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Marketing e marchètting
Il Marketing allinizio fu una rivoluzione nella
dottrina economica. Si diceva per la prima volta ai
produttori: I tuoi frigoriferi possono essere i
migliori al mondo, ma se vai a venderli agli Eschimesi
non potrai avere successo. Per la prima volta si
diceva: individua pima di tutto un bisogno e
poi corri a produrre ciò che serve per soddisfarlo.
Questo è il Marketing di Philip Kotler del 1967.
In un secondo momento il Marketing subisce una
trasformazione profonda, diventa furbo. I commerciali se
ne appropriano e dicono: va bene individuare i bisogni,
ma
se i bisogni fossimo noi a crearli ?
Continua a chiamarsi Marketing ma, secondo me, non merita
più la M maiuscola.
Diventa comunicazione martellante, lavaggio del cervello,
impegno ossessivo nel colpire le debolezze del
consumatore. Non è nemmeno più importante descrivere le
qualità del prodotto; importante diventa creare
emozioni (le benzine sono tutte uguali: il Tigre
nel Motore diventa lelemento che fa schizzare le
vendite della Esso).
Col passare degli anni dentro al marketing ci si è
ficcato di tutto. Basti pensare che tra i paladini si
possono annoverare i venditori di prodotti cosmetici
presso i parrucchieri. Improvvisamente si autodefinirono
Consulenti di marketing (e io, al colmo della vergogna,
cominciai a farmi chiamare meccanico).
Nelle sue infinite trasformazioni, eccoci arrivati al marchètting.
Pensate alla pubblicità dellamaro dove un co
su un piccolo aereo rosso va a salvare il vaso
.
Messaggio: bevi lAmaro Monte_verde e anche tu ti
sentirai uno strafigo che viaggia dabitudine sul
piccolo velivolo rosso, novello Barone Manfred von
Richthofen.
Nelle sue manifestazioni estreme, il marchètting
è droga pesante. Inibisce la volontà individuale, crea
dipendenza, trasforma le persone in pecore e
successivamente (Giovanardi docet) in larve.
Osservate moltissimi ragazzini nel rapporto col
cellulare. Provate a pensare di farli restare una
giornata senza. Crisi di astinenza, induzione al
suicidio. Quindi è droga allo stato puro.
Tutto questo Gran Cappello perché vengo da più parti
sollecitato sul marketing del Territorio della
Valpolicella. Per quanto detto, rinuncio a questo termine
(la cui fortuna ha una forte componente eufonica come
sinergia, monitoraggio, enogastronomico, backstage) e
parlo volentieri di Arricchimento del Territorio della
Valpolicella. Abbiamo inventato lAmarone,
vuoi vedere che non siamo capaci di inventare una nuova
definizione.
Sollecito tutti (i miei 36 lettori) con le domande:
1 Che cosa serve alla Valpolicella per diventare
affascinante , irresistibilmente attraente
?
2 Turismo enogastronomico. Con le vecchie vasche
da bagno abbandonate nei prati ?
3 Perché non tiriamo fuori i nostri attributi
culturali (pardon) e cerchiamo di arricchire questa
nostra terra con qualche cosa di diverso dal vino
ma che nel contempo lo supporti e lo esalti ?
Chi
saprà far diventare la Valpolicella una
TERRA MAGICA ?
(io un sasso l'ho lanciato)
giovedì 19 novembre 2009
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