Irro, il mio vicino di casa

 
 





Sono le 14.30 del giorno di Ferragosto. Questo che vedete è Irro, il mio vicino di casa. Non si è mai molto inserito nella nostra società, però ha imparato a coltivare le viti. Oggi è proprio una giornataccia. Non c'è nessuno in giro, non si sa cosa fare, dicono che ripioverà. Che vita.
Avesse imparato a fare qualche cosa d'altro, magari a badare alla famiglia, leggere un giornale, cazzeggiare con la televisione saltando da un canale all'altro. Nulla. Gli hanno insegnato a coltivare le viti e quella è la sua fissa.
Leggevo qualche giorno fa di agricoltori preoccupati per il costo (!) dei veleni e per il numero dei trattamenti in continuo aumento. Una volta ne bastavano 4 o 5 con verderame e zolfo, adesso si arriva a 15 con anticrittogamici di ultima generazione (si chiamano così in quanto generatori di tumori, per la felicità dei ....reparti di oncologia).
Irro di questi problemi non ne ha nemmeno uno. Lui le sue vigne le ha già irrorate 45 volte, a conferma dell'alta "professionalità" riconosciuta ai contadini di oggi. Lui non solo ha preso il Patentino; lui ha frequentato l'Alta Scuola di Avvelenamento Integrato e Sistematico (ASAIS) da dove è uscito addirittura con la lode.
Irro è inquieto. Sono due giorni che piove. Adesso è persino uscito un raggio di sole che ha investito brutalmente proprio i suoi vigneti. Come si fa a rimanere con le mani in mano. E poi, insomma, si sa ... quando c'è di mezzo un amore, un sentimento intenso, un legame che cresce di giorno in giorno, come si fa a non rispondere ad un richiamo così potente ?




domenica 15 agosto 2010

 
 
     
 
     
     
 

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