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I discendenti di Dante affrontano un nuovo Inferno
La famiglia del Poeta e i produttori di vino
preparano i piani di lotta contro il grande inceneritore
che dovrebbe sorgere nel cuore della Valpolicella.
Si teme che la spazzatura di Napoli potrebbe finire in
una idilliaca Valpolicella (nella foto), lì dove hanno
vissuto 20 generazioni di eredi di Dante.
I produttori di vino indignati, con alla testa il diretto
discendente del poeta Dante Alighieri, stanno
disperatamente cercando di fermare i piani di costruzione
di un grande impianto di riciclaggio dei rifiuti -con un
camino alto 310 piedi- nel cuore della idilliaca terra di
vigneti, la Valpolicella, vicino a Verona, Italia
settentrionale, dove le uve per leccelso vino
Amarone vengono coltivate.
Il figlio di Dante, Pietro, ha acquistato il Casal dei
Ronchi, nella zona di Gargagnago a Sant 'Ambrogio di
Valpolicella, nel 1353 dopo che suo padre era stato
esiliato a Verona da Firenze. La famiglia ha coltivato le
vigne circostanti per 20 generazioni. Parlando nel
cortile della sua ampia villa sopra cantine piene di
botti di rovere e di ciliegio usate per la maturazione
dellAmarone, il conte Pieralvise Serego Alighieri,
l'attuale patriarca di una delle più più illustri
famiglie d'Italia, ha detto che non ha alcuna intenzione
di avvallare il progetto di riciclaggio pianificato dai
proprietari di un locale cementificio , che
sconvolgerebbe il delicato equilibrio ecologico delle
valli della Valpolicella.
"Si tratta di attività che non hanno nulla a che
fare con questa terra", ha detto. "Questa è
l'unica zona in Italia dove le uve vengono utilizzate per
la produzione di solo cinque diversi tipi di vino. Siamo
molto fortunati ad essere in grado di creare prosperità
in un territorio di grande bellezza naturale. Si tratta
di una zona unica che merita di essere
protetta ".
Il cementificio della ditta Rossi, che si trova a Fumane,
una delle valli della Valpolicella, è una sorta di
anomalia storica; fu costruito negli anni 60 quando
i governi di Roma erano stati spinti ad una sfrenata
industrializzazione. Il cemento è fatto con la marna, un
materiale ricco di calcare, scavato nelle vicine cave, e
stivato in silos alti 90 piedi. Pierandrea Fiorentini,
ingegnere responsabile delle implicazioni ambientali
della Cementirossi, porta avanti i progetti della
società insistendo sulla necessità di costruire un
camino in cima a una nuova fornace che potrà incenerire
rifiuti industriali a temperature fino a 2000 gradi
centigradi; la produzione di cemento non avrà alcun
impatto ecologico negativo sullo speciale microclima
della Valpolicella. Centinaia di camion attraversano la
campagna ogni settimana per consegnare gli scarti
allimpianto.
Il signor Fiorentini insiste sul fatto che le modifiche
in programma non porteranno ad un maggior utilizzo di
rifiuti di prima, ma limpianto sarà semplicemente
"più efficiente" con un miglioramento anche
per lambiente. La società ha il permesso dagli
enti preposti di Verona, di riciclare 122.000 tonnellate
di rifiuti l'anno, anche se finora non ne sono state
usate più di 58.000, egli spiega.
I principali produttori di vino della Valpolicella,
tuttavia, sono profondamente preoccupati perché il nuovo
impianto potrebbe minacciare l'immagine dell
Amarone e degli altri vini a seguito degli scandali
connessi ai rifiuti in Italia - come la scoperta di
diossina nella mozzarella prodotta vicino a Napoli a
causa dello smaltimento incontrollato dei rifiuti, da
parte di imprese collegate alla Mafia, in campagne
utilizzate per il pascolo delle bufale. La crisi della
spazzatura di un anno fa a Napoli, quando le strade della
città sono state disseminate di rifiuti per mesi, ha
sottolineato la vulnerabilità ecologica dell
Italia, e si teme che lubicazione della
Cementirossi possa rappresentare un pericolo di lucrosa
importazione di rifiuti da Napoli o Roma, dove impianti
di smaltimento dei rifiuti sono stati recentemente
soggetti a gravi malfunzionamenti - qualcosa che il
signor Fiorentini decisamente nega.
