Polveri sottili e Corte di Giustizia

 
 


Trattavamo di polveri sottili e di nanoparticelle nell'aprile-maggio del 2007. Ne riparliamo oggi e ci accorgiamo che nel frattempo non è successo nulla, non c'è stato alcun progresso nella ricerca; pare che la mente umana si trovi a disagio quando deve ragionare su particelle grandi un milionesimo di millimetro. Siamo fermi agli inceneritori, siamo bloccati da coloro che vendono inceneritori, siamo mentalmente al paleolitico, quando gli amministratori denunciavano gli ambientalisti per procurato allarme.
E i reparti di cardiologia e oncologia sono pieni zeppi.





Ue, Italia deferita a Corte Giustizia per inquinamento aria
mercoledì 24 novembre 2010

MILANO (Reuters) - La Commissione europea ha deferito alla Corte di giustizia Italia, Cipro, Portogallo e Spagna per il mancato rispetto delle norme Ue che fissano i valori limite della qualità dell'aria.

Lo si legge in un comunicato della Commissione, in cui si dice che questi stati "non hanno ancora affrontato in modo efficace il problema delle emissioni eccessive per l'inquinante atmosferico particolato fine, o PM10".

"La direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa impone agli Stati membri di limitare l'esposizione dei cittadini alle microparticelle denominate PM10 - si legge nella nota - La legislazione stabilisce valori limite per l'esposizione, cui gli Stati membri dovevano conformarsi entro il 2005, riguardanti sia la concentrazione annua (40 µg/m3), sia la concentrazione quotidiana (50 µg/m3) che non deve essere superata oltre 35 volte in un anno di calendario".

"Le informazioni a disposizione della Commissione indicano che dall'entrata in vigore della normativa nel 2005 i valori limite per il PM10 non sono stati rispettati in diverse zone a Cipro, in Italia, Portogallo e Spagna - prosegue il comunicato - Per quanto tutti i quattro Stati membri abbiano chiesto la proroga, la Commissione ritiene che le condizioni per concederla non siano state rispettate per diverse zone non in regola e per questa ragione ricorre alla Corte di giustizia europea contro tali Stati membri".

Il particolato fine (PM10) è presente soprattutto nelle emissioni inquinanti provenienti dall'industria, dal traffico e dai riscaldamenti domestici e può causare asma, problemi cardiovascolari, cancro ai polmoni e morti premature.

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(N.D.R.: I dati ARPAV parlano chiaro, Fumane, nel 2010, ha registrato già 51 superi)


NANOPARTICELLE E SALUTE

QUALSIASI COMBUSTIONE PROVOCA LA FORMAZIONE DI MICRO E NANOPARTICELLE, DETTE ANCHE PARTICOLATO FINE.

GLI INCENERITORI NE SPRIGIONANO UNA QUANTITÀ ENORME.
CIÒ È DOVUTO AL TIPO D’IMPIANTO E AL FATTO CHE ATTUALMENTE NON ESISTONO AL MONDO DEI FILTRI INDUSTRIALI IN GRADO DI “FERMARLE”, ESSENDO QUESTE MOLTO PICCOLE E DI RECENTE SCOPERTA.

La migliore tecnologia disponibile è quella che produce le particelle più piccole e, più sono piccole, più sono patogeniche cioè, possono generare delle malattie, perchè penetrano nell'organismo per inalazione ed essendo queste INORGANICHE non possono essere degradate dal sistema immunitario.

Altri fattori, incidono inoltre sulla quantità di questo particolato fine nell'aria: i gas di scarico delle automobili, l'usura delle gomme e dell'asfalto, i cementifici, le fonderie gli impianti a biomasse ecc..

Le attuali conoscenze portano a concludere che l’aerosol urbano è formato da una complessa miscela di aerosol recente e datato, che proviene da varie sorgenti di combustione ad alta temperatura e che è in grado di causare risposte fisiopatologiche. È dimostrata infatti, da numerosi studi epidemiologici l’esistenza di una stretta correlazione fra inquinamento da polveri e incidenza di malattie (riduzione della funzionalità polmonare, asma, bronchiti croniche tumori etc.), ospedalizzazioni e tassi di mortalità più elevati nelle aree urbane.

Tra le altre fonti di nanoparticelle ce ne sono alcune impensabili come il talco (che è stato equiparato all’amianto per gli effetti cancerogeni della sua fine polvere), i famosi “microgranuli” contenenti silicio delle gomme da masticare, o le particelle di oro contenute in alcuni farmaci antinfiammatori utilizzati per le infiltrazioni articolari.
PER LEGGE SI DEVONO CONTROLLARE LE PM 10, CHE SONO POLVERI PIÙ GROSSOLANE, MA NON QUELLE PIÙ PICCOLE CHE SONO LE PIÙ PERIOLOSE.
Il diametro delle particelle è considerato il parametro più importante per caratterizzare il comportamento fisico del particolato atmosferico ecco le misure e gli effetti ptrodotti dalla loro inalazione o ingestione tramite alimenti:

Particolato grossolano – particolato sedimentabile di dimensioni superiori ai 10 µm (micron), non in grado di penetrare nel tratto respiratorio superando la laringe, se non in piccola parte.

PM10 – particolato formato da particelle inferiori a 10 micron (µm), cioè inferiori a un centesimo di millimetro. Questa è una polvere inalabile, ovvero in grado di penetrare nel tratto respiratorio superiore (naso, faringe e trachea), infatti le particelle fra 5 e 2,5 µm si depositano prima dei bronchioli.

PM2,5 – particolato fine con diametro inferiore a 2,5 µm (un quarto di centesimo di millimetro), è una polvere toracica, cioè in grado di penetrare profondamente nei polmoni specie durante la respirazione dalla bocca.

