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Chi lo va a spiegare a uno come Schifani
che cosa è Internet e come funziona. Quindi va lasciato
(assieme al buon Maroni) nella pia illusione di oscurare
tutto ciò che non gli garba. In nome di quella
democrazia che loro sanno che cos'è e che vivono così
intensamente.
Lasciamoli nella loro originale idea di incanalare
l'oceano, di imporre crocefissi, di ripulire la società,
di mettere il bavaglio a tutti coloro che la pensano
diversamente. In fin dei conti sono in buonissima
compagnia: Cina e Iran.

Schifani
e Maroni muniti di cucchiaini per ripulire l'Oceano di
Internet
Pancho Pardi scrive: "Qui c'è un equivoco
fondamentale: la Rete è come un' enorme piazza in cui
tutti parlano. Tutti, in parte, si parlano addosso. In
parte comunicano molto intensamente. Non è possibile
addossare alla Rete la responsabilità di qualche
eventuale sciocchezza che possa essere detta all'interno
del mezzo.
Del resto, quando uno dice sciocchezze, si presta -
diciamo così - anche alla critica sociale. Ciò che ha
detto verrà letto o sentito da molte persone ed è
facile immaginare che una sciocchezza venga identificata
come tale.
Ma pretendere, partendo da un fatto di cronaca limitato
di bloccare l'autonomia della rete per poter, poi,
impedire una libera comunicazione sociale, questo sì è
davvero un delitto contro la libera comunicazione".
E' un fatto. Tutti i grandi Produttori di Notizie
(Murdoch in testa) non sopportano che ci sia una
informazione libera e gratuita ("a gratis",
come dice il nostro Produttore di Notizie di casa). E' un
rospo che non riescono ad ingoiare. Hanno costruito
fortune cosmiche sulla comunicazione e sui suoi annessi e
connessi. Sono arrivati a posizioni di potere che
permettono loro di condizionare persino il sistema
legislativo e giudiziario. Ma Internet proprio non lo
sopportano. Che 340 milioni di giovani del mondo si
ritrovino in un sito ad esprimere le loro idee senza un
Feltri di turno che li purghi, è insopportabile,
inammissibile, inconcepibile, inaudito.
A tutti coloro che hanno capito che la
rete è la più grande rivoluzione degli ultimi cento
anni, rimane la consolazione di poter urlare :
INTERNET vi seppellirà
mercoledì 30 dicembre 2009
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