Se tu fossi proprietario di un Cementificio

 
 




Sei proprietario di un Cementificio in Valpolicella. In Valpolicella questo Cementificio non lo vogliono più perché è palese che non è una terra vocata al cemento bensì al vino di altissima qualità. Mentre all’inizio tutto filava liscio e le autorizzazioni te le offrivano su piatti d’argento, adesso le cose si complicano e le autorizzazioni te le danno a fatica e magari dopo un po’ te le tolgono anche. Hai ovviamente alcune opzioni.

Opzione n. 1
Fai finta di niente, continui ad accusare gli ambientalisti di terrorismo (grande novità), ripresenti il progetto con qualche variante apparentemente sostanziale, cerchi la sponda di qualche politico compiacente (nel senso di quelli che leggono le “carte” ma non le capiscono), ribadisci che il rinnovo dell’impianto lo si fa “per il bene” dei valpolicellesi, ripeti ossessivamente che MAI E POI MAI diventerà un Coinceneritore, ribatti che si tratta di rifiuti NON PERICOLOSI; e poi, alla fine, usi il solito efficacissimo grimaldello per arrivare dritto alle coscienze: la Questione Occupazionale.

Opzione n. 2
Da proprietario, ti poni il problema dell’efficienza e dell’efficacia della tua Dirigenza. Sono le stesse persone ad aver scelto e attuato le strategie che hanno portato alla situazione attuale. Sono stati all’altezza ? Hanno saputo “leggere” in modo corretto le aspettative della gente? Sono stati impeccabili nella presentazione del progetto di rinnovamento?
Sono stati bravi a convincere i sindaci di Fumane e di Marano che era un business da non perdere. Sono stati bravi a convincere la Provincia (anche senza il Tavolo) che, nonostante le palesi contraddizioni, il progetto andava approvato. Eppure qualche cosa non ha funzionato.
Continui ad avvalerti di persone che invece di risolverti i problemi, te li creano ?

Opzione n. 3
Sposti il Cementificio da un’altra parte. Ti rendi conto che è sempre più difficile, però è anche vero che a Mariana Mantovana gioiscono e incrementano la popolazione grazie agli introiti di una mega-discarica. La questione materia prima rimane. Però è anche vero che, con questo risparmio della materia prima che stai decantando da anni (e che infili dentro - altro grimaldello – ad ogni richiesta di rinnovamento degli impianti) di marna ne serve sempre meno. Rimani comunque un BENEFATTORE perché riesci a ficcare nel cemento tutte le porcherie che escono dall’industria. Questo lo capiranno anche coloro che continuano ad accusarti ! O no.

Opzione n. 4
Abbandoni il cemento e diversifichi. Nel giro di 10 anni il cemento arriverà da chissà dove e avrà un prezzo assolutamente competitivo. I tempi d’oro dell’edilizia e dei grandi lavori non torneranno. Quindi, al di là della crisi odierna, il consumo di cemento sarà in calo. Sei diventato così bravo nei RIPRISTINI e nelle MITIGAZIONI che potresti farle per terzi e farti pagare profumatamente (c’è tutto il Pastello da ripristinare, per restare in zona). Potresti dedicarti alla nuova edilizia quella sempre meno grigia e sempre più verde, alla bioedilizia che ha un valore aggiunto molto interessante. Sarebbe anche una specie di nemesi e quindi … se credi in un Paradiso per cementieri…

Opzione n. 5
Vendi tutto e, se proprio non puoi stare senza cemento, apri un Cementificio a Shanghai. Se ci pensi bene, a Fumane ci eri venuto perché le prospettive di crescita della zona erano superallettanti. Adesso qui c’è già tutto pieno. E poi, non resterai solo per la prospettiva del Buco delle Torricelle? Quanti buchi ci vogliono per assorbire la produzione di Fumane ?
Shanghai, Shanghai !






sabato 5 marzo 2011

 
 
     
 
     
     
 

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