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Buon Anno da Riccardo Anoardo
I tempi cambiano e viviamo periodi nei quali ci si sente
trascinati controvoglia dalla corrente, tutto sembra
sfuggirci e non si ha nemmeno la volontà di cercare un
appiglio.
Ripenso a quanta rassegnazione ci si sentiva raccontare
su Marezzane....."è già tutto deciso",
sindaci "vogliosi" di cambiamento ma
"impotenti" ci propinavano la filastrocca
"non possiamo fare nulla....", memorabili le
promesse di altri "vigileremo!!!!!"
Ripenso all'ostinazione di quanti amano fisicamente,
sensualmente la propria terra, a noi creduloni,
stupidamente convinti che ci sia un modello economico che
non preveda il solito consumo di territorio e di risorse.
Ebbene, liberatoriamente, questo periodo è chiuso.
Questo malandato paese ha un'anima, ha istituzioni
vilipese ma governate con il senso di responsabilità, ha
risorse culturali, ha una Storia. Nel 1948 chi ha scritto
l'art. 9 della Costituzione si ritrovava in un paese
semidistrutto ma riconosceva la ricchezza artistica,
culturale, paesaggistica e naturale che doveva e deve
tuttora essere difesa e salvaguardata. Di ferite mortali
al paesaggio della nostra amata Italia ne sono state
inferte fin troppe, ora basta. Vorrei che fosse alla fine
anche la stagione di quanti hanno tentato di scassare
giuridicamente questo paese, di quanti hanno umiliato le
Istituzioni che rappresentano in favore di potentati, di
questa o quella lobby. Vorrei che tornassimo ai valori
che stimolarono la stesura della Costituzione e di
quell'articolo, vorrei in chi ci governa saggezza e
dignità.
Guardare avanti, progettare un'Italia diversa e più
moderna, senza essere consapevoli di ciò che eravamo è
un azzardo.
Mi sono imbattuto per caso nella testimonianza che
allego.......non c'è bisogno di commento.

lunedì 2 gennaio 2012
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