| |
E da giorni che limmagine dei sindaci attorno
alla carta della Valpolicella mi ossessiona. Coloro che
dovrebbero preoccuparsi del bene della nostra Comunità,
sono riusciti ad elaborare queste fantastiche strategie:
1 Leconomia va sostenuta con lennesimo
sviluppo edilizio (Negrar, SantAmbrogio,
Pescantina), come diceva fino a poco tempo fa il povero
premier spagnolo, smentito da una catastrofe economica
2 La grande mucca della Cementirossi, capace di
fornire latte a due interi comuni, va strenuamente difesa
e foraggiata
3 Facciamo nuove strade per risolvere il problema
della viabilità. Il retropensiero ormai noto anche ai
bambini delle elementari è: siccome non cè un
soldo, facciamoci regalare la strada dallImpresa
e in compenso diamole la possibilità di costruire altri
3-4-500.000 metri cubi di case.
4 Dove proprio non si trova ilbenefattore
ricorriamo al project financing, formula magica che
dovrebbe prevedere il pagamento di un pedaggio per gli
utenti (Buco delle Torricelle) ma che contiene in sé
tante altre sottoformule magiche, sempre di
compensazione e altro.
5 Portiamo i fanghi dei marmisti a Fumane, così
risparmiamo sul trasporto.
Queste sono le elucubrazioni mentali dei nostri
Illuminati Amministratori. Sono trentanni che si
parla sempre delle stesse cose. Sono trentanni che
assistiamo impotenti alla devastazione della
Valpolicella. Sono trentanni che il territorio
subisce le violenze di amministratori a cui interessa
solo far vedere quanto sono stati bravi per essere
rieletti. E noi, cittadini coglioni della Valpolicella,
sono trentanni che li votiamo.
Riporto (e ripeto) un brano elaborato e condiviso dalla
Diocesi di Padova, contro la richiesta di rinnovo degli
impianti del cementificio di Monselice. Poiché è ormai
lampante che, anche in questo caso, la produzione di
cemento diventa secondaria rispetto al business di
bruciare rifiuti, il documento, fatto leggere in tutte le
parrocchie del basso padovano, così recita:
"Riteniamo fortemente limitante e
potenzialmente pericoloso assecondare tout court le
richieste unilaterali di singoli operatori economici,
senza avere preventivamente delineato, a livello
politico, una progettualità a lungo termine, condivisa,
vincolante, e ancorata ai valori sopra richiamati"
scrive il Consiglio Pastorale. "Questa situazione
deve essere colta come una grande occasione per ripensare
una crescita economica, civile e sociale, in grado di
promuovere, attraverso lelaborazione di un nuovo
piano di sviluppo dellarea, maggiore occupazione,
mediante la valorizzazione di settori tecnologici,
paesaggistici ed ambientali che esaltino le peculiarità
di questo territorio. La politica, nella sua più
virtuosa espressione di servizio al bene comune, deve
riappropriarsi del ruolo di governo delle scelte
economiche".
Perché i sindaci della Valpolicella non si trovano
attorno ad un tavolo (questa volta seduti) a discutere in
modo serio e competente di uno sviluppo del territorio
che NON PUO PIU ESSERE quello degli ultimi
trentanni ? Perché non sono abbastanza onesti da
riconoscere che questa non è la solita crisi passeggera
? Perché non capiscono che è adesso che bisogna pensare
ad una nuova economia per la Valpolicella ?
Babbo Natale è andato in pensione, caro Bianchi. Provi
ad uscire da questa logica parassitaria.
sabato 19 giugno 2010
|
|