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VARIANTE
al progetto iniziale: i viadotti saranno rivestiti in
Pietra e Marmo
Per la rapida ripresa del Settore Lapideo (!) suggeriamo
a Destri di rivestire la Tangenziale di Fumane di pietre
e marmi. Così si otterrà anche un migliore inserimento
nell'ambiente così caratteristico di Monte San Giovanni,
Sottosengia, Pastello, Gorgusello.
Anche la galleria che sbuca in Cementirossi va ovviamente
rivestita in marmo che "tenga lo sporco".
La cosa che mi dà più fastidio è di
dedicare dello spazio del mio sito a queste
sparate-trovate, travestite da brillanti idee; quelle
cose che ci hanno ormai abituati ad esclamare "meno
male che Nereo c'è". Riporto qui di seguito
l'illuminata percezione del sindaco di Sant'Ambrogio e
una replica immediata della Lista Idea Veneto.
Un'ultima considerazione sui Verdi di
Destri e i fanghi gratis. Evidentemente nella sua mente
molto schematica, i Verdi sono tutti quelli che non la
pensano come lui. I Rossi sono i comunisti (da eliminare
insieme ai magistrati) e poi ... il Popolo Eletto degli
Azzurri. Quelli del Fare.
A proposito di Fare i Conti, verifichi bene sindaco
Destri, se è proprio vero che la Cementirossi le ritiri
i fanghi a costo zero. Ad uno che, come lei, oltre che
sindaco è anche imprenditore, sarebbe imperdonabile che
fosse sfuggito questo dettaglio.
Ecco la CHICCA pubblicata da
L'Arena del 23 marzo 2010.
Destri: sì alla tangenziale di Fumane
«Il problema del traffico pesante, grazie a questo
intervento, sarà risolto anche a Negrar e a Marano Le
imprese sono pronte a partecipare alla spesa»
Che la maggioranza del popolo valpolicellese sia pro o
contro il progetto della tangenziale di Fumane non è
cosa semplice da stabilire, per ora. È chiara, però, la
direzione che gli amministratori della Valpolicella
intendono seguire sia per risolvere il problema del
traffico pesante, sia per sostenere lo sviluppo dei
settori lapideo e cave e del cementificio, il quale
utilizzerebbe i fanghi di marmo nella propria produzione.
La nuova strada camionabile fra la Cementirossi, le cave
della Lessinia e le aziende lapidee, non attraverserà
gli abitati di Fumane, Sant'Ambrogio, Marano e Negrar e
nascerebbe come prolungamento del troncone già esistente
della tangenziale di Fumane verso località San
Micheletto, risalendo la Valle del Lena fino all'altezza
di Mazzurega, per raggiungere il cementificio dalla
galleria sotto la collina dov'è situato il santuario
Madonna della Salette. Si parla di un preventivo di spesa
di 40 milioni di euro, di cui circa 27 di base d'asta per
la costruzione dell'opera. Sul progetto interviene il
sindaco di Sant'Ambrogio Nereo Destri, che è anche
imprenditore del settore lapideo, favorevole alla nuova
strada .
Che beneficio trae Sant'Ambrogio dalla nuova tangenziale?
«Abbiamo il problema della pericolosità dei camion che
scendono dalla Lessinia e passano nel centro del paese
attraverso via del Marmo, vicino alla chiesa, alle opere
parrocchiali e all'asilo, su un tratto in forte pendenza.
Le limitazioni che abbiamo imposto hanno ridotto ma non
eliminato il flusso. Il beneficio sarà evidente per
l'eliminazione di pericolo e l'abbassamento
dell'inquinamento. E non solo per noi: il problema del
traffico pesante, grazie a questo intervento, sarà
risolto a Negrar e a Marano, oltre che a Fumane».
Le categorie coi! nvolte sono disposte ad accollarsi la
spesa della strada? «Siamo disposti a dividercela: la
proposta da me condivisa, per esempio, è che una parte
venga sostenuta dal cementificio, una parte da enti come
la Provincia, la Regione oppure il gestore delle
autostrade, visto che l'opera è un prolungamento della
superstrada. E infine una parte dai marmisti: le aziende
sono favorevoli».
