Domenica delle Palme

 
 




Berlusconi, nella sua omelia della Domenica delle Palme, parla di famiglia, di educazione, di ideologie e di valori. Poi annuncia che il prossimo anno sarà crocefisso.
(peccato aver aspettato 75 anni)



Silvio Berlusconi, in un messaggio inviato a Padova a una riunione dell'Associazione nazionale delle mamme, ha sottolineato che i genitori oggi possono scegliere liberamente «quale educazione dare ai loro figli e sottrarli a quegli insegnamenti di sinistra che nella scuola pubblica inculcano ideologie e valori diversi da quelli della famiglia».



Tettamanzi ha parlato di giustizia, ma anche di guerra e immigrazione nella sua Omelia della Domenica delle Palme. "Perché ci sono uomini che fanno la guerra, ma non vogliono si definiscano come 'guerra' le loro decisioni, le scelte e le azioni violente? - ha detto il presule - Perché molti agiscono con ingiustizia, ma non vogliono che la giustizia giudichi le loro azioni? E ancora: perché tanti vivono arricchendosi sulle spalle dei paesi poveri, ma poi si rifiutano di accogliere coloro che fuggono dalla miseria e vengono da noi chiedendo di condividere un benessere costruito proprio sulla loro povertà?". Tettamanzi dopo la lettura del Vangelo secondo Giovanni che presenta un Gesù come re "umile e mite, e insieme come il re che dona tutto se stesso per amore e che, proprio così, annuncia la pace", ha analizzato "la nostra situazione storica". "Come sono oggi i giorni che viviamo? Potremmo definirli 'giorni strani' - spiega Tettamanzi - I più dotti potrebbero definirli 'giorni paradossali'".

Tettamanzi interrogandosi ancora sulla attualità ha spiegato: "Come sono, quindi, i giorni che oggi viviamo? Possiamo rispondere nel modo più semplice, ma non per questo meno provocatorio per ciascuno di noi, interrogandoci con coraggio sul criterio che ispira nel vissuto quotidiano i nostri pensieri, i sentimenti, i gesti. E' un criterio caratterizzato da dominio superbo, subdolo, violento, oppure è un criterio contraddistinto da attenzione, disponibilità e servizio agli altri e al loro bene?" "Siamo allora chiamati a interrogarci sull'unica vera potenza che può realmente arricchire e fare grande la nostra vita, intessuta da tanti piccoli gesti - ha aggiunto l'Arcivescovo di Milano - la vera potenza sta nell'umiltà, nel dono di sé, nello spirito di servizio, nella disponibilità piena a venerare la dignità di ogni nostro fratello e sorella in ogni età e condizione di vita".



lunedì 18 aprile 2011

 
 
     
 
     
     
 

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