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La crisi economica che attanaglia il mondo ha risparmiato
la Valpolicella? Nonostante i toni rassicuranti del
settore vino che, in piena sintonia con i politici al
governo, minimizza e mantiene un cauto ottimismo,
sono convinto che la crisi sia arrivata anche da noi.
Eccome.
Ci sono molte cose dei politici che non capisco. Dicono:
la crisi sta passando, però i posti di lavoro continuano
a calare. Ecco, questa è una di quelle formule che
equivale a: stai zitto tu che non ne capisci unacca.
I Grandi Economisti hanno detto che il peggio è passato
e quindi tu ti devi solo fidare e tacere.
Mario Draghi pochi giorni fa diceva: «Stiamo ora
uscendo dalla crisi con un tasso di crescita basso, ai
minimi europei», mettendo in evidenza come «una
crescita economica sostenuta sia base di benessere»
e come per questa «ne siano condizione le riforme
strutturali, la cui mancanza ha segnato la perdita di
competitività del Paese che dura da un quindicennio».
Perché non cè nessuno, dei Grandi Economisti che
stanno al governo, che va davanti a un gruppo di
dipendenti che stanno per essere licenziati, a spiegare
che cosa dovranno fare una volta rimasti senza lavoro?
Perché, invece di frequentare le televisioni, questi
signori non vanno alle assemblee dei cassintegrati?
In rapida successione, mi viene da dire: per fortuna che
in Italia, nel Veneto, in Valpolicella ci sono molti
imprenditori. Per loro le crisi fanno parte della vita
stessa dellazienda; le flessioni delle vendite
vanno affrontate rinnovando i prodotti, contenendo i
costi, migliorando la qualità, cercando nuovi mercati.
Ho però un dubbio. Questa crisi è come quelle che
ciclicamente gli imprenditori sono abituati a trovare sul
loro cammino, oppure no ?
A mio parere una crisi così profonda e generalizzata non
si è mai vista negli ultimi 35-40 anni. Proprio per
questo motivo, gli strumenti soliti di intervento non
sono più sufficienti. Le politiche disinvolte di
delocalizzazione (Dainese docet) per salvare la singola
azienda, destano tuttaltro che ammirazione nei
confronti dellimprenditore. Lascio a casa 400
persone e sposto la produzione in Romania, in Cina, in
Egitto. Ma che razza di imprenditori sono questi ? E i
400 italiani che rimangono senza lavoro in un momento
come questo, cosa fanno ?
Oggi limprenditore serio, il Signor Imprenditore,
deve compiere uno sforzo davvero immane. Oltre ad
applicare tutte le strategie per garantire il fatturato
alla sua azienda, deve prendersi carico di una
responsabilità sociale nei confronti dei suoi dipendenti
e nei confronti del tessuto economico-sociale in cui
opera. Inutile sperare in aiuti governativi. Ancora
una volta dovrà fare tutto da solo, dovrà chiedere il
pieno appoggio dei dipendenti, dovrà trovare, e
non so come, lorgoglio e lo spirito che cinquantanni
fa hanno fatto nascere la Vespa e la Cinquecento.
A Buon Imprenditor, poche parole.
sabato 27 febbraio 2010
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