Ritorna la filovia con le bretelle

 
 





A Verona si stanno facendo passi da gigante nel trasporto pubblico. Figuratevi che ritornano le filovie con le bretelle, quelle che servivano la città e parte della provincia (San Bonifacio, Grezzana, Domegliara) negli anni ’60-80. E’ davvero STUPEFACENTE il progresso che siamo riusciti ad accumulare in tale tipo di servizio. E gli attuali amministratori se ne vantano, anche.

La Valpolicella dal 1961 al 1981 era servita da filovie sul percorso Porta San Giorgio – Domegliara. Avevano sostituito il trenino, avevano fatto impazzire Silvestri per quei pali e quei fili che di sicuro non facevano un bel vedere; eppure cinquant’anni fa qualcuno aveva scelto un trasporto pubblico alimentato ad energia elettrica. Niente rumore, niente inquinamento, guasti rarissimi, velocità di trasporto. Quelli che di noi ragazzini avevano provato il trenino a vapore e poi la littorina, accolsero la nuova filovia doppia, rossa e giallina che partiva a razzo, come un vero salto nel futuro. Erano gli anni in cui i politici nessuno li sentiva parlare, ma le decisioni venivano prese e i lavori eseguiti. Erano gli anni del boom perché tutti si davano da fare per una accelerazione decisa verso il nuovo, per vivere meglio, per realizzare quanto si sognava. Allora era possibile.

Ritornando ai nostri giorni, ci accorgiamo che siamo governati da chiacchieroni che riempiono le pagine dei giornali ma non decidono assolutamente nulla. Per questa Valpolicella soffocata dal traffico, malservita dai mezzi pubblici, incapace di ragionare come unità politica e geografica, si prospettano opere che aumenteranno l’inquinamento, l’urbanizzazione, che faranno scadere la qualità della vita. Mancano i quattrini e ci si consola con le rotonde. Nessuno che sia capace di guardare più in là, di concepire un progetto ad ampio respiro, di domandarsi come dovrà essere la Valpolicella fra trent’anni.

E a Verona ritornano le filovie con le bretelle. Anzi, entrando in centro, se le dovranno levare in modo da non inquinare visivamente le vie; ed entreranno in funzione dei meravigliosi motori diesel che tutti sanno quanto contribuiscono alla pulizia dell’aria. E questo ce lo vendono anche come progresso.
C’è crisi in economia, c’è crisi nella cultura, c’è crisi nelle speranze dei giovani. E la prospettiva migliore è quella che continui ad andare così.



(in città, dove la filovia faceva le curve più strette o nelle biforcazioni, quando doveva passare da una linea all'altra, capitava che la vettura perdesse il contatto con il filo aereo di alimentazione; l'autista se ne accorgeva per primo e allora gridava al bigliettaio: àrda che ghè nà sò le tiràche ! )

sabato 8 gennaio 2011

 
 
     
 
     
     
 

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