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"Negrarizzazione di qualità" è
un ossimoro. Come brivido caldo e urlo silenzioso. O
come un posacenere con il divieto di fumare sul fondo. La
comunicazione si evolve.
Pat Pat a Dal Negro.
VALPOLICELLA
Cambiare
il Pat? «Si riapra la concertazione»
NEGRAR. Lassociazione Lessinia Europa
diffida il sindaco Dal Negro e chiede chiarezza su
procedure e vincoli
Su Pat e Piano casa, l'associazione Lessinia
Europa chiede al Comune di Negrar chiarezza su
procedure, vincoli e tempistiche. Dopo aver partecipato
per oltre due anni alla fase di concertazione relativa al
Piano di assetto del territorio stilato dalla precedente
amministrazione e approvato lo scorso 18 giugno, ha
protocollato sia al municipio che in Regione un documento
in cui diffida il Comune ad apportare modifiche al Piano.
«Se l'intendimento dell'amministrazione del sindaco
Giorgio Dal Negro è modificare quel Pat», puntualizza
l'ingegner Emanuele Napolitano, «allora
dovrà essere formalmente riattivata la fase di
concertazione aperta a tutti i cittadini e alle
associazioni, così come previsto dalla legge
regionale 11 del 2004. A quel punto vi prenderemo parte e
diremo la nostra, così come abbiamo fatto tra il 2006 e
il 2009».
Secondo Napolitano e il geologo Tomaso Bianchini
la legge del Veneto in materia urbanistica è molto
chiara su questo punto, lo stesso che era stato
sottolineato settimane fa in Consiglio comunale
dall'esponente della minoranza Fausto Rossignoli,
contrario all'idea di una commissione di tecnici e
consiglieri messa in piedi da Dal Negro per cambiare
alcuni passaggi del Pat.
La puntualizzazione dell'associazione verte sulla
procedura da seguire, dunque, non sui contenuti o le
scelte politiche che starebbero alla base delle
modifiche, sulla «negrarizzazione di qualità» di cui
ha parlato il sindaco o sulla riduzione delle aree a
rischio idrogeologico con un'espansione invece di quelle
edificabili. «Non discutiamo la volontà di rimettere
mano al Piano e al momento non entriamo nel merito di
scelte che ancora non conosciamo», continua Napolitano,
«ma per fare modifiche è necessario riaprire la
concertazione. Non si procede a suon di commissioni».
«Dietro al Pat già firmato c'era il lavoro di tante
associazioni e persone», sottolinea Bianchini. «È una
questione tecnica da cui non si può prescindere. L'iter
va seguito come prevede la legge». In questi anni
Lessinia Europa ha sostenuto la necessità di norme
omogenee per il territorio collinare, al di là dei
confini tra Negrar o Verona, dal momento che certe
caratteristiche ambientali non seguono di certo le
ripartizioni amministrative. Su questa scia, ora si
chiedono anche cosa farà il Comune di Negrar per il
Piano casa. O meglio, dove deciderà di applicarlo e in
quali zone, invece, porrà il veto. «Vanno tutelate
alcune aree di pregio e tutta la dorsale di Montecchio e
Fiamene, con la frazione di San Peretto e la località di
San Ciriaco», dichiara Bianchini, «oltre che i centri
storici di Negrar, Fane e Prun, dove magari si potrà
qualificare».
Anche in questo caso, l'associazione invita
l'amministrazione negrarese a trovare una continuità con
Verona, che del Piano casa ha già definito aree
vincolate e tempi di applicazione. «Naturalmente
il nostro è un richiamo anche agli altri Comuni della
Valpolicella», conclude, «perché non passino questo
documento sotto silenzio, che varrebbe come un assenso
incondizionato, e dimostrino quali scelte intendono
adottare per il territorio dopo che alcuni politici hanno
perorato addirittura una moratoria di cinque anni sulle
nuove costruzioni».
Bianchini si riferisce in particolare al sindaco di San
Pietro in Cariano, Gabriele Maestrelli:
lo scorso anno da coordinatore carianese della Lega nord
aveva dichiarato l'assoluta necessità di uno stop
dell'edilizia, intendimento che ha ribadito come
primo cittadino. «Chiediamo che non sia una
battaglia ideologica, ma pratica», concludono i
rappresentanti di Lessinia Europa.C.M.
domenica 18 ottobre 2009
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