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Il nuovo Governo muove i primi passi.
Ancora prima che fosse costituito, l'esimio ministro per
l'Ambiente Corrado Clini aveva già messo a segno le sue
prime cappelle parlando di nucleare "da non
abbandonare", di ponte sullo stretto ed altri
accenni che già la dicono lunga sul suo profilo.
La cosa che ha colpito di più l'immaginario collettivo,
fino ad ora, è la tassa sui cani. Crozza ha immaginato
che anche sul canile della nostra bestiola sarà affisso
il bollettino per il pagamento dell'ICI.
La figura più inquietante della compagine è comunque
Corrado Passera. Che negli affari ci sia
"dentro" non c'è dubbio. Che negli affari ci
sguazzi, suona già meno bene. Sta di fatto che ha
l'incarico di far riprendere l'Economia Italiana. Per far
nascere nuove imprese o per far crescere quelle che ci
sono già serve credito agevolato (tra le altre cose).
Provate ad andare in banca a chiedere un finanziamento,
provate a capire quali garanzie richiedono, provate a
discutere il tasso che vi verrà applicato. Sono le
banche stesse che stentano a chiudere i LORO bilanci in
modo decente.
Passera ci salverà ? Questo è il dilemma.
Intanto proviamo a conoscere meglio il personaggio.
Il
ministro Passera si è dimesso da AD di Intesa, ma ne
detiene ancora oltre otto milioni di azioni; ed è socio
di un'università privata di Roma legata all'Opus Dei che
ha ricevuto una montagna di soldi pubblici e di una
clinica privata convenzionata coinvolta in un'inchiesta
per peculato. Gran parte dei ministri del governo Monti
hanno lavorato per grandi banche, organizzazioni e
aziende che hanno a che fare con concessionari pubblici,
o ne sono soci. Una rete di affari e interessi che non ha
risparmiato le attenzioni delle procure.
Giurava che non si sarebbe mai messo a fare politica,
chiamava «spazzatura» le voci che davano per imminente
la sua discesa in campo. «Guidando questa banca faccio
il lavoro più bello del mondo, e ritengo che facendo
così posso influenzare positivamente la società»,
diceva Corrado Passera, poco più di un anno fa, al
Financial Times. Mercoledì pomeriggio, invece, giurava
nelle mani di Napolitano come ministro del Governo
tecnico di Mario Monti, che lo ha voluto a capo di un
super-ministero che, da solo, riunisce le deleghe allo
sviluppo economico, alle infrastrutture e ai trasporti.
La sua nomina ha sollevato subito polemiche per via della
carica di amministratore delegato del gruppo
Intesa-Sanpaolo che Passera ha ricoperto fino alla scorsa
settimana. Il conflitto dinteressi infatti è
plurimo: Intesa-Sanpaolo è azionista di Rcs Mediagroup,
leditore del Corriere della Sera (Passera è stato
nel cda di Rcs fino al 2009), e detiene quasi il nove per
cento della cordata, messa in piedi dallo stesso Passera,
che ha rilevato Alitalia nel 2008, il 12 per cento della
holding che controlla Telecom, e, tramite una società
del gruppo, il 20 per cento della Ntv, la società
ferroviaria di Montezemolo e Della Valle che dovrà
competere con Trenitalia e che già oggi è in lotta con
lad delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, per
le tariffe dei pedaggi ferroviari.
Meno recenti gli incarichi del ministro Passera nei Cda
di altre grandi aziende italiane, dalle Poste alla Cir,
passando per Finmeccanica, la Banca di Trento e Bolzano,
Olivetti e diverse società editoriali, tra cui La
Repubblica S.p.A. e il Gruppo Editoriale LEspresso.
«La cosa che mi è pesata di più, lasciare la banca non
è facile dopo dieci anni», ha detto mercoledì, dopo
essersi dimesso dal Cda di Intesa. Nessuna notizia invece
sulla cessione delle sue quote azionarie: oltre otto
milioni e mezzo di azioni di Intesa-Sanpaolo per un
valore complessivo di 10,5 milioni di euro, e svariate
altre partecipazioni in cui si celano altri conflitti
d'interessi, finora passati inosservati. Passera,
infatti, oltre a essere socio di un albergo e di diverse
società immobiliari ed editoriali, possiede anche azioni
per oltre 56mila euro di Campus Bio-Medico S.p.A., una
società per azioni con sede a Milano che controlla
l'omonima università privata di Roma, con annesso
policlinico, nata nel 1993 per volontà dell'Opus Dei.
Per anni il Campus ha svolto le sue attività in
strutture prese in affitto dall'American Hospital di
Roma. La sede definitiva, «75 ettari di terreno, immersa
nel verde» a Trigoria, appena fuori città, è stata
inaugurata il 14 marzo 2008 alla presenza del Segretario
di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone, dell'allora
Presidente della Regione Piero Marrazzo, Gianni Letta,
l'ex direttore della sala stampa del Vaticano
Navarro-Valls e Javier Echevarría, il vescovo spagnolo a
capo dell'Opus Dei. Tre mesi e mezzo dopo, il primo
luglio, la Regione Lazio accordava alla struttura
finanziamenti pubblici per 71 milioni di euro: 61 per
l'attività del policlinico, 10 per la didattica e la
ricerca. Anche il ministero dell'Istruzione, nel 2009, ha
finanziato il Campus con quasi 470mila euro. E i
risultati si vedono: nella relazione che il Policlinico
ha presentato agli azionisti di Campus Bio-Medico S.p.A.
si legge che nel primo trimestre del 2010 il margine
operativo netto del Università Campus Bio-Medico di Roma
aveva superato i sette miliardi e mezzo di euro. Il
Campus, inoltre, riceve i finanziamenti del 5 per mille
dei contribuenti che decidono di destinarglielo perché
rimane un istituto di ricerca senza scopo di lucro. Anche
se è controllato da una società per azioni che per
statuto nomina da quattro a sei consiglieri nel cda
dell'Univeristà.