Ma il settore non è in crisi? «Il cementificio userà i
fanghi di marmo, cioè lo scarto della lavorazione
lapidea che oggi va in discarica, con costi che
influiscono sui bilanci delle singole aziende anche fino
al 5 per cento. E si capisce che tagliare questa spesa
sarebbe una boccata d'ossigeno. Si tratta di un
trasferimento di investimenti: invece di pagare la
discarica, paghiamo per la costruzione di una strada
utile sotto più punti di vista. Ma i fanghi, sia chiaro,
non sono rifiuti: sostituiranno in parte la marna che ora
viene estratta per produrre il cemento, quindi
l'attività di escavazione si potrebbe ridurre».
Cosa risponde a chi giudica il progetto troppo impattante
per un territorio di grande bellezza, che vanta
coltivazioni e marogne storiche? «La salvaguardia dei
cittadini è prioritaria rispetto a qualsiasi altra cosa.
Anche alle marogne, che non derivano dal Padreterno: e
forse, quando sono state costruite, pure loro erano
considerate da alcuni un elemento di deturpazione.
Bisogna guardare al progresso del territorio, non ci si
può sedere sulle tradizioni e sui sogni. Solo i Verdi
sono contrari: ma i Verdi, spesso, sono coloro che dicono
che bisogna andare in bici, ma poi usano l'auto; che si
deve abbassare il riscaldamento, ma a casa loro tengono
bello caldo. Con le ideologie non si va avanti, occorre
scendere nel concreto».
In quali settori economici sta il futuro della
Valpolicella? «Vitivinicolo e lapideo. Ricordiamoci che,
prima ancora che per il vino, nel mondo eravamo
conosciuti per il marmo. E vista la bellezza del nos! tro
terri! torio, aggiungo anche il turismo, da sviluppare
con progetti come il parco termale di Pescantina, che
spero favorisca l'apertura di strutture di ricezione».
E il progetto della tangenziale non è in contrasto con
la salvaguardia del paesaggio? «Secondo me, no: non
avere più i paesi e le vie invasi dai camion, ma creare
per questi ultimi un percorso dedicato, è un contributo
all'ordine e alla bellezza».
Qualè la sua opinione sul fatto che il
cementificio possa, un giorno, bruciare rifiuti? «Alle
riunioni tra industriali e tra sindaci non ho mai sentito
prendere in considerazione questa ipotesi. Gli enti di
controllo, tra cui l'Arpav, hanno dato il loro benestare
all'ampliamento del cementificio e io mi fido del loro
parere. Non si può impedire a un'azienda di migliorarsi
per la paura che domani potrebbe...».
Risposta
COMUNICATO STAMPA LISTA IDEA
VENETO
Dopo l'intervista pubblicata sull'Arena in data odierna
dal Sindaco di S. Ambrogio di Valpolicella Nereo Destri,
ci permettiamo di rivolgergli alcune semplici domande: i
sindaci sono i padroni o gli amministratori del
territorio? E il territorio deve essere al servizio dei
cittadini o delle imprese? Chi amministra il territorio
deve tenere conto anche delle generazioni future.
Dispiace sentire tanto superficiale disprezzo per le
"marogne", retaggio di una civiltà contadina
che aveva molto più rispetto per il territorio e molta
più capacità di futuro nelle sue scelte. No, caro
sindaco Destri, la sua intervista non preoccupa solo i
Verdi ma ogni cittadino di buon senso che vuole
preservare quel poco che rimane della Valpolicella e
lasciare qualcosa di bello e un pò di ambiente sano e
naturale ai propri figli. E' ora di lasciare questo
modello di sviluppo basato sulle grandi opere e sul
consumo del territorio. Non si tratta di ideologia ma di
buon senso: il futuro della Valpolicella non è
nell'industria pesante ma nell'agricoltura, nel turismo
e, ci permettiamo di suggerire, nella "green
economy": risparmio energetico, riciclaggio spinto
dei rifiuti (Rifiuti Zero), energie rinnovabili (sole e
vento). Come vede non siamo solo quelli del NO ma abbiamo
anche delle proposte concrete e soprattutto un'idea di
futuro ben diversa da quello da lei prospettato, basato
solo su marmo, asfalto, cemento e co-inceneritori!
La Lista IDEA Veneto
mercoledì 24 marzo 2010
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