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Santa Maria Minerbe (diventata Valverde in seguito ad una
sorta di revisionismo cattolico-clerical-negazionista) è
una delle terrazze più spettacolari della Valpolicella.
Lì cè una chiesetta e cè un cimitero
appiccicato alla stessa. In questo cimitero ci sono delle
lapidi che possiamo tranquillamente classificare come
Opere dArte. Però nessuno se ne accorge, a quanto
pare. Sono ignorate, trascurate, sovrapposte da altre
lapidi più recenti. Presumo che mi si risponda: non ci
sono pù parenti che vanno a venerare i loro defunti. E
questo sarebbe un motivo sufficiente per lasciarle andare
in rovina? E molto più semplicemente la solita
mancanza di sensibilità, la incapacità di riconoscere
opere fatte dai nostri progenitori. Lì dietro ci sono
storie di dolore ma sicuramente anche damore di
persone vissute cento anni fa. La lapide riportata qui
sopra è la dichiarazione di un amore disperato di due
genitori che perdono un figlio ventiduenne in guerra.
AL DILETTISSIMO
PAOLO
N. IL 15-9-1897
M. SANTAMENTE IL 26-1-1919
FIGLIO DEVOTISSIMO
GIOVANE DI SANI
PRICIPI RELIGIOSI
CHE PRIMA AGLI AMATI STUDI
POI ALLA PATRIA IN GUERRA
DIEDE ENTUSIASTA
LOPERA SUA INDEFESSA
CHE GLI COSTO
IL SACRIFICIO DELLA VITA
I GENITORI ADDOLORATI
COATI PIO
E PESCI CATERINA
A PERENNE
MEMORIA
Come si fa a trascurare pezzi della nostra storia
recente, come è possibile installare una baracca di
lamiera, pali della luce, scatole di contatori,
strabanali lapidi di neo arricchiti (o forse di chi
vorrebbe dimostrare di esserlo) vicino ad opere di questo
genere ? Come si fa a sovrapporre lapidi di marmi
colorati provenienti da paesi esotici a queste nostre
pietre bianche, eleganti, misurate, trasudanti
laffetto di chi è rimasto ?
(E questa sera, lì accanto, si eseguiranno brani di
bossanova, musica tipica della parte mediana della Valle
di Marano. Cuore della Valpolicella)

martedì 10 agosto 2010
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