Nel sito dell'Opus Dei si legge che il Campus è una
«opera apostolica della Prelatura dellOpus Dei»
che «ha lambizione di finalizzare il sapere
scientifico alla promozione della dignità della persona
in un ambiente in cui i rapporti interpersonali sono
ispirati dal criterio della carità e del servizio». Per
compiere la sua opera apostolica, il Campus ha
partecipato a un bando della Regione Lazio per finanziare
«l'innovazione e il trasferimento tecnologico alle PMI
laziali». La Regione ha ritenuto ammissibile la domanda,
e ha finanziato il Campus con altri 610mila euro, di cui
95.185 euro per «organizzazione di eventi
promozionali», 47mila euro per «missioni e viaggi»,
91.906 euro per «effettuare analisi di mercato».
Affinché la Regione potesse emanare il bando che ha
permesso al Campus di ottenere questi finanziamenti è
stata indispensabile la determina del ministero dello
Sviluppo Economico, lo stesso che ora dirige Corrado
Passera e che è responsabile di tutti gli adempimenti
per la gestione del "Fondo per lo sviluppo
economico, la ricerca e l'innovazione" finalizzato a
erogare quegli stanziamenti.
Tra i possedimenti finanziari di Passera c'è anche una
quota di oltre il dieci per cento della Day Hospital
International S.p.A., una società che controlla
l'omonima clinica privata di Aosta: una struttura
sanitaria privata convenzionata con la sanità regionale
che ha beneficiato di rimborsi pubblici per 700mila euro
l'anno. L'anno scorso la clinica è stata oggetto di
un'indagine della Digos di Aosta, la cosiddetta inchiesta
Bisturi, per truffa, evasione fiscale, smaltimento
illecito di rifiuti speciali (sangue, ernie e appendici),
assenteismo e peculato: secondo l'accusa la clinica
avrebbe utilizzato, per gli interventi privatistici,
strumenti, protesi, camici e medicinali di proprietà
pubblica, pagati dal sistema sanitario e utilizzati a
fini privati. Il 28 settembre scorso Alberto Morelli, ex
amministratore della clinica (il suo mandato è scaduto a
giugno del 2010), ha scelto di patteggiare la pena per lo
smaltimento illecito di rifiuti, mentre per l'accusa di
peculato è andato a processo con rito abbreviato. La Usl
si è costituita parte civile, ma la Digos ha mosso
accuse anche all'azienda sanitaria, contestandole di non
aver vigilato abbastanza. Secondo il consulente inviato
dal ministero della Salute, la convenzione con la clinica
di cui Passera è socio avrebbe dovuto seguire a una gara
di appalto europea, che però non c'è stata.
La storia del neo-ministro dello Sviluppo Economico, che
è anche responsabile dell'amministrazione del settore
delle telecomunicazioni, si è incrociata più volte con
quella di Silvio Berlusconi. I due sono
"nemici" di vecchia data. Passera fu uno dei
manager di De Benedetti che sostituì in Mondadori quelli
di Berlusconi quando, nel 1990, il Cavaliere perse il
lodo arbitrale con la Cir per l'acquisto della casa
editrice. Due anni dopo, nell'occasione di un convegno,
Passera denunciò con durezza «lesistenza di una
concorrenzialità gravemente minacciata dalla posizione
dominante della Fininvest» che «controlla quasi il 40
per cento del fatturato pubblicitario complessivo
nazionale». Risposta di Berlusconi: «Passera legge
troppi fumetti». Negli ultimi anni, però, a parte
qualche sfogo polemico contro Tremonti per via
dell'aumento del carico fiscale sulle banche, ha avuto
occasione di farsi perdonare: Intesa-Sanpaolo ha concesso
a beneficio di Fininvest un plafond di credito che negli
anni è arrivato a due miliardi e trecento milioni di
euro, allargato di altri 400 milioni dopo la condanna di
Fininvest a risarcire 564 milioni di euro a De Benedetti
per il danno conseguente alla corruzione giudiziaria che
riportò Mondadori nelle mani di Berlusconi.
Tra i pochi nemici che sembra essersi fatto Corrado
Passera c'è Giovanni Consorte, al quale si mise di
traverso nella scalata alla Bnl. «Il dottor Passera me
l'ha cacciato nel culo», ricorda Consorte al telefono
con toni poco teneri al senatore del Pd Nicola Latorre.
Il nuovo ministro dello Sviluppo Economico non è immune
neanche alle indagini giudiziarie: è stato indagato per
due crack finanziari, Fiornini e Cirio, e per false
comunicazioni sociali nellindagine su Olivetti
della Procura di Ivrea, e ne è sempre uscito indenne.
http://www.agoravox.it/Monti-il-governo-dei-conflitti-d.html
sabato 26 novembre 2011
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