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Forlì 1
agosto 2009
Gentile Direttore,
la recente scomparsa di giovani e giovanissimi
per cancro nel nostro territorio ha riempito le
cronache nelle ultime settimane: passata lemozione
del momento e lasciando perdere gli interrogativi che i
singoli casi suscitano e su cui anche la
Magistratura indaga, vorrei tornare a riflettere
su questo tema così scottante. Riconosco che, specie il
primo agosto, sarebbe più normale pensare alle ferie e
cercare svago e distrazione, ma ci sono purtroppo
problemi dai quali non ci si può distrarre, se non altro
perché nessuno può ritenersene immune: secondo
gli ultimi dati dei Registri Tumori in Italia un uomo su
due ed una donna su due è destinato a vedersi
diagnosticare un cancro nel corso della vita.
Al di là delle benevole favole che qualcuno, da decenni,
continua a raccontare e cioè che la soluzione del
problema cancro è a portata di mano, che si tratta di un
effetto legato solo all invecchiamento, che fra 10
anni nessuna donna più morirà per cancro alla mammella,
la realtà è ben altra ed è sotto gli occhi di tutti.
Di fatto letà di insorgenza dei tumori si è
abbassata straordinariamente: da una recente ricerca
risulta che in Italia gli interventi per cancro
alla mammella in età giovane sono cresciuti in sei anni
del 28.6%,e se da un lato diminuisce lincidenza
dei tumori correlati al fumo, specie nei maschi, sta
drammaticamente aumentando lincidenza di tumori che
nulla o quasi hanno a che fare col tabagismo: linfomi,
leucemie, cancro a rene, pancreas, prostata, tumori
cerebrali ormai sempre più correlati anche con luso
del telefonino
. I tumori nellinfanzia poi
sono in drammatico aumento: in Italia +2% annuo (doppio
rispetto alla media europea) e tra i bambini sotto lanno
di età lincremento è addirittura del 3.2% annuo.
Vorrei anche ricordare che lincremento di cancro è
solo la punta delliceberg del danno complessivo
alla salute che stiamo recando ai nostri bambini: mi
riferisco allaumento di disturbi neuropsichici,
intellettivi, relazionali, del comportamento, fino allautismo,
per non parlare dellincredibile incremento di
patologie allergiche, respiratorie, endocrino
metaboliche, diabete, disturbi alla tiroide,
criptorchidismo, ecc.
Cosa sta succedendo ?
Non sarà che ciò che alcuni medici, spesso
definiti allarmisti, sostengono da anni è
tragicamente vero?.
Vi invito a fare un semplice ragionamento: cosa mai vi
può capitare se camminate in un campo minato? E
ovvio che tante più mine sono state disseminate tanto
più è probabile incapparci e saltare per aria
..
Così è per il cancro e le mine cui mi
riferisco sono cancerogeni noti da decenni
quali benzene, arsenico, nichel, cromo, cadmio,
piombo, diossine, per non parlare di PCB, particolato,
pesticidi
. che continuiamo a riversare
intorno a noi e di cui mai nessuno parla, visto che solo
la CO2 ( che non è un veleno!) sembra meritare lonore
delle cronache!
Da dati ufficiali emerge, ad es., che in Italia, nel
pieno rispetto dei limiti di legge, abbiamo immesso in un
anno in aria ed acqua: benzene 715.6 ton, arsenico 8.0
ton, cadmio 3.0 ton, cromo 140.0 ton, nichel 80.6 ton. L
inventario europeo delle diossine ci dice che in un anno
nel nostro paese ne sono state prodotte 558 grammi,
ovvero, in media, circa 1,5 g al giorno: può sembrare
poco ma rappresenta la dose massima tollerabile per oltre
10 miliardi (!) di persone
Sapendo che si tratta di molecole che hanno tempi
di dimezzamento di decine/centinaia di anni e che quindi
ogni nuova dose si aggiunge alla precedente,
come la mettiamo?
La nostra regione poi è al primo posto per uso di fitofarmaci
e spargiamo in media 5.7 kg di prodotti chimici
per ettaro. Ci siamo mai chiesti dove vanno a
finire tutti questi veleni? Purtroppo ovunque e anche
dove non vorremmo mai trovarli, ad esempio nel
sangue del cordone ombelicale in cui sono
centinaia le sostanze chimiche tossiche, cancerogene e
nocive che si ritrovano stabilmente: qualcuno può
pensare, in totale buona fede di assolverle?
Da tempo è arrivato il momento di passare dalle
parole ai fatti ed agire per ridurre lesposizione
delle popolazioni agli agenti tossici promuovendo la
Prevenzione Primaria.
Non è necessario per fare questo conoscere i minimi
dettagli del processo della cancerogenesi o il ruolo che
ogni singolo agente riveste: la letteratura segnala
ormai, su larga scala ed in individui sani, come lespressione
di geni chiave si modifichi a seconda dellesposizione
a tossici ambientali e di conseguenza si alterino
funzioni cruciali del nostro corpo aprendo la strada allinsorgere
di neoplasie e non solo.
Il fallimento dellapproccio riduzionista,
il vecchio paradigma secondo cui si analizza un agente
per volta, senza tenere conto delle innumerevoli
variabili biologiche e che non permette mai o quasi di
giungere a conclusioni esaustive, è ormai sotto gli
occhi di tutti. Fortunatamente nel mondo si
infittisce la schiera di medici e ricercatori
indipendenti che invocano un cambio di rotta nella
strategia della guerra contro il cancro, ossia
una drastica riduzione della esposizione ad agenti
tossici e nocivi in tutti gli ambiti di vita, lunica
strada che finora ci si ostina a non imboccare con
decisione.
Eppure, in quei rari casi in cui questo si è fatto, i
risultati non sono mancati: in Svezia, dove
trenta anni fa sono stati messi al bando determinati
pesticidi, seguendo le indicazioni di medici
coraggiosi, oggi si registra una riduzione nella
incidenza dei linfomi.
Si tratta di una strada difficile, che va contro enormi
interessi, economici e non solo. M. Plank (premio
Nobel per la Fisica) ci ricorda che i
vecchi paradigmi vengono abbandonati solo quando coloro
che su di essi hanno costruito la propria carriera e
fortuna sono morti.
Ma ricordiamo anche le parole di Samuel Epstein, un
grande medico americano:quasi tutti gli americani
conoscono le pene causate dal cancro a parenti e amici.
Il crimine è che molti di questi tumori sarebbero
evitabili; se trasferiamo queste parole allinfanzia
ed alle giovani generazioni lobbligo di abbandonare
i vecchi paradigmi e di passare dalle parole ai fatti
diventa ancora più pregnante e credo convenga a tutti
noi riflettere, anche ai primi d agosto e sotto l
ombrellone, sulla necessità di fare cambiare
idea a chi di dovere prima che sia davvero
troppo tardi per tutti !
Patrizia Gentilini, Oncoematologo
Associazione Medici per l Ambiente ISDE Italia
domenica 23 agosto 2009
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