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A volte mi
chiedo perché nei film degli anni 50-60 alle venete
venisse riservata la parte di servetta e ai veneti, al
massimo, quella di carabiniere. Poi mi guardo intorno e
... capisco.
Si fa fatica a vergognarsi di essere veronesi. Eppure ci
sono momenti in cui non c'è via di scampo.
L'Arena con l'ombrello, i turisti multati per i panini, i
divieti per tutto ciò che fa più rumore di un sospiro,
i ragazzi che non possono organizzare nulla perché
"disturbano", uno sceriffo come sindaco. Una
Verona a misura di vecchi, di benestanti incazzosi che
hanno paura della loro ombra, di servette e carabinieri
che finalmente si godono la pensione.
Bene, togliamo spazi ai giovani, aumentiamo i divieti,
facciamola diventare, questa nostra Verona, un
megaospizio dove tutto dorme, tutto è tranquillo, dove
nemmeno l'acqua che viene dal cielo può permettersi di
infiltrarsi tra i gradoni dell'Arena.
Povera Arena, vissuta serenamente per 2000 anni. Poi
finita nelle mani di un sovrintendente.
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