"il Delirio" di San Vito

 
 




San Vito che fa il miracolo

Al tanto celebrato "Martirio di San Sebastiano" affianchiamo, con il dovuto rispetto, il "Delirio di San Vito". E' difficile trovare le parole, č facilissimo trovare i responsabili. Ancora una volta abbiamo la conferma che tutti

GLI ENTI PREPOSTI AL CONTROLLO

sono degli inutili baracconi capaci solo di collocare i politici di turno, gli "accattoni del voto" che tanto profumatamente paghiamo e che brillano solo per la loro inefficienza. Non c'č gusto nemmeno a prendersela con il progettista. La volpe pių volpe dell'amministrazione comunale gli deve aver detto: "tu cerca di INSERIRLO in modo che disturbi il meno possibile". E il caro architetto ha avuto la pensata di genio: lo rivesto di legno. In effetti ne č uscito un capolavoro di gusto, di inserimento, di rispetto di quel poco di paesaggio che Negrar č ancora in grado di fornire.

Visto che c'č sempre una qualche elezione in corso, mi ci metto di buzzo buono a cercare un qualche parlamentare disposto a presentare un progetto di legge sull'

AVVELENAMENTO DEL PAESAGGIO.

Non si tratta di semplice inquinamento visivo. Questo č un attentato bello e buono alla salute mentale del cittadino, č un'offesa a tutti coloro che difendono la Valpolicella. Il "sindachetto di turno" decide e tutti gli altri si ritrovano a vivere in un ambiente che si deteriora giorno per giorno. La logica imperante č quella del business da bottega. Fai girare denaro e vedrai che tutte le rotelle gireranno a dovere. E cosė un distributore (da due milioni) di qua, un megahotel di lā, una bella lottizzazione nel campo dello zio, Montericco che non si ferma mai, il Sacro Cuore che si amplia, e il treno di Negrar con il suo ciuf ciuf si divora il territorio.

Sempre a San Vito potrete ammirare, a brevissimo termine, dei meravigliosi insediamenti che stanno sorgendo come funghi. Al momento ve ne possiamo proporre un "campione" con il nuovo Hotel San Vito.

Tra poco vi potrete godere altri capolavori di edilizia che sorgeranno sotto a queste gru che vedete oggi impiantate. Per vostra soddisfazione, vi terremo via via aggiornati sulla crescita dei "funghi".

Dedico questo mio piccolo contributo ai Luca Sartori, ai Sandro Boscaini, alle Marilisa Allegrini che girano il mondo costantemente impegnati nella vendita del "fascino della Valpolicella", della peculiaritā del territorio, della originalitā dei prodotti e della cultura di cui sono espressione.
Chissā se i loro figli lo potranno ancora fare.




sabato 12 dicembre 2009

 
 
     
 
     
     
 

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