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In tutte le folli corse ci sono delle
vittime da sacrificare via via al benessere, alla
ricchezza, all'indipendenza, alla velocità. Ci stiamo
assuefacendo a tal punto che i 25 suicidi a France
Telecom ci sembra un inevitabile scotto da pagare
all'efficienza. Una mia amica mi ripete spesso: "non
preoccuparti, vedrai che l'uomo si estingue da solo, non
ha bisogno assolutamente di essere aiutato".
Abbiamo iniziato a parlare di prodotti chimici usati ed
abusati nella coltivazione della vigna. Abbiamo accennato
al "grande rispetto" che gli agricoltori
nutrono nei confronti di pedoni, ciclisti, motociclisti,
automobilisti col finestrino spudoratamente aperto.
Aggiungiamo una tessera al nostro Pollution Corner. Con
l'augurio che qualcuno legga. E si metta a pensare.
Partiamo da un articolo apparso su Il Gazzettino il 23
agosto 2009 a firma di Manuela Collodet:
Treviso
- Esplode in tutto il suo fragore la mina dei fitofarmaci
sulle colline del Prosecco.
Tonnellate di prodotti chimici che ogni anno vengono
usati sulle piante per debellare le malattie e preservare
la produzione o per eliminare lerba di troppo. Con
i piccoli contadini e la gente della zona pedemontana che
insorgono contro leccessivo utilizzo, da parte
soprattutto dei maggiori produttori della zona Doc.
Ma Vinicio Vettoretti, già assessore a Valdobbiadene e
viticoltore, afferma che «il paesaggio è diventato un
grande vigneto, tutti sono consapevoli che questo modello
di sviluppo non può durare ancora molto». Mentre un
piccolo produttore di Miane conferma che «cè chi
arriva a fare anche venti trattamenti per vigneto
allanno pur di salvare la produzione».
Unemergenza che si evidenzia in tutta la sua
sostanza con i dati. Nel 2007 nella sola provincia di
Treviso sono stati venduti 3.100.855 kg di fitofarmaci.
Un dato impressionante, che rispetto al 2006, ha perfino
avuto un incremento del 4 per cento. In attesa dei dati
del 2008 è facile comunque prevedere un ulteriore
significativo incremento, dato il cattivo andamento
metereologico che ha caratterizzato lannata, oltre
allaumento delle superfici coltivate. Fra i
principi attivi, dopo lo zolfo (il più usato) cè
il mancozeb, utilizzato per
combattere la peronospora della vite. NellUsl 7 ne
sono state vendute circa 120 tonnellate; nellUsl 8
circa 29; nellUsl 9, 184. Peccato però che il 19
gennaio il Parlamento europeo abbia messo al
bando questo prodotto, assieme ad altri
ventuno pesticidi, perché ritenuto pericoloso
per luomo in quanto danneggia le ghiandole
ormonali. Ma non solo: dai dati Arpav si rileva come nel
solo 2007, nella provincia di Treviso, siano state
impiegate 55 tonnellate di "Glyphosate"
e 8 di "Glufosinate ammonium".
Anche questultimo è un prodotto recentemente messo
al bando dalla Comunità Europea perché classificato
come cancerogeno. Fra gli insetticidi (dopo lolio
minerale) il più usato è un altro principio attivo
decisamente contestato: il chlorphirifos.
Circa 3 tonnellate impiegate nellUsl 7; più di
mezza tonnellata nellUsl 8 e quasi 7 tonnellate
nella Usl 9.
Ma a muoversi per cercare di contemperare le esigenze dei
cittadini con quelle degli agricoltori, intanto, sono i
Comuni. «Il problema esiste e non si può più far finta
di non vederlo - afferma Davì, vicesindaco di
Valdobbiadene - negli ultimi anni stiamo assistendo a un
sempre maggior utilizzo di fitofarmaci e disseccanti,
unito a un forte incremento del numero dei vigneti, che
ormai arrivano a ridosso delle abitazioni. Una
situazione che deve essere regolata al più presto per
tutelare la salute di tutti. Per questo
approveremo un nuovo regolamento di polizia
rurale e poi ci attiveremo per creare una
Commissione permanente, che monitori i risvolti negativi
dellutilizzo di questi prodotti sullambiente».
E
in provincia di Verona come va?
Innanzitutto è il caso di ricordare che l Italia
è tra i paesi nei quali si registra il più elevato
consumo di fitofarmaci a livello mondiale.
Nel 2007 la quantità complessiva di fitofarmaci venduta
solo in Veneto è stata di 14.936.186 Kg. Di questi
6.722.975 sono stati venduti in provincia di Verona.
I fitofarmaci sono divisi in classi di pericolosità: molto
tossici, tossici, nocivi,
ecc.
Su
un totale di 355.144 kg di prodotti molto tossici,
249.085 kg sono stati venduti a Verona.
Si evidenzia che la maggior quantità di prodotti
commerciali classificati Molto Tossici
venduti nel territorio veneto è concentrata nella
provincia di Verona, in particolare i valori
più elevati si riscontrano presso l Azienda ULSS
21 Verona e ULSS 22 Bussolengo.
Ma Verona è in testa anche con i prodotti Tossici (815.340
kg su 1.016.935 kg complessivi) e Nocivi
(782.762 kg su 1.558.492 kg complessivi).
Un altro dato molto indicativo è che Verona e Rovigo
commercializzano il 73,2% dei prodotti molto
tossici e tossici di tutto il Veneto.
Per capire meglio di cosa parliamo, dobbiamo tener
presente che i prodotti commercializzati in Veneto sono
così suddivisi:
- Anticrittogamici 60%
- Diserbanti 11%
- Insetticidi 11%
- altri 18%
Un altro criterio di classificazione si riferisce ai principi
attivi contenuti nei fitofarmici. Anche qui il
dato è allarmante: in tutto il Veneto Verona ha il 45,3%
dei principi attivi venduti, Belluno 0,2%, Treviso 22.6%,
Vicenza 6,5%
Questi dati sono stati pubblicati su:
I prodotti fitosanitari nel Veneto 2003-2007
Arpav - Regione Veneto
A nessuno sarà sfuggito che a Verona si impiegano più
del doppio dei fitofarmaci che si impiegano a Treviso, ma
dalle nostre parti nessuno sembra preoccuparsi della
enormità di quesi numeri.
Nel prossimo articolo parleremo degli effetti che questi
prodotti chimici hanno sul nostro organismo.
Poi parleremo della espansione dei vigneti negli ultimi
10 anni e dei milioni di euro erogati in contributi ai
viticoltori.
Per ultimo ci soffermeremo sulla spaventosa quantità di
vino invenduto negli ultimi 3 anni (3 milioni di
bottiglie di amarone) e sui prezzi attuali dell' uva,
nonchè sulla percentuale di uva non raccolta nel 2009.
sabato 17 ottobre 2009
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