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Lui ride. Ma è lei l'unica che lo può fare.
Intristiti da unestate ormai spenta e dallassalto
del KGB berlusconiano al povero Fini, con Famiglia
Tulliani a carico, mi viene in mente una storiella che mi
racconta mia suocera.
A Pezza di Marano, un po di anni fa, erano
particolarmente colorite le beghe tra suocera e nuora,
costrette, come d'uso allora, a condividere la stessa
casa. Visto che la nuora era una tipetta tuttaltro
che addomesticabile e che in ogni occasione ribatteva
vivacemente alle critiche, la suocera un giorno le si
rivolse così: Ti direi che sei una troia ma non te
lo dico perché so che mi denunceresti.
Questa volta, imperdibile è il pezzo scritto da
Tramontano su il Giornale. Povero Fini. Mi
pare che da ridere ci sia proprio poco. Per un politico
accorto come ce lo hanno sempre descritto, mi
pare abbia preso una cantonata di quelle che lo fanno
uscire definitivamente dalla politica italiana.
Per un pelo.
Tu chiamale
se vuoi... coincidenze
Finalmente Fini e signora hanno spiegato tutto: la
fortuna è cieca, le coincidenze anche. Almeno per quanto
riguarda Fini Tulliani & Partners. Ha ragione Fini:
è solo una campagna di fango. Come è possibile parlare
di paradisi fiscali, conti off-shore, scatole cinesi
quando la signora Tulliani è la prima persona in Italia
che dichiari una vincita miliardaria? È vero, lha
fatto per giustificare tutte le proprietà della famiglia
e gli ultimi acquisti immobiliari così da poter
respingere le richieste di Luciano Gaucci, lex
fidanzato, che rivendica la titolarità di un complesso
di beni immobili e mobili, ma perché accanirsi contro
chi si ripara dietro il muro della trasparenza? Perché
non credere alla sfacciata fortuna della signora
Tulliani?
Daltra parte che la compagna di Fini fosse una
specie di Gastone in gonnella lo testimoniano chiaramente
gli attimi fuggenti della sua vita. Raramente una persona
ha la fortuna di coglierli tutti come è riuscito a
Elisabetta Tulliani. Si fidanza con un compagno di scuola
che soltanto casualmente è il figlio di un noto e ricco
imprenditore. Che per pura coincidenza a sua volta
diventerà il suo fidanzato.
Ma toglietevi quel sorrisino dalla bocca: lei era già
ricca. Sul finire degli anni Novanta aveva, come hanno
certificato i suoi legali, vinto più di un miliardo di
lire dellepoca. Quindi, quando Luciano Gaucci è
costretto a lasciare momentaneamente lItalia per
problemi giudiziari, rifugiandosi a Santo Domingo,
Elisabetta Tulliani, grazie alla buona sorte, che sempre
veglia su di lei, riesce a superare lo sconforto trovando
riparo in Rai prima di fare lincontro della vita:
quello con Gianfranco Fini.
Proprio una donna fortunata. Ma la fortuna in casa
Tulliani è di famiglia. La madre, la signora Francesca
Frau, è a capo di una società che ha curato un
programma di scarso share sulla prima rete. Il costo per
la Rai? Un milione e mezzo di euro. Ed è soltanto una
coincidenza che la signora Frau fosse in quel periodo
anche la suocera del presidente della Camera. Così come
lo è il fatto che Giancarlo Tulliani, fratello di
Elisabetta e quindi cognato di Fini, abiti in un
appartamento a Montecarlo che era tra gli immobili di
proprietà della Fondazione Alleanza nazionale, gestita,
in qualità di tesorieri, da due uomini di fiducia del
presidente della Camera, lonorevole Lamorte e il
senatore Pontone. Ed è proprio questultimo che
ieri in unintervista al Corriere della Sera ha
spazzato via qualsiasi dubbio sulla presenza di Giancarlo
Tulliani nellappartamento al 14 di rue Princess
Charlotte di Montecarlo, accanto allelegante
Novotel: «Tulliani in quella casa? Solo una
coincidenza».
E sul senatore Pontone è pronta a mettere la mano sul
fuoco anche la vedova Almirante. Su Fini invece:
«Lasciamo perdere». Sarà contento lamico Tonino,
Di Pietro, che chiedeva al potenziale alleato Fini di non
mettere il bavaglio al Giornale ma le carte in tavola per
chiarire. Fatto. A Di Pietro non si può dire no. Quindi,
per favore, basta sospetti. Se proprio non riuscite a
capire chiamatele, se volete, fortunate coincidenze.
di Salvatore Tramontano (il Giornale)
venerdì 13 agosto 2010
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