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Marezzane più che una collina è unidea, è un
concetto, è un principio. Marezzane è un atto di resistenza
civile, è una dichiarazione damore, è il simbolo
di quanti non vogliono più che la propria terra venga
conquistata in nome di industrie strategiche
e scempiaggini del governante di turno.
Marezzane è ancora in bilico tra le carte della
Soprintendenza. Pensa e ripensa, la Soprintendente (o
magari il funzionario suo capo) si ritrova con una patata
bollente e fumante che non sa a chi passare. Infatti la
sopraggiunta sentenza del TAR ha caricato ulteriormente
di significati la decisione di concedere le escavazioni a
Marezzane oppure no. E vero che le strade del
Signore sono infinite, ma una decisione di permettere la
devastazione e disintegrazione della collina avrebbe un
effetto esplosivo.
Cementirossi rimane appesa a questo filo sottile. Ammesso
che ottenga il permesso dalla Soprintendenza, dovrà
presentare un nuovo progetto di rinnovamento degli
impianti, una torre meno impattante, nuove
promesse di bruciare rifiuti non pericolosi
(tipo le ceneri pesanti, per capirci). E la storia
ricomincerebbe: autorizzazioni, ricorsi, sentenze,
blocchi, contestazioni.
Con il passare del tempo cresce la presa di coscienza
degli abitanti della Valpolicella e, recentemente, anche
quella di politici che si dicevano indisponibili a
mettere in discussione la sopravvivenza del cementificio.
Cementirossi non può più dettare le sue condizioni;
adesso le condizioni le pongono gli abitanti di una terra
che non vuole più essere avvelenata sotto il ricatto dei
posti di lavoro.
Marezzane, fino a pochi mesi fa, era stata messa sul
piatto della bilancia come merce di scambio: voi non fate
il Coinceneritore, ma se volete continuate a fare cemento
scavando marna sotto a quella collina. Oggi Marezzane non
può essere fatta entrare in nessun tipo di compromesso.
Cedere su questo punto significa permettere una colonizzazione
per altri 50 anni.
A Marezzane questanno si fa più festa del solito.
La sentenza del TAR è la conferma che i contestatori non
erano terroristi, ma persone preparate, informate,
accomunate da una passione forte. Adesso rimane un ultimo
obiettivo: LIBERARE DEFINITIVAMENTE MAREZZANE e
riconsegnarla alla Terra a cui appartiene.
Sabato 14 e Domenica 15 maggio (il prossimo fine
settimana) vi aspettiamo tutti a Marezzane. Per stare in
compagnia, per scambiarci delle idee, per godere dei
profumi e dei colori che ne fanno un POSTO UNICO.
PROGRAMMA
Due momenti questanno...
Sabato 14 Maggio
Un momento più intimo in cui festeggiare e coltivare
relazioni soprattutto con associazioni e amici impegnati
sul territorio a promuovere e difendere la bellezza e la
salute.
Dalle ore 18 brindisi e riflessioni condivise: il
senso di una vittoria ed esperienze di lotta
popolare a confronto.
Ore 20,00 cena e alle 21,30 una indimenticabile
esperienza cè silenzio e silenzio
immersione nel silenzio di Marezzane alla luce della
luna.
Domenica 15 Maggio
La marcia/camminata a partire dalle 10,00 (alle 11,00 per
i più piccoli alla scoperta della magia del bosco).
Dalle 13,00 porte aperte presso lazienda agricola
Girotto.
Nel pomeriggio tanti momenti diversi per stare insieme e
festeggiare: sapori, relazioni, giochi, musica, danze
popolari, laboratori, visite guidate e incontri con
autori per la presentazioni dei loro ultimi lavori
editoriali.
Tutta la giornata rappresenta anche una tappa di
sensibilizzazione ai referendum sullacqua e
nucleare del 12/13 giugno.
domenica 8 maggio 2011
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