Per dimensioni ancora inferiori (particolato ultrafine, UFP o UP) si parla di POLVERE RESPIRABILE, cioè in grado di penetrare profondamente nei polmoni fino agli alveoli.

PM1 , particolato con diametro inferiore a 1 µm.

PM0,1, con diametro inferiore a 0,1 µm.

Nanopolveri particolato con diametro dell'ordine di grandezza dei nanometri (un nanometro sarebbe PM 0,001), si tratta, in questo caso, di misure atomiche e molecolari.Queste nanoparticelle hanno la possibilità di entrare nelle cellule e addirittura arrivare al nucleo creando diversi disturbi tra i quali le mutazioni del DNA, pensate che la doppia elica del DNA ha un diametro di circa 0,002 µm.

Mentre le particelle fini sono trattenute negli alveoli con una percentuale del 30 -40%, le nanoparticelle possono superare l'80% di ritenzione.


E allora succede che a causa di questa elevata capacità di penetrazione negli alveoli polmonari e della loro elevata concentrazione sul parenchima polmonare, tali particelle inibiscono l’azione dei macrofagi alveolari, che hanno il ruolo di ripulire il tessuto polmonare dalle sostanze estranee inalate. È inoltre possibile che i macrofagi, per la presenza di un sovraccarico di particolato ultrafine, nel tentativo di distruggere il materiale, aumentino la produzione di mediatori citotossici (specie reattive ossigenate, enzimi e tossine), portando ad un aumento della suscettibilità alle infezioni, con infiammazioni e danni polmonari. Anche i lipopolissacaridi (antigeni batterici immunoreattivi esocellulari), sembrano poter causare processi infiammatori.
Ulteriore danno ai tessuti deriva dal fatto che il particolato ultrafine è in grado di assorbire acidi forti, come l’acido solforico (derivante da ossidi di zolfo presenti in atmosfera), danneggiando i tessuti degli alveoli.
La presenza di metalli sulla superficie delle particelle (ferro, manganese, vanadio o nichel derivati dalla combustione o platino, palladio e rodio presenti nei convertitori catalitici dei veicoli a motore), aumenta l’irritazione dei tessuti e ne permette il trasferimento alle cellule, il loro effetto catalitico favorisce la formazione in loco di sostanze ossidanti dannose per i tessuti.
Dagli alveoli le nanoparticelle possono entrare nel circolo sanguigno rapidamente, in un minuto, e siccome il sangue va a caso, in quanto non possiamo dirigerne il flusso, le nanoparticelle possono raggiungere qualsiasi organo: per esempio il fegato, i reni, il cervello ecc. dove vengono filtrate.
Individuate come corpi estranei anche qui, come sopra, vengono subito bloccate dal sistema immunitario: se fossero sostanze organiche (batteri o virus), verrebbero scisse in componenti più semplici e “digerite”, invece l’estraneo in oggetto è inorganico, allora quella particella estranea non può essere eliminata.
Il nostro organismo cerca di degradarla, ma purtroppo non ci riesce, allora la isola avvolgendola in un tessuto: forma una sorta di capsula chiamata granuloma, che però è un tessuto infiammatorio che dura per sempre, si cronicizza e, quando un'infiammazione diventa cronica, crea le condizioni favorevoli per l'instaurarsi di una patologia tumorale. L'analisi di diversi tessuti tumorali ha rilevato la presenza di nanoparticelle.

Sintetizzando: in seguito alla deposizione del particolato nei polmoni, la risposta dell’organismo dipenderà dalla composizione del pulviscolo atmosferico e da come i composti vengono veicolati nei fluidi polmonari e da qui negli organi interni.

LE MICRO E NANOPARTICELLE INDIVIDUATE NEI TESSUTI PATOLOGICI NON SONO BIODEGRADABILI, CIOÈ LA NATURA NON HA NESSUNA MODALITÀ PER DEGRADARLE IN QUALCOSA DI COMPATIBILE CON LA VITA.

QUESTE PARTICELLE POSSONO ESSERE CANCEROGENE, ma non solo, possono provocare anche turbe mentali quando si depositano nel cervello (sindrome del golfo, dei balcani).



NOTA

Oltre all'immissione delle particelle suddette nell'atmosfera, non tutti sanno che, ad esempio, per smaltire negli inceneritori 1 tonnellata di rifiuti (di per se poco inquinanti e poco pericolosi per la salute umana) si utilizza anche dell’acqua e della calce viva e si inforna il tutto.
Alla fine del processo di combustione si formeranno delle ceneri che si suddividono in ceneri leggere che derivano dal processo di trattamento dei fumi e ceneri “pesanti”o scorie, che è la parte che rimane sulle griglie alla fine del processo di combustione. Ebbene, queste verranno smaltite a parte in quanto rifiuti speciali, cioè smaltite nelle discariche B1, quelle per rifiuti tossici, perchè le prime contengono elementi inquinanti quali: zinco, piombo, rame, cromo, cadmio, nichel, mercurio, le seconde:zinco, rame, piombo, cromo, nichel, vanadio, cobalto, arsenico, cadmio. Tra ceneri acqua e calce…tirando le somme si producono nella migliore delle ipostesi 300 kg di rifiuti speciali, il che vuol dire che i rifiuti che escono dall'inceneritore sono pari al 30% del totale che entra.

Fra le tante maniere per liberarci dei rifiuti quella dell'inceneritore è la più folle perchè bruciando l'immondizia la trasformiamo in particelle che possono uccidere.

 

 

mercoledì 1 dicembre 2010

 
 
     
 
     
     
 

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