriamo tutti e stiamo bene. I mezzadri hanno comprato le terre dei padroni e adesso sono loro che comandano. Domani compro un barattolo di lavabile e vado io a ripitturare il muro della chiesa. E lasciate stare il mio piccolo. E' una stella. E poi è così innamorato. la
mamma del pittore
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