Lancini, sindaco di Adro (BS)

 
 








Danilo Oscar Lancini (della Lega) è sindaco di Adro (della Lega) in provincia di Brescia (della Lega). E' tristemente famoso (come esponente della Lega) per aver messo a pane e acqua i bambini (evidentemente non della Lega) che non erano in regola col pagamento della retta (dovuta alla Lega). Siamo in possesso delle sue mutande che ovviamente ... non potevano non essere ... all'altezza (della Lega).
Che cosa contenga il taschino nelle mutande ... è facile immaginare ( a protezione dei superdotati Membri della Lega).



IN PROVINCIA DI BRESCIA
La scuola «appaltata» alla Lega
Il marchio del sole su banchi e cestini

Il sindaco di Adro: il paese mi segue Per poter acquistare gli arredamenti i 6.400 residenti si sono autotassati



ADRO (Brescia) - Il Sole delle Alpi compare ossessivamente riprodotto sulle finestre, agli ingressi, sugli arredi e persino sui contenitori dell'immondizia; il nastro dell'inaugurazione è verde e l'edificio da ieri aperto al pubblico è intitolato a Gianfranco Miglio. Non siamo però nella scuola quadri della Lega Nord, bensì nel nuovo istituto di Adro, scuola pubblica che da quest'anno ospita 650 alunni di materne, elementari e medie. Siamo ad Adro, il comune bresciano salito alla ribalta la primavera scorsa quando il sindaco Oscar Lancini, «padre padrone» di una giunta monocolore leghista, annunciò che avrebbe lasciato digiuni i figli della famiglie non in regola con il pagamento della mensa.

Lancini, leghista a tutto tondo, non solo adesso ribadisce quella promessa ma ieri ha presentato alla comunità la nuova scuola elementare comunale che è in pratica un «tempio» consacrato all'immaginario del Carroccio. Al momento da Adro - paese di 6.400 abitanti circondato dai vigneti della Franciacorta - non si registrano reazioni di sdegno, proteste, prese di distanza. E una ragione c'è: la nuova scuola è stata costruita non solo con una spesa di zero euro per le casse pubbliche ma addirittura con il generoso contributo degli abitanti che si sono «tassati» per acquistare i banchi, i mobili e tutti gli arredi dell'edificio. «Un tempo si diceva che bisognava lavorare per ultimare la chiesa - commenta il sindaco Lancini - in questi mesi io e i miei concittadini lo abbiamo fatto per ultimare la scuola. In tempi di ristrettezze finanziarie abbiamo fatto un miracolo».


Il «miracolo» ha funzionato così: il comune di Adro ha ceduto gratuitamente a una ditta privata le vecchie scuole, consentendo di trasformare la costruzione in appartamenti; in cambio però ha chiesto alla stessa ditta di realizzare la nuova scuola. Che così è nata senza alcun esborso per le finanze pubbliche. Restavano da acquistare gli arredi per aule, uffici e mensa. Il problema è stato risolto con un bando pubblico, con il quale è stato chiesto alle famiglie di Adro di versare contributi volontari per coprire il fabbisogno. Obiettivo ampiamente raggiunto tanto che in cassa sono rimaste alcune migliaia di euro e a ogni donatore è stata intitolata un'aula.
Un trionfo dell'intera comunità, insomma, che però Lancini ha deciso di festeggiare in maniera «muscolare», timbrando ogni angolo della nuova scuola con il simbolo della Lega Nord, intitolando l'edificio a Gianfranco Miglio e facendo ampio uso del colore verde.


Di più: i crocefissi nelle aule di Adro non sono semplicemente appesi al muro ma «imbullonati». «Li abbiamo fissati con le viti - precisa Lancini - perché a nessuno venga in testa di toglierli o di coprirli. Viviamo in uno stato laico ma la nostra religione non si discute, neppure in una scuola frequentata per il 7% da immigrati».
Apoteosi ieri mattina, con il taglio del nastro (verde) e gli interventi del parlamentare bresciano Davide Caparini (Lega Nord) e dell'assessore regionale Monica Rizzi (Lega Nord). Qualche parola spesa per giustificare l'invasione di soli delle Alpi da parte delle autorità? Neanche mezza. D'altro canto questo è il paese dove anche le panchine della piazza riproducono il sole delle Alpi, dove una delle strade del centro si chiama via Padania e dove il comune aveva fatto approvare due delibere (annullate poi dalla magistratura) che escludono i residenti extracomunitari da contributi sociali o per il pagamento dell'affitto.

Claudio Del Frate
Giuseppe Spatola
12 settembre 2010




Cristo non si è fermato a Adro,
comune di Padania. Maroni vorrà pure le impronte dei bimbi?

26-04-2010
di Maria Novella Oppo

Tutti ormai conoscono il caso del paese di Adro (Bs), dove alcuni bambini sono stati esclusi dalla mensa scolastica per punire i loro genitori, che si permettono il lusso di essere poveri. Questo luogo, dove Cristo non si è mai fermato, ha un sindaco leghista, che era presente l’altra sera all’Infedele. Un tipo dalla faccia paciosa, che si è preoccupato di aggiungere alle sue malefatte ormai note anche la lettura di alcuni proclami razzisti. E, soprattutto, si è preoccupato di far sapere che il benefattore intervenuto a sanare il debito dei bambini, benché omonimo, non è suo parente. Non sia mai che qualcuno possa scambiare il sindaco leghista per un essere umano. Di fronte a questa tristissima vicenda, qualcuno tra i finiani presenti in studio si è dissociato, mentre ha approvato la prassi dell’amministrazione di Adro il pdl Stracquadanio, tristemente noto alle cronache televisive perché impedisce a tutti di parlare (e ai bambini anche di mangiare).
Si sa, il miglior veicolo pubblicitario è il calcio. Perciò il ministro Maroni ha pensato bene di apparire nei tg con la sua proposta contro la violenza negli stadi: non basta tenere fuori i tifosi violenti; bisogna impedire l’ingresso anche ai calciatori violenti. Chi non sa dare il buon esempio, fuori! Un’idea tanto bella che bisognerebbe applicarla prima di tutto alla politica e soprattutto ai leghisti. Chi fomenta l’odio e la violenza, con le parole o con i fatti, con gli scritti o con le ordinanze, fuori! A cominciare dal sindaco di Adro, il ridente paesino del Bresciano che ha dato in tv, davanti a milioni di italiani, l’esempio vivente di che cosa può diventare una comunità governata da un razzista. Cominciando fin dalla scuola elementare, dove non bisogna fare comunella in mensa con gli insolventi, perché il ministro Maroni, allargando un po’ la sua visione del mondo, tra poco chiederà le impronte digitali non più ai soli bambini rom, ma a tutti i bambini poveri.



domenica 12 settembre 2010

 
 
     
 
     
     
 

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