Assieme al Conte Alighieri pronte ad entrare nella
contesa, sono molte delle più grandi e prestigiose
Cantine della Valpolicella , tra cui quella di Luca
Sartori, il Presidente del Consorzio che riunisce circa
200 produttori del Valpolicella Classico.
Il signor Sartori ritiene che i 100 dipendenti del
cementificio, che arrivano a 150 considerando gli
occupati nellindotto come gli autotrasportatori,
potrebbero facilmente essere assorbiti nel settore del
vino, se i proprietari della Rossi si convincessero a
spostare le loro attività in Emilia Romagna e in
Svizzera.
Franco Allegrini, un produttore di vino di alta qualità,
accreditato come uno dei maggiori esportatori italiani di
Amarone negli Stati Uniti e in Canada, accusa le
amministrazioni locali della valle di non opporsi al
progetto del cementificio. "Vi è un elemento
fondamentale di ipocrisia qui", ha detto.
"Queste amministrazioni locali sono state le prime a
sviluppare la raccolta differenziata dei rifiuti. Le auto
in alcune parti della Valpolicella hanno la
certificazione che i loro motori sono catalitici. Ma non
sappiamo cosa accadrà di 120.000 tonnellate di rifiuti
importati e la quantità di danni che potrebbero fare ad
un qualsiasi futuro sviluppo del turismo del vino in
Valpolicella, che ha così tanto potenziale ".
Comitati di cittadini come Fumane Futura, fondata nel
gennaio di quest'anno, sono anchessi contrari
allespansione degli impianti del cementificio. Mimi
Conti, uno dei fondatori di Fumane Futura, che vive in
una zona in vista della fabbrica, comprensibilmente si
rende conto che il costante suono delle macchine affoga i
suoni naturali della valle. Il signor Conti dice che ha
ricevuto minacce di morte da lavoratori dello
stabilimento dopo aver organizzato un incontro pubblico
in cui uno specialista di cancro considerava le possibili
minacce per la salute in seguito alle emissioni
industriali.
Come se il nuovo impianto non fosse abbastanza,
Cementirossi ha inoltre chiesto alle autorità della
Regione Veneto di aprire una nuova cava di marna in una
collina ancora intatta, che i movimenti protezionisti
dicono appartenga ad un Parco naturale Protetto. La ditta
Rossi dice che detiene diritti di scavo preesistenti. Il
cementificio ha ripiantato filari di viti su gran parte
della terra che non ha più bisogno di essere sfruttata
dopo che si sono esauriti i depositi di marna. Ma i
produttori locali si lamentano del fatto che gli alberi
di ciliegio, una delle principali coltivazioni delle
aziende agricole locali, danno frutti che non sono più
come prima a causa della polvere di cemento onnipresente.
"Siamo a una svolta storica", dice Daniele
Todesco, a capo di un altro gruppo di pressione di
cittadini, Valpolicella 2000, nella adiacente,
incontaminata e bellissima valle di Marano. "A
questo punto, una delle due: o il cementificio viene
gradualmente chiuso e noi possiamo rilanciare
laValpolicella, oppure rilanciamo questo tipo di imprese
industriali".
Il sindaco di Marano, di centro sinistra, da parte sua ha
accusato, i gruppi operanti, di diffusione di allarme.
Molti ambientalisti accusano i sindaci locali di
affidarsi troppo pesantemente sulle entrate ottenute dal
cementificio. Il sindaco di Fumane, di centro destra, ha
rifiutato una richiesta di discutere la questione con un
reporter straniero, dicendo che sarebbe
"inopportuna, mentre gli studi del progetto sono in
corso."
Franco Allegrini, tuttavia, ritiene che molti degli
abitanti locali sono diventati troppo propensi a
convivere con il cementificio, facendo nascere un
autocompiacimento. "Ciò che attrae i turisti è
l'Amarone. Voglio lasciare ai miei figli questa terra
come lho trovata - o meglio. Non voglio che sia una
terra di conquista per le speculazioni di natura
diversa".
By John Phillips
Sunday, 26 July 2009
(traduzione di
Sandro Campagnola)
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