Pescantina: senza discarica non si vive

 
 






La discarica di Balconi è proiettata verso un folgorante rilancio. Siccome si spendono 3 milioni all’anno per evitare che il percolato vada ad inquinare la falda sottostante, ecco spuntare la genialata che solo poche menti elette possono partorire: riaprire la discarica in modo da avere gli introiti necessari a pagare il malfunzionamento della discarica vecchia. Ad una mente non contorta (e non affogata dalla politica) verrebbe immediatamente da chiedersi: chi è stato a gestire lo stoccaggio di rifiuti che così tanti problemi sta creando? Ha un nome questa società ? Se non ha eseguito i lavori come avrebbero dovuto risultare, perché non le si possono chiedere i danni? Quale amministrazione accetterebbe di ricostruire a proprie spese un ponte caduto per l’incapacità e i calcoli sbagliati di un’impresa di costruzioni?

Rifiuti speciali NON PERICOLOSI. Che cosa finisca dentro a questa classificazione, solo Dio lo sa. Tanto per intenderci, quello che rimane come residuo di un inceneritore, rientra in questa categoria. Si chiamano Ceneri Pesanti e solo recentemente ne è stato vietato l’utilizzo nel processo di produzione del cemento a Fumane. Provate solo ad immaginare che cosa ci può essere dentro a questo che è giustamente definito “il rifiuto dei rifiuti”. La classificazione tra PERICOLOSI e NON PERICOLOSI è un elenco infinito che sembra fatto apposta per infilarci dentro quello che si vuole. I rifiuti pericolosi (
quelli scritti in rosso e con l’asterisco) non hanno alcuna specifica del perché siano da considerare tali. E’ un elenco con le maglie talmente larghe che qualsiasi residuo di lavorazione può essere inserito in una categoria di rifiuti non pericolosi.


Daneco. Un nome, una garanzia. Non so esattamente come ci entri la Daneco dentro alla cattiva realizzazione della vecchia discarica. Se la responsabilità della perdita di percolato è sua, non vedo perché non ne debba sostenere anche i costi. E’ una società molto BEN CONOSCIUTA nel mondo della raccolta dei rifiuti e della realizzazione di inceneritori. Sulle imprese dei fratelli Colucci, di Napoli, ci sono notizie tutt’altro che rassicuranti. (
Nota 1 - Nota 2)
E comunque, al di là della reputazione, come si fa ad accettare un nuovo progetto da parte di una società che ha già dato prova di non saper fare il proprio mestiere? E’ ormai chiaro a tutti di che cosa vivono società come la Daneco: di spazi dove poter scaricare dei rifiuti. Non vogliono altro, perché sanno perfettamente che, una volta ottenuta l’autorizzazione, lì dentro poi potranno scaricare tutte le schifezze più immonde e le faranno passare per i
SOLITI RIFIUTI NON PERICOLOSI.

A Pescantina è nato un gruppo che si chiama
Noi Pescantina-Lab. E’ un gruppo di cittadini che NON ACCETTA la bonifica proposta dalla Daneco, NON ACCETTA il metodo con cui Reggiani sta gestendo il progetto, PROPONE un’alternativa (che ovviamente non può piacere a quelli imbrigliati nel DANECO-PENSIERO.

Ecco il testo della loro contestazione.


Ca' Filissine: questa bonifica non ci piace !

Il gruppo NoiPescantina ( gruppo di cittadini )
è nettamente contrario alla bonifica cosi come presentata
in teatro comunale Lunedi 26 Settembre. Il concetto stesso di Bonifica
deve passare per un'opera che mette in sicurezza l'area e non che attenta
alla salute dei cittadini.


La bonifica dell'ex vigneto ferrari, movimenterà centinaia di migliaia DI M3
di rifiuti, vecchi di 30 anni, stoccati negli anni 80 e con sistemi che non sono certi
quelli attuali. Quindi non sappiamo esattamente cosa c'è li sotto,
non abbiamo idea di quale situazioni si potrebbero innescare,
vista in particolare la vicinanza di ca' filissine al centro abitato.

Qui ci pare chiaro che le situazioni potenzialmente pericolose per la salute dei
cittadini sono tante:
- dalle emissione incontrollata e non captabile di biogas in aria,
- dalla liberazione di una serie di sostanze, alcune potenzialmente tossiche
- dalla presenza di camion ( abbiamo fatto un conto a grandi linee :
pensaimo che si possano spostare fino a 12000 automezzi )
- Si parla di deposizione di rifiuti speciali, ma la classificazione
di questi rifiuti include rifiuti da ospedali, ethernit, fonderie.


insomma come ha detto il sindaco , si parla di rifiuti inodore, ma che potrebbero avere
in essere inquinanti a concentrazioni altissime.

In piu', qui si parla di un disagio temporaneo di 18 mesi, ma chi lo dice ?
Si parla apertamente di uno studio sperimentale fatto di molti se e molti ma,
e di condizionali, che non danno certezze. La popolazione è giustamente
spaventata.

Inoltre riteniamo che il comune non abbia agito in modo corretto nei confronti
della cittadinanza, non rispettando per esempio la convenzione di Aarhus,
in vigore dal 2005 e che pone vincoli chiari in termini di decisioni sulla
salvaguardia dell'ambiente nel territorio dove vivono i cittadini.


La nostra proposta è semplice:
1) riteniamo necessario approfondire la
questione della posizione esatta dell'inquinamento del percolato, attraverso
la tecnologia dei "liquidi traccianti", che se fatta, potrebbero dare risposte
certe sulla "direzione" dell'inquinamento, ed un costo che stimiamo in 50 mila euro,
contro i milioni prospettati per la bonifica.

2) Avviare un sistema di bonifica in loco che permetta di ricavare acqua dal percolato
effettuando la decontaminazione di quello attualmente presente in discarica ed eliminando
in questo modo gli alti costi del trasporto del materiale contaminato.
Lo fanno da oltre vent’anni in diverse parti del mondo Italia compresa: "
Discarica di Strillaie, Grosseto /Pietramelina a Perugia /
Riomarsiglia a Genova / Cagli a Pesaro Urbino" .
In questo modo si otterrebbe acqua microbiologicamente pulita, da immettere in “ circolo “
per l'agricoltura, in piu' ( ri )depositando i fanghi di lavorazione ( puliti )
in discarica. Il sistema si chiama Waste Water prodotto dalla roche marine di genova


3) Visto il volume dell'area, abbiamo sviluppato insieme a Antonio Brescia di IDV PESCANTINA
(attenzione che non siamo ne amici ne nemici di nessuno, ma IDV è stata l'unica a paventare un progetto alternativo)
un progetto per un impianto fotovoltaico da 4 Mw, che sarà in grado di rimpinguare
le povere casse comunali fino a 1 milione annuo per i prossimi 20 anni.

In piu' con l'energia prodotta e lo scambio sul posto il comune potra' pagarsi e
sostenere i costi economici dell'impianto waste water, che si stimano in 10-12 euro,
(costo medio ) per metro cubo di percolato lavorato .


Si tratta di 3 soluzioni semplici ed economiche, rispetto le attuali,
che porteranno beneficio, non inquinano, salvaguardano il nostro territorio e sopratutto
lasceranno al comune un valore aggiunto una volta terminata la produzione di percolato
(stimata attorno ai 20-30 anni)






venerdì 30 settembre 2011

 
 
     
 
     
     
 

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