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L'unico che a Negrar ha diritto di parola, in materia di
edilizia, è il sindaco Dal Negro. Siccome i processi
alle intenzioni risultano sterili, l'unico amministratore
a cui non si possano imputare colpe è Dal Negro. Tutti
gli altri ED IN PARTICOLARE GLI APPARTENENTI ALLA PASSATA
AMMINISTRAZIONE, è meglio che se ne stiano zitti.
E' da un po' che raccomando agli abitanti della
Valpolicella di passare da San Vito, di recarsi in
"visita" nell'ordine:
1 - al distributore rivestito in legno
2 - al Nuovo Hotel San Vito
3 - al nuovo quartiere che fa da degno contorno all'Hotel
stesso
Io non ho idea di che cosa Dal Negro
voglia fare; posso soltanto riservarmi di osservare.
Sulle Commissioni Edilizie e sulla presenza di ingegneri,
architetti e geometri nei Consigli Comunali, ho già
espresso il mio parere. Che il "bello" di un
territorio, il suo rispetto, la sua salvaguardia, siano
delegati a uno che sa progettare una casa, sappiamo già
a che cosa ha portato.
E a che cosa porterà.
Commissione
edilizia, è bufera per le nomine in maggioranza
NEGRAR. Frattura tra Pdl e Lega Nord che voleva
accogliere la candidatura dell'opposizione per uno dei
tre posti
Viviani (Negrar al centro): «Ci era stato garantito un
supplente» Il sindaco: «La colpa è solo vostra siete
incapaci di fare trattative»
L'Arena 21/07/2010
La commissione edilizia integrata dovrà vigilare su
un'area con mille ferite per evitare altre speculazioni
L'amministrazione comunale di Negrar ha scelto i suoi
guardiani del territorio e del paesaggio, chiamati a
vigilare su un'area con mille ferite inferte
dall'edilizia, nominando due membri effettivi e un
supplente per la Commissione edilizia integrata.
Gli esperti in materia di bellezze naturali e tutela
dell'ambiente scelti dalla maggioranza di Giorgio Dal
Negro su indicazione di Popolo della Libertà e Lega Nord
- ma non senza tensioni politiche, una forte agitazione
tra i capigruppo e qualche attrito tra i due schieramenti
- sono Giuseppe Turri, Gianandrea
Paoni (effettivi) e Tiberio Manfredi
(sostituto).
Sono stati pescati in una rosa di 27 candidati: Turri è
stato membro di varie Commissione edilizie negraresi
negli anni Ottanta e Novanta, nel periodo della
cementificazione selvaggia citata a più riprese nel
libro di Gabriele Fedrigo «Negrarizzazione. Speculazione
edilizia, agonia delle colline e fuga dalla bellezza».
Niente di più che una coincidenza, forse, visto che il
sindaco non perde occasione per ripetere di non centrare
nulla con la negrarizzazione. Anche se per il consigliere
dell'opposizione Roberto Grison il messaggio è chiaro:
«Si torna alla vecchia politica», dichiara.
La minoranza ha chiesto che almeno il sostituto fosse
espressione dell'opposizione e che le decisioni venissero
prese insieme secondo indirizzi bipartisan. «Se questa
amministrazione intende indebolire l'attenzione verso il
territorio bisogna fare più controlli», afferma il
consigliere di Partecipazione Democratica, Fausto
Rossignoli. Ma Dal Negro nega sempre, ad ogni attacco del
genere, che la sua amministrazione stia allentando le
redini in quanto a tutela del paesaggio: «Sono tutte
storie», dice, «Negrar è un posto bellissimo ma
normale, che non ha bisogno di attenzioni speciali.
Abbiamo snellito il Pat ma nel massimo rispetto delle
leggi regionali e nazionali, badando alla qualità. Per
giudicare aspettate il primo Piano degli interventi».
Rossignoli ha idee diverse e rincara la dose: «Le
attenzioni verso il territorio sono diminuite e ci
confronteremo ancora sull'argomento. Intanto i membri
della Commissione edilizia integrata devono dare garanzie
di maggiore sensibilità rispetto al passato, essere
autorevoli e super partes».
La massima collaborazione nella scelta è stata chiesta
anche da Valentino Viviani di Negrar al Centro, che ha
chiesto il voto per l'architetto Alessandro Beghini come
sostituto della Commissione. Per la minoranza però è
stato un nulla di fatto. Le richieste sono rimaste
inascoltate, pur provocando una frattura tra Popolo della
Libertà e Lega, conclusasi con la vittoria del Pdl. Gli
esponenti del Carroccio in consiglio, infatti, avrebbero
voluto accogliere la richiesta dell'opposizione. Ma il
Pdl non ha mollato di un punto e ha votato per Manfredi.
Risultato? Tre consiglieri della Lega hanno lasciato in
bianco la scheda e un quarto, Federico Martinelli, è
uscito dall'aula in segno di protesta. «Gli accordi
iniziali erano diversi, andavano rispettati» dice.
«Siamo molto amareggiati», commenta Viviani prima di
uscire anche lui per protesta. «Il sindaco ci aveva
garantito il supplente in una riunione dei capigruppo.
Questa è una mancanza di rispetto e mi vergogno».
Pronta la risposta di Dal Negro: «Non ho cambiato
minimamente idea, siete voi che avete dimostrato una
netta incapacità di trattativa».
Alla fine per tutta l'opposizione il voto per la
Commissione ha dimostrato che la maggioranza è spaccata.
«Almeno tra voi state uniti, le vostre divisioni interne
sono tristi», conclude Giovanni Antolini.
Camilla Madinelli
mercoledì 21 luglio 2010
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