Corda di equilibrio
(sospesa a 103 metri)

 
 




Fare politica significa non dire di no a nessuno, assumere posizioni tali da far vergognare Ponzio Pilato, non assumere una posizione chiara, dare l’impressione di prendere a cuore tutte le questioni anche se palesemente contrastanti tra di esse. Se ci fosse una Facoltà universitaria per la politica si chiamerebbe “Retorica e Compromesso”.

La Provincia di Verona ha deciso di NON ricorrere al Consiglio di Stato per la sentenza del TAR riguardante il cementificio di Fumane. Ed ecco i nostri Venturi, Pescarin e Castelletti salire sulla corda tesa a 103 metri di altezza per una attraversata della valle dei Progni, senza bilanciere.
Sì vediamo che cosa deciderà il Consiglio di Stato a gennaio…, consideriamo la crisi economica…, peccato perdere posti di lavoro in un’azienda “sana” (Rsu!) come la Cementirossi…, hanno diritto a scavare fino al 2025…, vediamo cosa decide la Soprintendenza su Marezzane…, sì però ci sono anche i viticoltori…, e avanti con le contumelie di sempre.
Risultato: nessuno prende una posizione chiara, nonostante tutti abbiano capito che una “coesistenza” tra cemento e vino in Valpolicella non sia più possibile. Sì vedremo, troveremo una soluzione, apriremo un tavolo (di quelli che non si chiudono mai), approfondiremo, monitoreremo, rassicureremo, cercheremo le sinergie, ci confronteremo. Solo i politici possono permettersi lussi di questo genere. In qualsiasi azienda, se si presenta un problema in produzione alle 8 di mattina, per le 9 deve essere risolto. C’è una materia prima che crea dei problemi in fase di collaudo dei prodotti finiti? Si cambia la materia prima. E’ possibile che solo la sfera politica si ponga davanti mesi, anni per prendere una posizione chiara e definitiva?

Chi pensa che l’eliminazione delle Province porti dei benefici, dimostra di non aver ancora capito bene. I 550 dipendenti della Provincia verranno “assorbiti” dalla Regione Veneto. Tutti però resteranno dove sono, nessuno sarà costretto a cambiare nemmeno scrivania. Anzi, nascerà una nuova necessità: quella del Coordinamento tra gli uffici ex-Provincia e quelli della Regione. Diciamo che si potrebbero infilar dentro altri 200 nuovi dipendenti, in barba alla manovra e in barba a quella economia “reale” che permette a questi Signori di essere “mantenuti”. Quindi la trafila burocratica si allungherà, le occasioni per “monitorare” si moltiplicheranno, le corde di equilibrio si allungheranno, le scuse per non decidere diventeranno la REGOLA PRIMA.

A Fumane, giusto per respirare un po’ di aria buona e fare un po’ di movimento, sarà aperta una nuova Palestra: quella di EQUILIBRISMO per i politici di passaggio.





FUMANE. Delusione dei sindacati che temono per i posti di lavoro, ma dai Palazzi Scaligeri arrivano rassicurazioni

Cementificio, la Provincia
rinuncia al Consiglio di Stato

Giancarla Gallo
Venturi: «Intanto l'azienda può lavorare con procedura semplificata». A gennaio si saprà se il progetto di ammodernamento è da rifare

Sabato 10 Settembre 2011 PROVINCIA, pagina 27

Dopo un'accesa discussione, la giunta Provinciale ha deciso di non ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del primo marzo del Tar del Veneto. Sentenza che ha bloccato il progetto di ampliamento e ammodernamento dello stabilimento della Cementirossi di Fumane, con la realizzazione di un forno a cicloni alto 103 metri, e ha bocciato le delibere provinciali che autorizzavano l'azienda a usare 122 mila tonnellate di rifiuti all'anno, tra cui soprattutto le ceneri pesanti degli inceneritori. «Pur non condividendo del tutto il contenuto della sentenza del Tar», spiega il vicepresidente della Provincia, Fabio Venturi, che ha seguito sempre in prima persona la vicenda, «abbiamo deciso di non ricorrere al Consiglio di Stato, tutti concordemente; l'unico assente era l'assessore Sachetto. Il ricorso lo farà la Cementirossi da sola. A gennaio ci sarà la risposta: se il Consiglio di Stato confermerà la sentenza del Tar, tutto resterà fermo e si dovrà ricominciare daccapo con progetti e richieste di nuove autorizzazioni».
Per quanto riguarda il secondo punto, cioè l'uso di rifiuti (come laminati di ferro, ceneri pesanti, fumi dell'Enel e residui dalla lavorazione della ceramica), la Cementirossi può continuare a lavorare con procedura semplificata, quella in vigore prima delle autorizzazioni cancellate dalla sentenza del Tar. «Finché non si fa l'ammodernamento dello stabilimento, non si può autorizzare ad immettere nel processo produttivo elevate quantità di rifiuti, che sostituiscono in parte la marna. Ci siamo adeguati alle decisioni del Tar, il cementificio di Fumane potrà usare 54 mila tonnellate di scorie all'anno per cinque anni», dice Venturi.
La giunta ha esaminato la situazione dei dipendenti della Cementirossi, azienda ferma da ferragosto e che forse riprenderà la produzione la prossima settimana. I dipendenti per ora sono impegnati nella manutenzione degli impianti. Va ricordato che l'azienda, nonostante il periodo di crisi, non ha mai usato la cassa integrazione.
«La giunta provinciale intera», riprende Venturi, «ha tenuto conto dei dipendenti: il lavoro è comunque assicurato per i prossimi anni, essendoci l'autorizzazione allo scavo fino al 2025; il fatto che si possano mescolare all'impasto sostanze che alleggeriscono la quantità della marna è positivo, certo il profitto futuro dell'azienda dipende anche dalla risposta della Soprintendenza regionale allo scavo di Marezzane».
I lavoratori della Cementirossi hanno espresso delusione per le decisioni di giunta, mentre la direzione dell'azienda non ha voluto rilasciare dichiarazioni. «Le istituzioni, che ci dovrebbero rappresentare, sembrano non essere interessate a un reale progetto di sviluppo socioeconomico», dicono le Rsu congiuntamente, «e non sembrano prendersi carico delle loro responsabilità». «I lavoratori sono preoccupati per la situazione di incertezza sempre maggiore, specialmente in questo particolare periodo di contrattura economica, nel quale sarebbe auspicabile un pieno supporto a qualsiasi attività lavorativa, ancor più se sana e disponibile a investire risorse sul territorio per ammodernarsi», aggiunge Silvio Lugoboni, da 35 anni dipendente di Cementirossi. «Ci chiediamo quali siano i fattori che hanno motivato questo apparente cambio di strategia della Provincia», conclude Amancio Morando.
La questione cementificio è seguita anche dai consiglieri provinciali Zeno Pescarin e Ivan Castelletti e da tempo insieme al vicepresidente Fabio Venturi cercano di trovare un punto di equilibrio tra Cementificio e aziende vitivinicole. «Ho incontrato alcuni lavoratori, per comprendere le loro preoccupazioni», spiega Castelletti, «in verità, l'attività dell'azienda continuerà indipendentemente dal ricorso. Deve invece essere definito l'orizzonte a lungo termine ed è necessario riflettere su una futura possibile riqualificazione dell'area. Non dimentichiamo che la Valpolicella è un vero patrimonio per il nostro territorio. La Provincia sarà parte attiva nella tutela dei posti di lavoro».



domenica 11 settembre 2011

 
 
     
 
     
     
 

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