Referendum di Fumane? Superato dai FATTI

 
 







Gli eventi più recenti hanno ampiamente dimostrato che il referendum sul Cementificio di Fumane non serve a nulla. O meglio, per rispetto degli abitanti del luogo che devono sopportare i disagi più pesanti, lo si faccia; ci si renda conto della volontà della popolazione del Comune, ma immediatamente dopo pensiamo che non sono questi gli ambiti entro cui sviscerare i problemi relativi all’inquinamento.

Ci ha pensato l’Università di Trento a dare un corretto dimensionamento interpretativo a impianti e strutture quali Cà del Bue, Traforo delle Torricelle, Cementificio di Fumane (e non si parla di Coinceneritore), Motorcity di Vigasio. Si tenga ben presente che lo studio è stato affidato a Trento da Verona e da altri 17 Comuni tra i quali non c’è Fumane. Il titolo della relazione è:


Elaborato tecnico-scientifico a supporto dell’adozione del
Piano di Azione e Risanamento della Qualità dell’Aria
da parte dei Comuni di


1 – Bussolengo
2 – Buttapietra
3 – Castel d’Azzano
4 – Castelnuovo del Garda
5 – Grezzana
6 – Lavagno
7 – Negrar
8 – Pescantina
9 – San Giovanni Lupatoto
10 – San Martino Buon Albergo
11 – San Pietro in Cariano
12 – Sant’Ambrogio di Valpolicella
13 – Sommacampagna
14 – Sona
15 – Valeggio sul Mincio
16 – Verona
17– Villafranca di Verona
18 – Zevio


Nella Relazione Finale si legge:

VALUTAZIONE DELL’INQUINAMENTO PROVENIENTE DA AREE ESTERNE PROVINCIALI
In questo paragrafo vengono considerate a titolo di esempio alcune fonti emissive localizzate ai confini dell’area oggetto di studio. Per quanto riguarda i grandi emettitori posti in prossimità della zona di studio, si segnala infatti la necessità di apprfondimenti la cui importanza è dimostrata dalle seguenti considerazioni.

Stabilimento Cementi Rossi a Fumane (VR)
Volendo isolare un parametro sintetico significativo dallo Studio di Impatto Ambientale (SIA) dell’impianto relativo al progetto di modifica esaminato dalle autorità competenti, ma contenente anche alcuni elementi descrittivi dello stato attuale dell’impianto, si può notare come l’emissione di ossidi di azoto (NOx) per l’impianto reale, sia attualmente pari a circa 3473 t/anno. Tale valore rappresenta un quantitativo pari a circa l’81% di quanto emesso da tutte le fonti del Comune di Verona, per gli (NOx) (4290 t/anno).
L’emissione di 3473 t/anno di ossidi di azoto da un camino posto ad altezza di 30 m comporta oltre ad una criticità di tipo globale, una criticità locale evidenziata dalla modellistica applicata nel SIA, con un massimo di concentrazione al suolo stimato pari a 1251.9
mg/m-cubo, a fronte di un valore da garantire per la qualità dell’aria di 200 mg/m-cubo, come somma di tutti i contributi.


Quindi, lasciando perdere i commenti ovviamente “di parte” di signori come Paternoster e altri del giro “fortemente interessati” ai Grandi Lavori, risulta lampante, anzi lapalissiano che


NON HA SENSO


ragionare su aree di qualche chilometro di distanza da Inceneritori e impianti analoghi. Qui si ragiona sulle Decine di chilometri, altro che il Comune di Fumane. Nemmeno la Provincia di Verona è abbastanza significativa lungo il suo perimetro di confine.
Finalmente uno Studio serio, fatto da un’Università seria che ribadisce concetti che stiamo predicando da anni. E, inevitabilmente, anche l’Università di Trento verrà fatta rientrare tra quelli che ripetono ossessivamente le stesse cose come un disco rotto.

Attendiamo con ansia il Report di Paternoster: domani scadono i 10 giorni !!!



mercoledì 27 ottobre 2010

 
 
     
 
     
     
 

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