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La grande novità di
questi ultimi giorni è rappresentata dalle folle di
Tunisia e di Egitto che hanno fatto saltare i regimi. Lelemento
comune e di assoluta novità è che lorganizzazione,
i collegamenti, gli accordi per queste manifestazioni di
protesta sono avvenuti attraverso internet e i cellulari.
I giornali, le televisioni, i media tradizionali non si
erano accorti di nulla; o forse non hanno voluto
accorgersene perché condizionati e soggiogati dai poteri
al governo.
Internet, almeno fino ad ora, non può
essere controllato, pilotato, condizionato; sfugge ai
sistemi tradizionali applicati ai mezzi di comunicazione
tradizionali. In internet si incontrano le idee dei
ragazzi (in prevalenza) del mondo, di persone libere che
con una incredibile velocità possono organizzare una
manifestazione di protesta in qualsiasi parte. Il povero
Mubarak, vecchio e poco informato, si era illuso di
sedare la rivolta togliendo al popolo egiziano luso
di internet. Ed è stata la sua fine.
Adesso è la volta dellIran e
chissà come andrà a finire. Cè però questo
nuovo elemento, non previsto dal più attento e
aggiornato politologo: internet che aiuta le popolazioni
giovani ad informarsi, a confrontarsi, a condividere
delle idee, a mettere in atto delle azioni di massa in
grado di sconvolgere equilibri consolidati da trenta e
più anni. I giovani parlano di democrazia, di pulizia,
vogliono cacciare i corrotti e le serve del potere,
vogliono ridare un significato a termini come dignità
che anche qui da noi in Italia sono incrostati dalla
volgarità e dalla menzogna.
Mi piace pensare che anche qui da noi,
attraverso internet, i giovani decidano uno dei prossimi
giorni che è ora di far pulizia. Questi politici che
sono lì da trentanni, di destra, di sinistra, di
centro, devono essere cacciati via, tutti
indistintamente. Non le vogliamo più vedere quelle facce
che ripetono allinfinito le stesse cose mattina
mezzogiorno e sera. I giovani italiani sono già stanchi
e incominciano a rendersi conto che se i vecchi non vanno
in pensione mai si libereranno posti di lavoro che li
possano accogliere.
Ma non è solo una questione
utilitaristica. Hanno capito che nella classe politica cè
del marcio, cè un malaffare che si diffonde, si
radica, si propaga fino ad occupare i centri dove si
dovrebbe decidere il futuro di un paese.
I ragazzi si scelgano uno di loro, scrivano nuove regole,
rottamino questa classe politica arrugginita
e cigolante. LInghilterra con David Cameron ha
scelto uno di 43 anni. Perché non batterla (almeno qui)
di 7 punti con un Matteo Renzi che di anni ne ha 36 ?
mercoledì 16 febbraio 2011
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