| |
Avrei voluto esserci, alla Italcementi,
quando il mago della comunicazione sentenziò, sicuro di
sé: CHIAMIAMOLO REVAMPING !
Il TAR del Veneto boccia il Coinceneritore di Monselice.
Se ne vanno, con la coda tra le gambe e una energica
tirata dorecchie, nellordine:
1
la Commissione Provinciale VIA
2 il Direttore Regionale per i Beni Culturali e
Paesaggistici del Veneto, Ugo Soragni
3 la Presidente dellEnte Parco Regionale dei
Colli Euganei, Chiara Matteazzi
4 la Soprintendente per i Beni Architettonici e
Paesaggistici, Sabina Ferrari
5 il Sindaco di Monselice, Francesco
Lunghi
6 il Sindaco di Arquà Petrarca, Luca
Callegaro
Italcementi, per coerenza, se ne va anche con le
pive nel sacco.
Questa di Monselice è una storia esemplare, culminata
nellabbassamento di braghe e mutande da parte dellEnte
Parco che, in cambio di un milione di euro, si è messo
nella posizione più gradita a Italcementi per la
CONSUMAZIONE DELLATTO.
Gli interrogativi che ci poniamo sono quelli di sempre.
Chi sono questi politici che si ritrovano a gestire un
Territorio non avendo nemmeno la più pallida idea di che
cosa significhi? Chi sono questi personaggi che si
ritrovano a gestire un Ente Parco senza conoscerne
nemmeno lo Statuto e le finalità? Chi sono i Grandi
Manovratori del sottobosco politico dove si ragiona
esclusivamente in termini di business?
In attesa di ritrovarci governati da Bande Armate (di
destra e di sinistra) contrapposte, festeggiamo
questo sonoro ceffone dato dal TAR del Veneto ai
sostenitori del COINCENERITORE di Monselice.
A questi Giudici Sovversivi il Revamping non
è proprio andato giù.
Con la logica stringente del Cavalier Pompetta potremmo
dire: ELIMINIAMO I GIUDICI.
mercoledì 11 maggio 2011
|
|