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Chiara Matteazzi e Ugo Soragni. Luna
presidente dellEnte Parco dei Colli Euganei, laltro
direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici
del Veneto, hanno spianato la strada alla riconversione
industriale chiesta dalla Italcementi. Affascinati dal
Revamping, sono le prime pere cotte uscite dai forni non
ancora allestiti.
Chiara Matteazzi a maggio 2010 era assolutamente
contraria al progetto. Poi, si sa, sulla via di Damasco
può succedere di tutto. La folgorazione è avvenuta
così dimprovviso che non cè stato nemmeno
il tempo per avvertire i sindaci dei comuni interessati.
Italcementi verserà al Parco un milione e si
impegna a dismettere e smantellare definitivamente
limpianto fra 30 anni.
E qui entra in ballo un altro protagonista, Ugo Soragni
appunto. Nonostante il parere negativo della
Soprintendenza, il nostro così si esprime: «
il
progetto modifica «positivamente», dal punto di vista
del paesaggio, l'impianto esistente. Questo perché
prevede la demolizione di una parte delle attuali
strutture, e adotta soluzioni per la mitigazione delle
sagome attraverso rivestimenti «cromaticamente idonei a
ridurne l'impatto visivo». Lo sviluppo della «famosa»
torre da 89 metri, per Soragni, «si accompagna ad una
qualità architettonica apprezzabile, in linea con le
tendenze dell'architettura contemporanea che
attribuiscono alle strutture verticali ad elevato
contenuto tecnologico la funzione di riqualificare siti e
luoghi deteriorati o caratterizzati da debolezze o
marginalità di disegno».
Al di là di questo splendido esempio di parole messe
assieme solo per far uscire un suono qualsiasi dallo
sfintere orale, il nostro Soragni canta vittoria per un
altro splendido risultato ottenuto: la riduzione da 30 a
28 anni della durata dellimpianto.
Questa è una breve storia che ci fornisce qualche
indicazione. La Italcementi va per la sua strada. E anche
fra trentanni continuerà a seguire la strada che
giudicherà più conveniente. Se a Monselice e comuni
vicini saranno morte alcune migliaia di persone per linquinamento
prodotto, non sarà di sicuro la Italcementi a
risponderne. A suo tempo saprà addomesticare
lentità responsabile dei controlli.
Piccoli Marchionne crescono. Piccoli Marchionne
ricattano. Piccoli Marchionne se ne fottono di qualche
migliaio di morti sul campo. E il costo del
PROGRESSO.
giovedì 13 gennaio 2011
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