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ALLE FARFALLE PIACE IL CEMENTO?
Alle farfalle piace il cemento? Parrebbe di si secondo la
Cementirossi che ha pubblicizzato il Porte Aperte
al cementificio con limmagine di una
farfallina posata/associata al cemento. Potrebbe
continuare a risultare ai più un'immagine coerente,
quella della farfalla e del cemento, leggendo l'articolo
apparso sull'altro giornale di luglio (pg.17) intitolato
"Porte aperte al cementificio" dove leggo, ad
esempio, che i dati di emissione sono
continuamente inviati dalla sala operativa del
cementificio all'arpav (rassicurante). Mi
inquieto un pò se, approfondendo, vengo a conoscenza del
fatto che i limiti di emissione nell'aria dipendono solo
dalle migliori tecnologie esistenti (le così dette Bat)
e non dalle indagini epidemilogiche o mediche.
La mia preoccupazione aumenta considerando che il 2
Aprile 09 è stato pubblicato uno studio de "La
Ville Sanitarie" (ufficio statistico patrocinato dal
Ministero della Sanità Francese) su 2 milioni e mezzo di
francesi che vivono in prossimità di 16 inceneritori per
un periodo di ben 18 anni e sono stati riscontrati, fra
gli altri, incremento del rischio di contrarre il
mieloma multiplo del 16% per le donne ed addirittura del
23% per gli uomini, sarcomi +22% ed altre forme tumorali
risultano significativamente aumentate rispetto
il resto della popolazione francese.
Qualcuno, giustamente, potrebbe obbiettare: "un
momento .... quì parliamo di inceneritori, non
cementifici". Si, parliamo di inceneritori i quali
hanno, per legge, la possibilità di inquinare
laria molto di meno rispetto ai cementifici. Un
esempio: nel caso della, purtroppo, famosa diossina
linceneritore può emettere 0,1 ng/Nm cubo (dl
133/2005, 2000/76/ce) contro il limite di 10 ng/Nm cubo
imposto ai cementifici (dl 152/2006). 100 volte di più!
(dati
di cui non possiamo garantire la veridicità)
La farfalla, forse, sta cambiando idea.
Sempre nellarticolo Porte aperte al
cementificio" si dice che mettendo ceneri pesanti
nel cemento risparmio marna. Questo è un fatto di per
sè vero. E anche vero che le ceneri pesanti sono
lo scarto di ciò che viene bruciato negli inceneritori
ed è importante che questo le farfalline lo sappiano.
Inoltre, tale "rifiuto del rifiuto",
dovrebbe essere smaltito in discariche speciali ed invece
vengono buttati nel cemento e con il cemento si
fanno le case quindi la mia casa diventa la
discarica delle ceneri pesanti. Se la mia casa
diventa una discarica dovrei essere pagato per ricevere i
rifiuti (ammesso che volessi intraprendere questo
insalubre business).
Ricapitolando io pago il cemento contenente rifiuti
speciali al cementificio, smaltendo di fatto le ceneri
pesanti, ma lindennizzo di smaltimento chi lo
prende? Tale indennizzo, che poi è denaro pubblico e
quindi anche mio, mica lo becco io ma, magia delle magie,
il cementificio.
Considerando che le ceneri pesanti utilizzate nel ciclo
produttivo ammontano ad 80.000 tonellate l'anno (pari
al 16% delle ceneri pesanti prodotte da tutti gli
inceneritori d'Italia e che arriveranno nel cuore della
Valpolicella) direi che è un bel business per
il cementificio ed unonere sanitario per la
comunità.
Le farfalle della comunità della Valpolicella, a questo
punto, potrebbero preferire una Valpolicella dedita alla
valorizzazione del proprio patrimonio naturalistico,
tradizionale e storico per attrarre un turismo
sostenibile. Un bello e significativo elenco di
Attrazioni della Valpolicella sono contenute
in un articolo di un vostro lettore (Sig.Quintarelli di
Negrar) apparso sempre su L'Altro Giornale di luglio a
pg.7 dal titolo Promozione e turismo.
Farfalline consapevoli del valore del proprio territorio
e della forza di essere/diventare comunità potrebbero
preferire valorizzare il proprio territorio piuttosto che
sfruttarlo realizzando il principio della green economy
che tiene in piedi contemporaneamente benessere,
occupazione e business.
Trecate Emanuele
martedì 25 agosto 2009
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