| |
Quale è il messaggio subliminale che ci
inviano Tosi e Paternoster con il loro
"scravattamento"? Siamo talmente presi dal
"fare" che non abbiamo tempo da perdere con la
cravatta? Così sbracati diamo l'idea di essere più alla
portata di tutti? Forse ho capito: NON CI INTERESSA LA
FORMA, NOI BADIAMO ALLA SOSTANZA.
Ai toni apocalittici usati da Paternoster sul Verona
Fedele, Luca Salvi risponde in modo educato e competente.
A voi decidere chi vi sembra più credibile.
Gent.mo
Dott. Salvagnin, gentile Redazione di VR Fedele,
ho letto sull'ultimo numero di VR Fedele (30 gennaio
2011) il servizio "Chi tocca Cà del Bue brucerà
all'inferno!". Anch'io trovo decisamente
"accesi" e fuori misura i toni di alcune delle
lettere citate. Penso sia molto più utile ed efficace
esprimere le proprie idee senza invettive o condanne
sommarie al fuoco eterno, tanto più quando si ha a che
fare con uno che si chiama Paternoster! Conviene dunque
moderare i toni, altrimenti ci si espone al ridicolo e si
rischia di far passare in secondo piano le pur legittime
preoccupazioni e perplessità di moltissimi cittadini e
associazioni ambientaliste.
Fatta questa doverosa premessa, vi chiedo di concedermi
un piccolo spazio per provare ad esporre le ragioni per
cui, a mio modesto parere, è giusto opporsi
all'incenerimento dei rifiuti e scegliere invece il
"modello Vedelago". L'incenerimento dei rifiuti
è un errore, uno spreco di risorse e un pericolo per la
salute e per l'ambiente. Paternoster è andato fino in
Israele tornando deluso dal trattamento dei rifiuti a
freddo. Si faccia allora un giro dalle parti di Treviso
dalla Dr.ssa Carla Poli, che sarà felice di fargli
visitare il suo Centro Riciclo di Vedelago
(www.centroriciclo.com) e di mostrargli come il
trattamento meccanico-biologico consenta già oggi e in
Italia, senza andare tanto lontano, di riciclare fino al
99% dei materiali. Come afferma la Dr.ssa Poli, i rifiuti
non esistono, esistono solo materiali da recuperare. Da
recuperare e non da respirare dopo averli inceneriti e
dispersi nell'atmosfera, perchè tanto bene alla salute
non fanno. Anche se le emissioni sono entro i limiti di
legge... perchè anche la legge ha i suoi limiti!
Esemplare, al riguardo, la storia dell'amianto: benché
sin dal 1962 fosse noto in tutto il mondo che le fibre di
amianto provocano una grave forma di cancro, il
mesotelioma pleurico (oltre alla classica asbestosi), le
aziende Eternit e Fibronit continuarono a produrre
manufatti sino al 1992, tentando di mantenere i propri
operai in uno stato di totale ignoranza circa i danni a
lungo termine che le fibre di amianto provocano, al fine
di prolungare l'attività dello stabilimento e quindi i
loro profitti. Con il materiale Eternit furono realizzate
tettoie ma anche fioriere e sedie da spiaggia! Ci sono
dunque voluti 30 anni e migliaia di morti perchè il
Legislatore facesse chiudere le fabbriche. Migliaia di
morti "a norma di legge", i cui responsabili
sino ad oggi non sono stati praticamente perseguiti.
Se vogliamo evitare il rischio che la storia si ripeta,
è meglio applicare sempre il principio di precauzione, a
maggior ragione perchè oggi la nostra città ha il poco
invidiabile primato regionale nell'inquinamento
atmosferico. L'impianto di Vedelago a Treviso è un
centro di eccellenza riconosciuto a livello europeo,
eppure non gode di nessun incentivo statale, a differenza
degli inceneritori. Non servono nuovi inceneritori, non
ha senso attivare l'inceneritore di Cà del Bue. Servono
100 centri come quello di Vedelago, uno per ogni
provincia italiana! E occorre anche rivedere il nostro
modello economico e di vita, ridurre a monte la
produzione di rifiuti, limitare l'utilizzo della
plastica, tassare gli imballaggi inutili e ingombranti e
attuare una seria raccolta differenziata. Con le
discariche e gli inceneritori, ci guadagnano solo le
eco-mafie e i soliti imprenditori. Con il riciclaggio dei
rifiuti si possono creare nuovi posti di lavoro e si può
anche guadagnare, ma nel rispetto della salute, della
collettività e dell'ambiente. Dunque NO allo spreco di
risorse e NO agli inceneritori, SI' alle tre R: ridurre,
riutilizzare, riciclare e SI' al sistema "Rifiuti
Zero".
Cordiali saluti,
Dr. Luca Salvi
MDF Verona
www.decrescitafelice.it
martedì 8 febbraio 2011
|
|