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Avete presenti i muraglioni di cemento
"piastrellati" di sasso ? Bene, ne potete
godere un fulgido esempio alla Fontana di Pezza, comune
di Marano. E' la tipica espressione del vorrei ma non
posso, del taroccato dei cinesi, del suv coreano da
quindicimila euro ma che è grande come quello tedesco da
settanta. Il prossimo passo saranno muri, sempre di
cemento, con "plastica da parati" col disegno
delle marogne vere.
Non sono cose da niente. I Lavatoi di Pezza erano a pieno
titolo un pezzo di storia, avevano una loro collocazione,
un loro fascino persino con le "veriòle" che
spuntavano dai muri, con un selciato sconnesso e con le
pietre dei lavatoi non più perfettamente allineate.
Eppure su questi scorci caratteristici evidentemente non
vigila nessuno. Possono essere stravolti dall'ultimo
architetto di passaggio e "rimessi perfettamente in
ordine". Nessuno di costoro ha una minima sintonia
con gli edifici circostanti, nessuno è capace di leggere
quanto c'è ancora scitto nei manufatti lì attorno,
nessuno ha rispetto per la collocazione di una fontana in
un determinato contesto.
Adesso i lavatoi di Pezza sono diventati l'esposizione
permanente del falso, del banale, del tanto a poco
prezzo. Le vecchie pietre dei lavatoi sono quasi di
disturbo a queste muraglie perfette, uniformi, allineate
e "pulite". Il paesaggio della Valpolicella, in
balìa di progettisti che riescono a concepire "La
Fermata di Pietra" di San Rocco, il Totem-Lampione
della rotonda di Rugolin e le simil-marogne piastrellate,
corre molti più pericoli di quanto si possa immaginare.
Perché qui non è assolutamente questione di cultura. E'
solo e semplicemente un fatto di BUON GUSTO. Che
evidentemente l'amministrazione di Marano NON HA.
Palesemente VERE

venerdì 23 luglio 2010
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