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Tosi dixit: NON
SIAMO BARBARI
What is this ? coda di paglia ?

A
quelli che, come me, non hanno grande dimestichezza con
le Chiese Ufficiali, ricordo che Don Antonio Sciortino è
il direttore di Famiglia Cristiana. Non so quando e non
so chi, ma qualcuno gli deve aver detto: Don Antonio,
più che una parrocchia è meglio che tu diriga un
giornale. A lui dobbiamo fare tanto di cappello in quanto
a Credente e in quanto a Grande Giornalista.
Perché nessuno va a chiedere, a personaggi di tal fatta,
di fare IL PRESIDENTE ?
Riportiamo alcuni suoi pezzi recenti. Ci
permettiamo solo di evidenziare le parti focali.
(i commenti della Lega, andate a leggerveli sulla
Padania, in veneto, of course)
UNO DEI PRIMI EFFETTI DELLA LEGGE SULLA
SICUREZZA:
MATRIMONI SALTATI
SE SONO I POLITICI A DECIDERE
LE NOZZE CHE SHANNO DA FARE
Si sta avverando la facile profezia di monsignor
Marchetto, che aveva parlato di «una legge che porterà
dolore». A partire da Verona, la città di Giulietta e
Romeo.
«Una legge che porterà
dolore». Si sta avverando la facile profezia di
monsignor Agostino Marchetto, segretario del Pontificio
consiglio per i migranti. Londa della legge Maroni
sulla sicurezza (che prevede il reato dimmigrazione
clandestina) è arrivata a travolgere anche i matrimoni
tra stranieri e i matrimoni misti (le nozze celebrate tra
italiani e stranieri), quando lo straniero sia
irregolarmente soggiornante. Ironia della sorte, entrata
in vigore la legge, è toccato a Verona, la città di
Giulietta e Romeo e dellamore eterno, aprire le
danze.
Molte agenzie e giornali hanno sposato la tesi diffusa
dal ministero degli Interni, e cioè che finalmente si
metteva fine alla piaga dei matrimoni combinati al solo
scopo di ottenere un permesso di soggiorno e la
cittadinanza, dietro cui spesso si cela un vero e proprio
racket. In soccorso di questa tesi, ecco le stime offerte
dallAssociazione matrimonialisti italiani, che
hanno quantificato i matrimoni di convenienza in 30 mila
in 10 anni e parlato di tribunali intasati da pratiche di
separazione e divorzio.
È molto difficile individuare i matrimoni combinati,
come dimostra una recente comunicazione della Commissione
europea al Consiglio dEuropa e al Parlamento di
Strasburgo, contenente una lista lunghissima di
condizioni che devono essere soddisfatte per parlare di
nozze di convenienza. Ma diamola pure per buona,
la cifra, anzi aumentiamola e diciamo che il 50 per cento
dei matrimoni misti sono truffaldini. Ma per quale
ragione dobbiamo proibire laltro 50 per cento e
gettare il bambino con lacqua sporca?
Eppure è quanto ha fatto questa legge, che modificando
il Codice civile stabilisce che chi è presente sul suolo
italiano in condizioni dirregolarità non si sposa.
Anche lo straniero che vuole sposarsi con una cittadina
italiana deve dimostrare la regolarità del proprio
soggiorno.
Una proposta di legge simile, in Francia, è
stata bocciata dal Tribunale costituzionale. Invece a
Verona e in Italia le nozze non shanno da fare.
Con buona pace di quelle centinaia di migliaia di
stranieri clandestini, badanti comprese, che non
hanno il diritto dinnamorarsi, amarsi e creare una
famiglia fondata sul matrimonio e protetta
giuridicamente. In spregio a un diritto fondamentale
della persona, sancito dalla Costituzione (agli articoli
29 e 30), dalle leggi dellUnione, dalla Convenzione
europea dei diritti delluomo, dal quel diritto
naturale e universale che muove il mondo e che è alla
base del Vangelo: lamore.
Entrata in vigore la legge che sancisce il reato di
clandestinità, lescalation sembra non avere fine. Sfruttando
la leadership appannata del premier, con una classe
politica acquiescente, i leghisti sembrano insaziabili.
Dimenticando
i veri problemi del Paese, le proposte bislacche si
susseguono al ritmo di una al giorno, dai presidi e
professori autoctoni al dialetto a scuola (ideale per
formare cittadini europei), alle gabbie salariali, ai
giudici eletti dal popolo fino ai sottotitoli in dialetto
delle fiction e al cambio dellinno nazionale.
Quanto alla legge sulla sicurezza, che per le nozze miste
sembra scritta da don Rodrigo (ma
chiedere a un politico leghista di leggere I promessi
sposi del "gran lombardo" Alessandro Manzoni è
chiedere troppo), essa sarà probabilmente spazzata via da
una sentenza della Consulta non appena qualcuno la
impugnerà. Nel frattempo, la Lega avrà già conquistato
le poltrone di governatore nelle Regioni del Nord alle
amministrative.
Che importa se si sarà rivelata uninutile grida?
Al massimo qualche centinaio di migliaia di
extra-comunitari avranno dovuto rinunciare al loro sogno
di sposarsi e metter su famiglia.
Il direttore Don Antonio Sciortino parla di
"emergenza morale"
Il settimanale cattolico era intervenuto anche sul caso
Noemi
Famiglia
Cristiana contro il premier
"Indifendibile, ora parli la Chiesa"
Il direttore di Famiglia Cristiana, don Antonio Sciortino
ROMA - "E' stato superato il limite della
decenza". Scrive così il direttore del settimanale
Famiglia Cristiana, don Antonio Sciortino rispondendo
alle lettere dei lettori e definendo
"indifendibile" il comportamento del presidente
del Consiglio Silvio Berlusconi. La Chiesa italiana,
continua Sciortino "non può ignorare l'emergenza
morale" di fronte allo scandalo-escort. "Non si
può far finta che non stia succedendo nulla, i
cristiani (come dimostrano le lettere dei nostri
lettori) sono frastornati da questo clima
di decadimento morale, attendono dalla Chiesa una
valutazione etica meno disincantata".
Don Antonio Sciortino è duro anche nei confronti di chi
pensa "di barattare la morale con promesse di leggi
favorevoli alla Chiesa: è il classico piatto di
lenticchie da respingere al mittente. La Chiesa non può
abdicare alla sua missione, nessuno pensi di allettarla
con promesse o ricattarla con minacce perchè non
intervenga e taccia". E critica il comportamento
"gaudente e libertino" di chi considera le
donne come "merce" di cui "si potrebbe
averne quantitativi gratis". "Che esempio si
dà alle giovani generazioni?" chiede don Sciortino.
Già nelle scorse settimane Famiglia Cristiana era
intervenuta sulle vicende del presidente del Consiglio.
Sempre don Antonio Sciortino, in un editoriale di fine
maggio, aveva esortato il premier a dire la verità sui
suoi rapporti con Noemi Letizia, parlando di
"incongruenze e contraddizioni". E il
settimanale cattolico a gennaio aveva lanciato anche un
attacco a tutto tondo contro un governo accusato di
vivere "fuori dalla realtà. "Siamo un paese
incredibile, metà fiaba e metà incubo" si legge
nell'articolo, che ritraeva un Silvio Berlusconi
preoccupato più dai sondaggi per la cessione di Kakà e
del passaggio di Fiorello a Sky che dalle sfide della
crisi economica.
giovedì 20 agosto 2009
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